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lunedì 16 maggio 2011

Recensão da obra "Scultura Barocca Italiana in Portogallo" publicada pela Associação Portuguesa de Historiadores de Arte

O livro da historiadora da arte portuguesa Teresa Leonor M. Vale, apresentado em Setembro do ano passado em Roma, no Instituto Português de Santo António, foi recentemente objecto de uma recensão crítica da Professora Fausta Franchini Guelfi da Università degli Studi di Genova na Newsletter da Associação Portuguesa de Historiadores de Arte.




Os nossos parabéns à Autora.

Ver também:
http://viadeiportoghesi.blogspot.com/2010/04/gangemi-edita-scultura-barocca-italiana.html
http://viadeiportoghesi.blogspot.com/2010/09/presentazione-libro-scultura-barocca.html

http://viadeiportoghesi.blogspot.com/search?q=scultura+barocca





Come già nel 1504 scriveva Pomponio Gaurico nel suo trattato, creando opere di scultura l'uomo non avrebbe potuto concepire niente di più potente per superare la sua condizione di mortale, né di più propizio all'invidia degli dei. Difatti, le opere di scultura sopravvivono nel tempo, al di là degli artisti che le hanno realizzate, al di là delle personalità che rappresentano. La resistenza della scultura marmorea alle tante forme di erosione che il tempo porta con sé è difatti notevole; sono però numerose le sculture che non sono sopravvissute e delle qualle abbiamo soltanto notizie. Così, quando ci dedichiamo al tema della scultura barocca italiana in Portogallo, dobbiamo parlare di sopravvivenze, anche se, per ricostruirne correttamente il contesto, è necessario anche far menzione (più o meno accurata) delle opere distrutte o smarrite. Non è scopo di questo libro compiere un approccio dettagliato e complessivo alla tematica della scultura barocca italiana in Portogallo; come si vedrà, questa ricerca ha come primo obiettivo richiamare l'attenzione sulla scultura in generale e in particolare sulla scultura barocca italiana che non si presenta agli occhi dell'osservatore di oggi come una realtà distante ed inaccessibile, perché, assieme ad una raffinata cultura, carattere fondamentale del barocco è la viva espressione di emozioni e sentimenti, che ancora oggi coinvolge l'osservatore, con una suggestione emotiva che neppure il tempo è riuscito ad annullare.




Teresa Leonor M. Vale (1967) laureata in Storia e Storia dell'Arte (1989) presso la Facoltà di Lettere dell'Università di Lisbona e dottore in Storia dell'Arte presso la Facoltà di Lettere dell'Università di Porto (1994) con una tesi dedicata all'importazione di scultura barocca italiana in Portogallo nell'ambito dei rapporti artistici e culturali tra i due paesi nel seicento. Ha anche compiuto studi specialistici in Museologia e Conservazione delle Opere d'Arte e ha collaborato per anni con la Direcção-Geral dos Edifícios e Monumentos Nacionais del Portogallo. Docente di Storia dell'Arte presso la Scuola Superiore di Arte Decorative della Fundação Ricardo do Espírito Santo Silva e presso l'Universidade Lusófona de Humanidades e Tecnologias di Lisbona, si è dedicata negli anni più recenti sopratutto alla ricerca, con un progetto dedicato all'argenteria barocca italiana e al ruolo degli scultori nell'ambito di questa produzione. É autrice di diversi articoli e libri tra i quali i più recenti sono A Escultura Italiana de Mafra (2002), Escultura Italiana em Portugal no Século XVII (2004), Escultura Barroca Italiana em Portugal. Obras dos Séculos XVII e XVIII em Colecções Públicas e Particulares (2005), Diário de um Embaixador Português em Roma (1676-1678) (2006), Um Português em Roma, Um Italiano em Lisboa. Os Escultores Setecentistas José de Almeida e João António Bellini (2008).

giovedì 9 settembre 2010

Presentazione libro "Scultura Barocca Italiana in Portogallo" - IPSAR, 23 settembre



Il Rettore dell’Istituto Portoghese di Sant’Antonio in Roma
MONS. AGOSTINHO DA COSTA BORGES

Sotto l’alto Patrocinio di S.E.
l’Ambasciatore del Portogallo presso la Santa Sede

e GANGEMI EDITORE

hanno il piacere di invitare la S.V.

alla presentazione del libro

Scultura Barocca Italiana in Portogallo Opere, artisti, committenti
di Teresa Leonor M. Vale
interverrà

Prof.ssa Fausta Franchini Guelfi dell’Università degli Studi di Genova
il giorno
giovedì 23 settembre 2010 alle ore 18.00
presso

Istituto Portoghese di Sant’Antonio in Roma
Via dei Portoghesi, 2 – www.ipsar.org
Sarà presente l’autrice



Come già nel 1504 scriveva Pomponio Gaurico nel suo trattato, creando opere di scultura
l’uomo non avrebbe potuto concepire niente di più potente per superare la sua condizione
di mortale, né di più propizio all’invidia degli dei. Difatti, le opere di scultura sopravvivono
nel tempo, al di là degli artisti che le hanno realizzate, al di là delle personalità che
rappresentano. La resistenza della sculturamarmorea alle tante forme di erosione che il tempo
porta con sé è difatti notevole; sono però numerose le sculture che non sono sopravvissute e
delle qualle abbiamo soltanto notizie.Così, quando ci dedichiamo al tema della scultura barocca
italiana in Portogallo, dobbiamo parlare di sopravvivenze, anche se, per ricostruirne
correttamente il contesto, è necessario anche farmenzione (più omeno accurata) delle opere
distrutte o smarrite. Non è scopo di questo libro compiere un approccio dettagliato e
complessivo alla tematica della scultura barocca italiana in Portogallo; come si vedrà, questa
ricerca ha come primo obiettivo richiamare l’attenzione sulla scultura in generale e in particolare
sulla scultura barocca italiana che non si presenta agli occhi dell’osservatore di oggi come una
realtà distante ed inaccessibile, perché, assieme ad una raffinata cultura, carattere fondamentale
del barocco è la viva espressione di emozioni e sentimenti, che ancora oggi coinvolge
l’osservatore, con una suggestione emotiva che neppure il tempo è riuscito ad annullare.



Teresa Leonor M. Vale (1967) laureata in Storia e Storia dell'Arte (1989) presso la Facoltà di Lettere dell'Università di Lisbona e dottore in Storia dell'Arte presso la Facoltà di Lettere dell'Università di Porto (1994) con una tesi dedicata all'importazione di scultura barocca italiana in Portogallo nell'ambito dei rapporti artistici e culturali tra i due paesi nel seicento. Ha anche compiuto studi specialistici in Museologia e Conservazione delle Opere d'Arte e ha collaborato per anni con la Direcção-Geral dos Edifícios e Monumentos Nacionais del Portogallo. Docente di Storia dell'Arte presso la Scuola Superiore di Arte Decorative della Fundação Ricardo do Espírito Santo Silva e presso l'Universidade Lusófona de Humanidades e Tecnologias di Lisbona, si è dedicata negli anni più recenti sopratutto alla ricerca, con un progetto dedicato all'argenteria barocca italiana e al ruolo degli scultori nell'ambito di questa produzione. É autrice di diversi articoli e libri tra i quali i più recenti sono A Escultura Italiana de Mafra (2002), Escultura Italiana em Portugal no Século XVII (2004), Escultura Barroca Italiana em Portugal. Obras dos Séculos XVII e XVIII em Colecções Públicas e Particulares (2005), Diário de um Embaixador Português em Roma (1676-1678) (2006), Um Português em Roma, Um Italiano em Lisboa. Os Escultores Setecentistas José de Almeida e João António Bellini (2008).

lunedì 19 aprile 2010

Gangemi edita "Scultura barocca italiana in Portogallo" de Teresa Leonor M. Vale


IN


Come già nel 1504 scriveva Pomponio Gaurico nel suo trattato, creando opere di scultura l'uomo non avrebbe potuto concepire niente di più potente per superare la sua condizione di mortale, né di più propizio all'invidia degli dei. Difatti, le opere di scultura sopravvivono nel tempo, al di là degli artisti che le hanno realizzate, al di là delle personalità che rappresentano. La resistenza della scultura marmorea alle tante forme di erosione che il tempo porta con sé è difatti notevole; sono però numerose le sculture che non sono sopravvissute e delle qualle abbiamo soltanto notizie. Così, quando ci dedichiamo al tema della scultura barocca italiana in Portogallo, dobbiamo parlare di sopravvivenze, anche se, per ricostruirne correttamente il contesto, è necessario anche far menzione (più o meno accurata) delle opere distrutte o smarrite. Non è scopo di questo libro compiere un approccio dettagliato e complessivo alla tematica della scultura barocca italiana in Portogallo; come si vedrà, questa ricerca ha come primo obiettivo richiamare l'attenzione sulla scultura in generale e in particolare sulla scultura barocca italiana che non si presenta agli occhi dell'osservatore di oggi come una realtà distante ed inaccessibile, perché, assieme ad una raffinata cultura, carattere fondamentale del barocco è la viva espressione di emozioni e sentimenti, che ancora oggi coinvolge l'osservatore, con una suggestione emotiva che neppure il tempo è riuscito ad annullare.


Teresa Leonor M. Vale (1967) laureata in Storia e Storia dell'Arte (1989) presso la Facoltà di Lettere dell'Università di Lisbona e dottore in Storia dell'Arte presso la Facoltà di Lettere dell'Università di Porto (1994) con una tesi dedicata all'importazione di scultura barocca italiana in Portogallo nell'ambito dei rapporti artistici e culturali tra i due paesi nel seicento. Ha anche compiuto studi specialistici in Museologia e Conservazione delle Opere d'Arte e ha collaborato per anni con la Direcção-Geral dos Edifícios e Monumentos Nacionais del Portogallo. Docente di Storia dell'Arte presso la Scuola Superiore di Arte Decorative della Fundação Ricardo do Espírito Santo Silva e presso l'Universidade Lusófona de Humanidades e Tecnologias di Lisbona, si è dedicata negli anni più recenti sopratutto alla ricerca, con un progetto dedicato all'argenteria barocca italiana e al ruolo degli scultori nell'ambito di questa produzione. É autrice di diversi articoli e libri tra i quali i più recenti sono A Escultura Italiana de Mafra (2002), Escultura Italiana em Portugal no Século XVII (2004), Escultura Barroca Italiana em Portugal. Obras dos Séculos XVII e XVIII em Colecções Públicas e Particulares (2005), Diário de um Embaixador Português em Roma (1676-1678) (2006), Um Português em Roma, Um Italiano em Lisboa. Os Escultores Setecentistas José de Almeida e João António Bellini (2008).

venerdì 15 ottobre 2010

Livro "Scultura Barocca Italiana in Portogallo" apresentado em Lisboa

De Roma a Lisboa...
Depois da apresentação do livro "Scultura Barocca Italiana in Portogallo Opere, artisti, committenti" em Roma (http://viadeiportoghesi.blogspot.com/2010/09/presentazione-libro-scultura-barocca.html) Teresa Leonor M. Vale leva-o a Lisboa, a 20 de Outubro.
Parabéns!

martedì 26 marzo 2013

3 de Abril: Teresa Leonor M. Vale: conferência sobre pratas em Roma: "pezzi unici e insiemi eccezionali"



La collezione di argenti sacri della chiesa di S. Antonio dei Portoghesi: 
pezzi unici e insiemi eccezionali

Teresa Leonor M. Vale
IHA-CI, FLUL

Il Rettore dell’Istituto Portoghese di Sant'Antonio in Roma,
Mons. Agostinho da Costa Borges,
sotto l’alto patrocinio di S. E. L’Ambasciatore del Portogallo presso la Santa Sede
Dott. António de Almeida Ribeiro
ha il piacere di invitare la S. V. alla conferenza
La collezione di argenti sacri della chiesa di S. Antonio dei Portoghesi: pezzi unici e insiemi eccezionali
Teresa Leonor M. Vale
che avrà luogo mercoledi 3 Aprile 2013, alle ore 18.00
nel Salone Nobile dell’Istituto Portoghese di Sant'Antonio

TERESA LEONOR M. VALE (1967), laureata in Storia e Storia dell’Arte (1989) presso la Facoltà di Lettere dell’Università di Lisbona e dottore in Storia dell’Arte presso la Facoltà di Lettere dell’Università di Porto (1994) con una tesi dedicata all’importazione di scultura barocca italiana in Portogallo nell’ambito dei rapporti artistici e culturali tra i due paesi nel seicento.
Ha anche compiuto studi specialistici in Museologia e Conservazione delle Opere d’Arte ha collaborato per anni con la Direcção-Geral dos Edifícios e Monumentos Nacionais del Portogallo. Docente di Storia dell’Arte presso la Scuola Superiore di Arte Decorative della Fundação Ricardo do Espírito Santo Silva, presso l’Universidade Lusófona de Humanidades e Tecnologias di Lisbona e dal 2012 presso la Facoltà di Lettere dell’Università di Lisbona (di cui Istituto di Storia dell’Arte è ricercatrice), si è dedicata negli anni più recenti sopratutto alla ricerca, con un progetto dedicato all’argenteria barocca italiana e al ruolo degli scultori nell’ambito di questa produzione.
É autrice di diversi libri e articoli tra i quali i più recenti sono
Libri: A Escultura Italiana de Mafra (2002), Escultura Italiana em Portugal no Século XVII (2004), Escultura Barroca Italiana em Portugal. Obras dos Séculos XVII e XVIII em Colecções Públicas e Particulares (2005), Diário de um Embaixador Português em Roma (1676-1678) (2006), Um Português em Roma, Um Italiano em Lisboa. Os Escultores Setecentistas José de Almeida e João António Bellini (2008), Scultura barocca italiana in Portogallo. Opere, artisti, committenti (Roma, Gangemi, 2010);
Articoli: “Eighteenth-century Roman Silver for the chapel of St John the Baptist of the church of S. Roque, Lisbon”, in The Burlington Magazine, Vol. CLII, Nº 1.289, Ago. 2010; “Les acquisitions d’oeuvres d’art du premier marquis de Fronteira, João de Mascarenhas (1633-1670), pour sa demeure des environs de Lisbonne”, in Studiolo. Revue d’Histoire de l’Art de l’Académie de France à Rome, N. 8, Sett. 2010; “Un’acquasantiera argentea genovese in Portogallo. Percorsi trasversali di moduli barocchi”, in Arte Cristiana. Rivista Internazionale di Storia dell’Arte e di Arti Liturgiche, Milano, N. 865, Lul.-Ago. 2011; “L’atelier degli Zappati:opere per il Portogallo di una famiglia di argentieri romani del Settecento”, Elisa DEBENEDETTI, (a cura di), Studi sul Settecento Romano. Palazzi, chiese, arredi e scultura, Vol. I, (coll. Studi sul Settecento Romano, 27), Roma, Bonsignori Editore, 2011; “Di bronzo e d’argento: sculture del Settecento italiano nella magnifica Patriarcale di Lisbona”, in Arte Cristiana. Rivista Internazionale di Storia dell’Arte e di Arti Liturgiche, Milano, Anno 100, N. 868, Gen.-Feb. 2012.


lunedì 15 novembre 2010

Teresa Leonor M. Vale publica na revista da Academia de França em Roma


A historiadora da Arte portuguesa, Teresa Leonor M. Vale, recentemente presente em Roma para a publicação do seu livro "Scultura Barocca Italiana in Portogallo", editado pela Gangemi (http://viadeiportoghesi.blogspot.com/2010/09/presentazione-libro-scultura-barocca.html) publicou no nº8 da Studiolo, a Revista de História da Arte da Academia de França de Roma o artigo:
Les acquisitions d’oeuvres d’art du premier marquis de Fronteira,
João de Mascarenhas (1633-1670), pour sa demeure des environs
de Lisbonne


Muitos Parabéns!

martedì 13 gennaio 2009

Pintura Contemporânea em Santo António dos Portugueses


Il 14 gennaio 2009, ore 19, avrà luogo l’inaugurazione della mostra personale di Carlo Fusca, che proseguirà sino al 15 febbraio (dal martedì alla domenica, 16.00-20.00) nella galleria d’arte dell’Istituto Portoghese di Sant'Antonio in Roma. L’esposizione «I codici minati/Exlibri» è curata da Graziano Menolascina e Luigi Paolo Finizio.

IN:



”Fusca intende attraverso la parodia, la ricomposizione di frammenti di memoria, denunciare il dramma ironico della cultura attuale, sottolineandone i disagi.La storia si auto lacera, la sensualità Barocca delle opere precedenti muta in un “Espressionismo Distruttivo” che esibisce in primo piano lacerazioni e bruciature che simboleggiano la perdita dei valori, ma sostanzialmente di identità storica.Le battaglie scompaiono, il tempo diventa non tempo, i cavalieri, i cavalli un lontano ricordo per l’artista.E’ tutto da ricucire, da riassemblare, bisogna ricominciare per acquisire valori, ideali divorati nel tempo e dal tempo.Fusca attinge con foga e disinvolte ironia a un fondo di sembianze figurate, di segni e icone che nella storia e nella sua memoria hanno animato e dislocato gli assetti compositivi.In pittura e variamente nelle arti plastiche egli sommuove una linfa generica d’immagini divenuta pure di consumo iconografico, di istoriazione per ogni ordine di apparati figurativi tra frontespizi, cartigli, fondali e scenografie.Parabole visive insomma evocate e consumate attraverso stilemi variabili di pittura e scultura. Questo gioco consapevole di scambi iconografici messo in atto da Fvsca negli smistamenti figuranti e decostruenti non esce mai dal campo dell’arte.All’interno del suo studio, la pittura, nel gioco di memoria che la genera e consuma, che la dissemina e corrode, che la scambia e frantuma nei propri termini di immagine, continua a farsi arabesco di se stessa seppure nel decoro disfatto del proprio tessuto immaginativo. E sia detto per questo ciclo di opere di pittura-non pittura, Fusca dispiega nel visivo un dispositivo coinvolgente la sua stessa vicenda espressiva in pittura. A seguirla dentro l’attuale proporsi, nei lacerti cui è arrivata, le frequentate istituzionali realtà immaginative di natura e di storia si sono piegate e dissolte all’azione vorace e assimilante del segno corrivo: quando non sono altro che il frutto del gesto che trova e svolge distratto o involontario.”

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