venerdì 29 maggio 2009

Os "Deolinda" por Massimiliano Rossi

O nosso caro amigo Massimiliano Rossi foi ao concerto dos "Deolinda", há algum tempo atrás, no Auditorium Parco della Musica (anunciado em via dei Portoghesi: ) divertiu-se imenso, falou com o grupo e até tirou uma fotografia.
Aqui estão as suas impressões, num Português excelente, que muito lhe agradecemos.

DEOLINDA
Os "Deolinda" são, realmente, um grupo muito original.
Duas guitarras, nenhuma destas portuguesa, um contrabaixo e a admirável voz da cantora Ana Bacalhau (nome verdadeiro que parece artístico!), apresentam-se em palco: ela com vestido tradicional e os músicos de boina, uma pequena mesa com um pano bordado e flores e ainda naperons espalhados sobre as caixas acústicas.
A música deles não é fado nem música popular portuguesa, mas uma mistura das duas e mais uma ironia que atravessa todo o concerto, no qual apresentaram, pela primeira vez em Itália, o primeiro disco, "Canção ao lado".
O tema que se repete nas letras das músicas, é o "Amor não correspondido", mas ao contrário do que frequentemente acontece noFado, aqui o final nunca é trágico ou triste: tem sempre um tom irónico e as vezes surreal.
O concerto, ou, melhor seria dizer, o espectáculo, é muito divertido e a cantora é muito expressiva e duma simpatia contagiante. Sabe estar em palco e interagir com o público, até mandou traduzir em italiano umas linhas para introduzir as músicas, o que muito ajudou ao êxito do concerto.
Enfim, os Deolinda parecem ser uma lufada de ar fresco na música portuguesa contemporânea e, ao contrário do que dizem na música "Fon-fon-fon", não são uma seca!
MASSIMILIANO ROSSI

Angela Di Matteo - Lisbona. L'Oceanario.

A nossa aluna Angela Di Matteo, uma das partcipantes na viagem a Lisboa promovida pela Professora Giulia Lanciani sob o patrocínio exclusivo do Departamento de Literaturas Comparadas da Universidade de Roma Tre, escreveu este texto que temos todo o gosto em publicar. Obrigado, Angela!



LISBONA. L’OCEANARIO.
UN VIAGGIO SOTT’ACQUA NEI CINQUE CONTINENTI


Link pagina ufficiale: http://www.oceanario.pt/

Uno spettacolo incredibile. L’Oceanario di Lisbona toglie il fiato.
Situato nel Parque das Nações, l’imponente edificio viene costruito in occasione dell’Expò98 dal titolo “Gli oceani: un patrimonio per il futuro” e raggiunge la vetta degli acquari più grandi in Europa. È strutturato in due edifici a due livelli ed ospita circa 16.000 piante e animali di 450 specie. La piscina centrale, a dir poco spettacolare, contiene sette milioni di litri d’acqua salata. In un unico immenso complesso, l’Oceanario riesce a riprodurre quattro habitat marini e costieri: il Nord Atlantico, l’Atlantico, il Pacifico temperato e l’Oceano tropicale Indiano. L’Oceanario vanta tecniche avanzatissime per la conservazione naturale degli habitat, un’equipe espertissima di biologi e di ingegneri e collabora con varie istituzioni in progetti di ricerca per la conservazione della biodiversità marina.
Ma la domanda a questo punto sorge spontanea: sarà poi così giusto intrappolare piante ed animali sotto vetro per la meraviglia dei nostri umani occhi? In fondo è sempre un acquario, che non è altro che uno zoo sott’acqua. Sarà poi così normale che tonni, pesci-luna, squali e tanti altri pesciolini finiscano in ammollo nella stessa vasca?
Nell’era del tutto e subito siamo riusciti persino a creare un unico Oceano Globale, in cui buttare specie diverse con abitudini, alimenti e temperature altrettanto differenti per poter spalancare gli occhi, alitare sul vetro e sussurrare “Che meraviglia!”. Certo lo spettacolo non ha eguali e punta molto sull’effetto scenografico e sui giochi di luce e colori, ma che ne è degli animali?.
Sicuramente l’Oceanario non è un acquario qualunque: offre uno spettacolo davvero imponente, non usuale e unico nel suo genere. Sempre aggiornato e in continua evoluzione, tiene al bene dei propri ospiti pinnati, purchè questi restino buoni buoni nel recinto a loro assegnato. L’Oceanario in fondo è solo un grande business: ondate di turisti, scolaresche e comitive si precipitano ogni anno per ammirare una delle meraviglie del mondo, fruttando bei denari a chi ci ha visto lungo.
Vale la pena visitarlo? Beh, per 11€ non è male, ma forse sarebbe meglio andarsene al mare, tra i pesci veri.

Angela Di Matteo

"Sintesi - Saudade" de Igino Camerota

Agradecemos a Igino Camerota a assinalação do seu artigo sobre a inauguração da exposição colectiva de pintura que teve lugar quarta-feira passada na galeria do Instituto Português de Santo António em Roma.

Artigo publicado on-line em


Traduzione di Saudade
Igino Camerota
giovedì 28 maggio 2009


L'Istituto Portoghese di Sant'Antonio in Roma, ieri, ha aperto le porte della sua galleria d'arte per accogliere un pubblico numeroso e piacevolmente...eterogeneo. C'è tempo sino al quattordici giugno per visitare - nella suggestiva cornice di Via dei Portoghesi - Sintesi Saudade, esposizione curata da Angelo Andreuoli (Neoartgallery), Giorgio Bertozzi e Ferdan Yusuf. Complimenti sinceri agli organizzatori che sono riusciti nell'impresa di assemblare le opere e la creatività di ben sedici artisti. Sei italiani e dieci turchi.Belle le parole con cui Monsinhor Agostinho da Costa Borges, rettore dell'IPSAR, nel fare gli onori di casa, ha introdotto i visitatori nei locali di quella che una volta era una farmacia in cui trovavano conforto i pellegrini che giungevano nella Città Eterna: anche oggi, infatti, questo magico spazio è luogo terapeutico poiché - per usare le parole del rettore - “l’arte, attraverso le sensazioni che in noi uomini provoca, cura la mente, lo spirito, il cuore".
Presenti le istituzioni e importante testimonianza offerta da Sua Eccellenza l’Ambasciatore di Turchia Uğur Ziyal, giunto per ammirare l’estro dei compatrioti artisti ma anche per sottolineare che “iniziative come questa ci ricordano come i messaggi dell’arte sono e saranno sempre universali, capaci di abbattere ogni barriera: culturale, sociale, linguistica".
Assente giustificato - per via del caos generato dalla concomitanza della finale di Champions League - l’ambasciatore del Portogallo presso la Santa Sede João da Rocha Pàris che, comunque, ha svolto un importante ruolo per l’organizzazione e la buona riuscita di questo evento.
Il tema della mostra, come recita il titolo, è la saudade: termine lusofono che linguisti e letterati di varie nazionalità ed epoche, invano, hanno tentato di tradurre. È giusto chiarire sin da subito, dunque, che tale operazione avrà sempre uno scontato esito negativo. Saudade è una parola esclusivamente portoghese e pur essendoci formule linguistiche che riescono a sfiorare il suo significato più profondo, mai nessuna potrà farlo in maniera assolutamente compiuta.
L’unico strumento utile per tradurla correttamente è l’arte. In ognuna delle sue forme.
Vale senz’altro la pena, dunque, visitare questa mostra collettiva in cui le anime artistiche di due grandi paesi del Mediterraneo - Italia e Turchia – si incontrano a Roma in un luogo incantato in cui a giocare ina casa è il Porotgallo.Distacco, paura, allegria, tristezza, malinconia, nostalgia, gioia, inquietitudine: sono alcuni dei tanti messaggi trasmessi dai volti generati dalla creatività di Zeynep Akgün, Massimo Franchi, Pasquale Nero Galante ed Emin Koç. Oppure dalle biciclette di Dino Cucinelli o ancora dall’installazione di Claudio Orlandi e dalle intime atmosfere create da Sayat Uşakligil.Sensazioni che, se sommate, forse, riuscirebbero a tradurre il termine saudade; cosa ancora più importante, però, è che ognuna di esse, da sola, riesce a parlarci dell'essenza di un concetto che si traduce in modo di essere.
Guardando le opere dei sedici artisti, potrà capitarvi di sentire una fitta: durerà un secondo. Non capirete di cosa si tratta ma, solo per un attimo, sentirete sulla punta della lingua un formicolio. Penserete, per un istante, di aver trovato il termine corrispondente utile a tradurre la parola saudade ma rassegnatevi: non esiste.
Sintonizzandovi su quell’istante, però, potrete sentire odore e rumore di mare.
Prima un sorriso e poi una lacrima.
La fitta si trasformerà in un graffio che raschierà la vostra anima.
Gioia e dolore saranno brevi ma intensi.
Pur senza sapere con quale parola tradurla, la riconoscerete: saudade.


Iniziativa.info, giornale on line, probabilmente avra' anche una sua versione cartacea; il pezzo e' stato inserito questa sera. 2/3 giorni in home page, poi potra' essere visualizzato esclusivamente nella Sezione Cultura.