mercoledì 24 giugno 2009

Santo António em Santo António (dos Portugueses)


A festa do Santo patrono da Igreja nacional portuguesa em Roma foi assinalado sábado 13 de Junho e domingo 14 com duas celebrações religiosas, em Português e Italiano, e com um agradável convívio da Comunidade portuguesa residente nesta cidade.


Sabato 13.06.2009

Festa di Sant’Antonio
18.30 S. Messa con benedizione e distribuzione del Pane di Sant’Antonio
Presiede Rev. P. Amedeo Eramo, O.S.A. - Parroco di Sant’Agostino in Campo Marzio

Domenica 14.06.2009
19.00 Concerto d’Organo, Organista Giampaolo di Rosa
Programma: improvvisazioni su Letture dei Sermoni di S. Antonio



CURIOSIDADE:

O Símbolo do Pão de Santo António


A história do "Pão de Santo António" remonta a um facto curioso que é assim narrado: "António comovia-se tanto com a pobreza que, certa vez, distribuiu aos pobres todo o pão do convento em que vivia. O frade padeiro ficou em apuros, quando, na hora da refeição, percebeu que os frades não tinham o que comer: os pães tinham sido roubados".

Da Lisbona, di Padova: Santo António, é claro...

Agradecemos ao Dr. Duarte Pinheiro a assinalação desta bela imagem da pintora portuguesa Armanda Passos.

Il mese di giugno è sicuramente un periodo speciale per visitare Lisbona, lasciandosi coinvolgere nel clima di festa e allegria in occasione delle tradizionali festas dos santos populares. I colori degli addobbi e i profumi delle caratteristiche sardine arrostite invadono la capitale portoghese in particolare il 12 e 13 giugno, vigilia e festa di Sant’Antonio, culmine dei festeggiamenti. Il patrono ufficiale di Lisbona è San Vincenzo, ma i lisboeti hanno da sempre mostrato una particolare devozione per Sant’Antonio. In Italia è conosciuto come il santo di Padova, ma Sant’Antonio nacque in realtà a Lisbona nel 1195 e da qui partì a 25 anni per svolgere la sua attività missionaria in Francia e Italia. Protettore della città, delle case e delle famiglie Sant’Antonio è invocato in particolare come protettore delle promesse di matrimonio. Per questa ragione il 13 giugno con una suggestiva cerimonia, vengono celebrati decine di matrimoni presso la Sé, la cattedrale di Lisbona, non lontano dal luogo dove si dice sia nato il santo. In occasione delle festas in ogni angolo di strada si possono acquistare i tipici vasetti di terracotta con le piantine di basilico, decorati con garofani di carta e bigliettini con poesie d’amore. Secondo la tradizione con la piantina cresce anche l’amore di chi l’ha donata e poiché il basilico è una pianta stagionale bisognerà ricordarsi di raccogliere i semi e piantarli ogni anno per ottenere l’amore eterno. L’allegria e la voglia di festa di Lisbona si manifestano in tutta la sua pienezza la sera del 12 giugno, vigilia della festa del Santo. I diversi rioni gareggiano nelle marchas populares, le tradizionali parate che attraversano strade e vicoli del centro storico inondandole di colori e musica. I vecchi quartieri si animano, il Castello e i vicoli dell’Alfama si colorano di lanterne di carta e nastri e ovunque si diffonde un senso di festa e allegria insieme al caratteristico aroma delle sardinhas assadas le tipiche sardine arrostite alla brace: la città danza, si diverte e brinda fino all’alba.I festeggiamenti proseguono per tutto il mese di giugno: nei quartieri storici si susseguono spettacoli di teatro e danza, musica classica ed etnica, ma anche jazz e musica popolare, spettacoli circensi, mimi e giochi per tutti.

INhttp://www.mondoviaggiblog.com/2008/05/09/tornano-i-coloro-e-profumi-delle-tradizionali-festas-de-lisboa/#more-3354

São João, patrono do Porto

Ainda ontem sobre as festas de São João, vividas no Porto por dois anos consecutivos, falavam os nossos alunos Rosalba, Claudio e Martini Pulcini, respectivamente pais e irmã do Andrea, um jovem médico italiano que trabalha e vive na cidade invicta...

O São João do Porto é uma festa popular, de origem pagã, que tem lugar de 23 para 24 de Junho na cidade do Porto, em Portugal.
Trata-se de uma festa cheia de tradições, das quais se destacam o lançamento de
balões de ar quente, os martelos de plástico usados para bater nas cabeças das pessoas que passam, os alhos-porros, os ramos de cidreira e de limonete, usados para pôr na cara das pessoas que passam, o que é bastante desagradável. Existem, ainda, os tradicionais saltos sobre as fogueiras espalhadas pela cidade, normalmente nos bairros mais tradicionais; os vasos de manjericos com versos populares são uma presença constante nesta grande festa e o tradicional fogo de artifício à meia-noite, junto ao Rio Douro e à ponte Luíz I que faz as delícias dos milhares de residentes e visitantes que chegam de todo o mundo para assistir. O fogo de artifício chega a durar mais de 40 minutos, estando ao nível dos melhores no mundo, e decorre no meio do rio em barcos especialmente preparados, sendo acompanhado por música num espectáculo multimédia muito belo e digno de se ver.
Além de tudo isto, existem vários arraiais populares, em bairros tradicionais como
Fontainhas, Miragaia, Massarelos, entre outros, dando mais animação e brilho durante a noite. Nos arraiais, normalmente, existem concertos com diversos cantores populares acompanhados, quase sempre, por boa comida, em especial, grelhados de sardinhas e carnes. A festa dura até às três ou quatro horas da madrugada, quando a maior parte das pessoas regressa a casa. Os mais resistentes, normalmente os mais jovens, percorrem toda a marginal desde a Ribeira até à Foz do Douro onde terminam a noite na praia, aguardando pelo nascer do sol.
IN Wikipedia

Junho: mês de Portugal em Roma


Pedimos desculpa aos nossos leitores por tão escassa e espaçada informação neste último mês.


Vamos tentar retomar o bom ritmo a que habituámos os fidelíssimos, e agradecer todas as palavras simpáticas e encorajamento que nos têm dado!

Um blog serve para comunicar, é claro, mas também para interagir, e por isso os vossos comentários e interesse são essenciais.


Aproveitamos a efeméride de S. João, um dos três santos mais populares e amados pelos portugueses, para passar em revista alguns temas em atraso...

Boa leitura!

Poesia-Livraria-Lisboa


Agradecemos assinalação à nossa leitora e amiga Elsa Lourenço, que assinalou este interessante artigo publicado no passado dia 19, no L'Espresso.


La poesia è un dono
di Suketu Mehta


Nella triste Lisbona il giovane Changuito ha aperto una libreria dove vende solo versi: un negozio interamente dedicato alla poesia internazionale

L'interno della libreriaPortami nel luogo più triste di Lisbona, ho chiesto a una studentessa della capitale portoghese quando si è offerta di farmi girare la città.

Ogni città ha la sua dose di tristezza. La tristezza di Bombay è negli occhi dei suoi bambini, e te ne accorgi subito già percorrendo il tragitto dall'aeroporto all'hotel e incontri gli occhi di quei bambini che corrono e vengono a chiederti l'elemosina contro i vetri del taxi. Una grande tristezza è scesa anche sulla città di New York quell'11 settembre 2001, una tristezza dai cui postumi la Grande Mela sta ancora cercando di guarire.

La tristezza di Lisbona è la tristezza dell'impero perduto. Questa è la città da cui diversi navigatori salparono alla conquista del mondo. Oggi è una città che conta mezzo milione di abitanti, considerata di secondo ordine in un continente che non domina più il mondo. È questa la tristezza che descrive il grande poeta portoghese Fernando Pessoa: "Aggiustiamo il passato / come si aggiusta un vestito / Nell'inquietudine che la quiete deve portare nelle nostre vite / Quando tutto ciò che facciamo è pensare a ciò / che eravamo, e fuori / c'è solo la notte".

È risaputo che la poesia è la forma espressiva che meglio comunica la tristezza. Quindi non c'è da meravigliarsi che la città più triste d'Europa che io abbia mai visto abbia anche compiuto lo sforzo più donchisciottesco in cui io mi sia imbattuto negli ultimi anni.

A Lisbona ho incontrato un giovane di nome Changuito, che lo scorso novembre ha aperto una libreria che si chiama Poesia Incompleta interamente dedicata alla poesia. La libreria consta di due stanze e un giardino; nelle due stanze ci sono scaffali pieni di libri di poesia e, dietro i libri, scatoloni pieni di volumi di poesia non catalogati.

Il negozio non vende nessun altro tipo di libri
: niente fiction, non fiction, niente cd, niente giochi, caffè, vino, musica dal vivo, nulla, nessun happening. È un negozio che si frequenta solo se si ama la poesia, ci si siede all'interno o nel giardino e si leggono libri che Changuito e la sua fidanzata comprano durante i loro viaggi in giro per il mondo.

Per me una libreria, che si trovi a Bombay, Roma o New York, passa l'esame in base alla sua sezione di poesia. È da quel reparto che si può capire se il proprietario è lì per passione o per avidità di ricchezza. La maggior parte delle grandi catene di librerie americane relegano la poesia nel retro o nel seminterrato del negozio, come se fosse un segreto colpevole. La poesia non porta soldi a nessuno; è un dono. Da questo punto di vista, la libreria di Changuito è un vero tesoro, un concentrato di doni. Mi ha fatto piacere vedere, ad esempio, sul sito Internet del negozio (poesia-incompleta.blogspot.com), il miglior libro di poesia indiana in lingua inglese degli ultimi anni: 'Jeuri' di Arun Kolatkar. È la sola libreria interamente dedicata alla poesia che io abbia mai visto.Ma chi legge poesia di questi tempi? Tutti noi. Ogni volta che ascoltiamo musica pop, ascoltiamo il testo, un'elegante condensazione di esperienza dentro il linguaggio. Dio ci parla esclusivamente in versi. Quando ci rechiamo in chiesa o in una moschea o in un tempio, le scritture che ascoltiamo o gli inni che cantiamo sono tutti scritti in metri. La poesia ci plasma più di quanto immaginiamo e siamo pronti a riconoscere.La studentessa cui ho dato l'incarico di portarmi nel luogo più triste di Lisbona mi ha accompagnato, com'era prevedibile, in un piccolo ristorante dove suonano il fado, quella musica esclusivamente triste che parla di perdita. Ma la libreria Poesia Incompleta è un luogo ancora più triste - e non intendo una tristezza nel senso tragico del termine. Il negozio è pieno di saudade, la tristezza nostalgica - quella che lo scrittore turco Orhan Pamuk chiama 'huzun', o malinconia, "uno stato d'animo che in definitiva afferma e nega la vita contemporaneamente". Quando ci penso ora, l'impresa impossibile di Changuito nel centro di quella dolorosa città, mi rende inesplicabilmente felice.


traduzione di Rosalba Fruscalzo
(19 giugno 2009)


IN


venerdì 12 giugno 2009

O Cavaleiro da Dinamarca


Recebemos há tempos da nossa leitora e amiga dinamarquesa Anna Schram Vejlby uma notícia que une Portugal, Itália e Dinamarca.

Parte I

Um dos livros infantis de maior sucesso da grande escritora portuguesa Sophia de Mello Breyner Andresen, de origem dinamarquesa, é a história da grande viagem de um cavaleiro dinamarquês e do seu regresso a casa:

O Cavaleiro da Dinamarca é um livro de Sophia de Mello Breyner Andresen, editado em Portugal em 1964.
A obra conta a história de um homem que vivia com a sua família numa
floresta da Dinamarca, no Norte da Europa. Numa noite de Natal, durante a ceia, quando todos estavam reunidos à volta da lareira, a comer e a contar histórias, comunicou-lhes que iria partir em peregrinação à Terra Santa, para orar na gruta onde Jesus de Nazaré tinha nascido e que, portanto, dessa noite a um ano não estaria com eles. Prometeu que, dessa noite a dois anos, estariam juntos de novo.
Na
Primavera seguinte partiu e, levado por bons ventos, chegou muito antes do Natal às costas da Palestina, onde visitou todos os locais sagrados relacionados com a vida de Jesus.
Já de regresso à Dinamarca, uma tempestade violentíssima quase destruiu o barco em que viajava e ele teve que ficar em
Itália. Aí conheceu várias cidades -- Ravena, Veneza, Florença, Génova -- onde fez diversos amigos, como o Mercador de Veneza, que lhe contou a belíssima história de amor de Vanina e Guidobaldo. De Giotto e Dante, Pêro Dias... Após inúmeras peripécias , consegue chegar à floresta em que vivia, mas uma tempestade quase lhe provoca a morte. No entanto, anjos acendem pequenas estrelas no abeto que ficava em frente à sua casa, guiando-o até ao calor do seu lar e de sua família...
Quando ele ia pela floresta pensou seguir o rio até sua casa mas não o encontrou... Este foi desviando-se mais para Norte até que lá ao longe viu uma luz que se destacava pela sua grandeza... Esta, era a luz de sua casa. O cavaleiro não sabia disto, mas ainda assim resolveu ir atrás da luz, encontrando a sua casa. É por essa razão que se enfeitam os pinheiros no Natal e essa é a grande história do cavaleiro da Dinamarca.
Nesta história existem vários encaixes:
História de Vanina e Guidobaldo, narrada pelo mercador de Veneza;
História de Giotto e História de Dante e Beatriz, narrado por Filipo, um trovador amigo do Banqueiro de Averardo de Florença;
História de Pêro Dias, narrada pelo capitão amigo do Flamengo de Génova.





Parte II


Cecilia Bartoli, o grande mezzosoprano romano que ainda há poucos dias, a 4 de Junho - dia do seu anversário - brindou a sua cidade natal com um maravilhoso concerto, inserido no ciclo pianístico de Lang Lang no Auditorium Parco della Musica, é presença constante nos palcos portugueses. Muito amada pelos melómanos nacionais, prestou-lhes uma pequena grande homenagem no seu último álbum, Maria, dedicado à memória da cantora Maria Malibran, em que a ária Cari Giorni evoca a heroína da história romântica de Portugal: Inês de Castro.
Parte III
Regressando à Dinamarca, escreve-nos Anna Vejlby:
«Cecilia riceverà il Premio Sonning l'anno prossimo. Consiste in una monotopia di un artista danese, dalle sue illustrazione per il libro di Sophia de Mello Breyner Andresen, O Cavaleiro da Dinamarca:
At the prize concert, the Foundation’s reason for the choice is announced, and the winner is tendered a diploma bearing the explanation, in Danish. The diploma is accompanied by a monotype by the Danish painter Maja Lisa Engelhardt. In 2002, the Foundation acquired 12 monotypes by this artist as illustrations for Sophia de Mello Breyner Andresen’s book, »Ridderen fra Danmark« (The Knight of Denmark, Rhodos Publishers).»
Vide
http://anninateatime.wordpress.com/2009/05/13/yes-cecilia-bartoli-receives-leonie-sonnings-music-prize/




Conclusão
Dinamarca, Itália e Portugal unidos sob o signo da arte.
Muito bonito.


Obrigado, Anna!

Lisboa por Angela Di Matteo

Lisboa, por Carlos Botelho


Uma das nossas alunas da Faculdade de Letras da Roma Tre, participante na visita de estudo a Lisboa promovida pela Profª Giulia Lanciani, de que foram anteriormente publicadas abundantes imagens, escreveu agora um artigo sobre Portugal...


«il giornale in cui scrivo ha, nella versione cartacea, anche una rubrica sui viaggi all'estero e sugli stranieri qui in Italia. Poichè non troverà questa rubrica su internet le invio il link al mio blog. Magari le piacerà vedere (e leggere) quanto mi è piaciuta la sua città. Certo non è un articolo "sentimentale", non mi è permesso scriverne, però penso si capisca che parlo di un viaggio che mi è piaciuto molto»


Muito obrigado, Angela!


IN




Lisbona è un incanto, un incanto sul fiume e sull’Oceano. Una città che profuma di cultura e poesia tra antiche chiese, musei, vicoli nascosti e Università. Il volto di Pessoa, icona di un popolo romantico, è vivo ad ogni angolo, nei bar, nei negozi e persino sui muri perché impossibile è dimenticare un uomo che tanto ha dato e tanto ha preso dalla sua città.
Purtroppo ancora molto poco conosciuta al di qua dell’Europa, oscurata forse dal colosso spagnolo, la capitale portoghese nasce su vere e proprie montagne - altro che colline! - e gode di un cielo azzurrissimo, lo stesso azzurro delle sue ceramiche, uniche e preziose.
Sulle sue strade, piastrellate ovunque col tipico sanpietrino portoghese, la calçada, affacciano palazzi di tutte le forme e tutti i colori, dai balconi stretti, fioriti e spesso decorati di azulejos.


Per queste strade, in continuo sali-scendi, cammina lento l’eléctrico, il tipico e antico tram che porta da una parte all’altra della città e dal quale si possono ammirare anche alcuni monumenti storici quali la Chiesa di Sant’Antonio e la Cattedrale. Una tappa importante da non farsi scappare prima di avventurarsi nel giro culturale della città, sono le pasticcerie, presenti praticamente ovunque. Vietato tornare in Italia prima di aver assaggiato un pastel de nata, dolcetto di pasta sfoglia e crema cotto al forno, con una spruzzatina di cannella per i più tradizionalisti. Il viaggio ha inizio con tutta, come suggerisce lo spirito portoghese del “logo, agora, depois, amanhã ” (subito, ora, dopo, domani). La brezza dell’oceano spinge verso il Museo Gulbenkian, struttura immersa completamente nel verde che ospita una biblioteca, due caffetterie e il museo d’arte antica e moderna. Tutt’intorno una natura selvaggia incornicia l’edificio, offrendo un meraviglioso giardino per studenti e visitatori.


Dal Gulbenkian si passa all’Oceanario, situato nel Parque das Nações e costruito in occasione dell’Expò98. Enorme acquario, l’Oceanario riproduce in sette milioni di litri d’acqua salata quattro habitat marini e costieri: il Nord Atlantico, l’Atlantico, il Pacifico temperato e l’Oceano tropicale Indiano. Altra tappa fondamentale è il quartiere di Belem, famoso per i migliori pasteis de nata ma soprattutto per la sua Torre, da dove Vasco de Gama partì alla conquista dell'impero, il Monastero di San Jeronimo, che conserva le tombe di Camões e Vasco da Gama e il Monumento aos Descobrimentos, in onore di chi partì verso il Nuovo Continente. Ma a parte il tour, obbligatorio, dei monumenti, Lisbona si lascia ammirare anche semplicemente nelle zone urbane, nelle piazze, tra la gente. Imperdibili il quartiere di Chiado, elegante e pieno di negozi, che ospita la celebre caffetteria A Brasileria che aveva tra gli habituees scrittori come Queiroz e Pessoa. Sempre a Chiado è possibile fare un giro sull’Ascensore di San Justa, struttura in legno e ferro, in pieno stile di fine ‘800, che mette in comunicazione il Chiado con la Baixa. Le vie che collegano la Baixa pombalina fino alla grande Praça do Comercio sono tutto un susseguirsi di negozi, banche e uffici. I nomi indicano l'antica specificità merceologica, oggi solo in parte rispettata, come rua da Prata, la via dei mercanti d'argento, rua do Ouro, la via degli orefici, ecc. La Praça do Comercio è una delle più grandi d’Europa col suo accesso monumentale al fiume Tago.


Da non dimenticare poi Bairro Alto, quartiere popolare che si srotola nelle sue viuzze strette e in sali-scendi, ricche di locali notturni, botteghe di artigiani, osterie e ristoranti. Di notte Bairro Alto si trasforma e da zona tranquilla viene inondata da studenti e turisti che passano da un bar a un altro.
Non è tutto, sebbene sia un centro molto piccolo, Lisbona va esplorata a fondo e lentamente e come scrive Saramago “ Il Portogallo è il paese del ritorno. Bisogna tornare sui passi già fatti per ripeterli, e per tracciarvi accanto nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre. Il viaggio non finisce mai ”.


ANGELA DI MATTEO