giovedì 12 febbraio 2015

Nuovo cardinale portoghese: Manuel Clemente


AGÊNCIA ECCLESIA:
http://www.agencia.ecclesia.pt/noticias/nacional/igreja-d-manuel-clemente-quarto-cardeal-portugues-do-seculo-xxi/

D. Manuel Clemente, quarto cardeal português do século XXI

Lisboa, 04 jan 2015 (Ecclesia)

O patriarca de Lisboa, D. Manuel Clemente, vai tornar-se a 14 de fevereiro no quarto cardeal português do século XXI (48.º da história) e primeiro a ser designado no atual pontificado.

D. Manuel Clemente, de 66 anos, foi nomeado patriarca de Lisboa pelo Papa Francisco a 18 de maio de 2013, após a resignação do cardeal D. José Policarpo, que faleceu em março de 2014; anteriormente, tinha sido bispo do Porto desde 2007.

Após a nomeação como patriarca de Lisboa, foi eleito como presidente da CEP até abril de 2014 e reeleito no cargo, nesse mesmo mês, por três anos.

O 17.º patriarca de Lisboa foi o vencedor do Prémio Pessoa 2009, distinção que evocou a sua obra historiográfica, intervenção cívica e “postura humanística de defesa do diálogo e da tolerância, de combate à exclusão e da intervenção social da Igreja”.

Manuel José Macário do Nascimento Clemente nasceu em Torres Vedras a 16 de julho de 1948; após concluir o curso secundário, frequentou a Faculdade de Letras de Lisboa onde se formou em História antes de entrar no Seminário Maior dos Olivais em 1973.

Em 1979 licenciou-se em Teologia pela Universidade Católica Portuguesa, doutorando-se em Teologia Histórica em 1992, com uma tese intitulada “Nas origens do apostolado contemporâneo em Portugal. A ‘Sociedade Católica’" (1843-1853).

Ordenado padre em 29 de junho de 1979, o novo patriarca foi coadjutor das paróquias de Torres Vedras e Runa, formador e reitor do Seminário dos Olivais e membro do Cabido da Sé de Lisboa.

D. Manuel Clemente foi nomeado bispo auxiliar de Lisboa por João Paulo II, a 6 de novembro de 1999; a ordenação episcopal teve lugar na igreja de Santa Maria de Belém (Jerónimos) no dia 22 de janeiro de 2000.

Em 2007, Bento XVI nomeou-o bispo do Porto, para suceder a D. Armindo Lopes Coelho; receberia o Papa alemão na cidade nortenha, a 14 de maio de 2010; nesse mesmo ano lançou uma missão especial na diocese.

O patriarca de Lisboa é autor de vários trabalhos sobre o catolicismo em Portugal a partir do Liberalismo e é também presença semanal no Programa ECCLESIA, na RTP2, com a rubrica ‘O passado do presente’, dedicada à História da Igreja; é também membro do Conselho Pontifício das Comunicações Sociais (Santa Sé).

D. Manuel Clemente foi um dos delegados da Conferência Episcopal Portuguesa no Sínodo dos Bispos para a Nova Evangelização, realizado em outubro de 2012 no Vaticano, e representou a CEP no Sínodo extraordinário sobre a Família, em outubro de 2014.

Na Diocese de Lisboa, lançou um Sínodo que está a decorrer, em diversas etapas, até 2016.

Portugal estava representado até agora no Colégio Cardinalício por D. José Saraiva Martins, prefeito emérito da Congregação para as Causas dos Santos (com mais de 80 anos) e D. Manuel Monteiro de Castro, penitenciário-mor emérito.

Otávio Carmo

Dom Manuel Clemente



Manuel José Macário do Nascimento Clemente (Torres Vedras, 16 luglio 1948) è un patriarca portoghese, dal 18 maggio 2013 patriarca di Lisbona.

È nato a Torres Vedras, Patriarcato di Lisbona, il 16 luglio 1948.
Dopo la laurea in Storia Generale ottenuta presso l'Università di Lisbona, è entrato nel Seminario Patriarcale Cristo Rei dos Olivais. Ha conseguito il dottorato in teologia, con specializzazione in Teologia Storica presso l'Università Cattolica Portoghese, .
Il 29 giugno 1979 ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale ed è stato incardinato nel Patriarcato di Lisbona.
Nel Patriarcato ha svolto gli incarichi di vicerettore e rettore del Seminario Maggiore, docente della facoltà di teologia dell'Università Cattolica Portoghese, membro del Capitolo della Cattedrale, del Consiglio Presbiterale e del Consiglio Pastorale.
Il 6 novembre 1999 è stato nominato da Giovanni Paolo II vescovo titolare di Pinhel ed ausiliare di Lisbona ed ha ricevuto l'ordinazione episcopale il 22 gennaio 2000.
Il 22 febbraio 2007 Benedetto XVI lo ha nominato vescovo di Porto.
Il 18 maggio 2013 Papa Francesco lo ha nominato Patriarca di Lisbona.
Dal 19 giugno 2013 è presidente della Conferenza Episcopale Portoghese, dopo esserne stato vice presidente. Nell’ambito della medesima Conferenza ha svolto l'incarico di presidente della Commissione Episcopale per la Cultura, i Beni Culturali e le Comunicazioni Sociali.



martedì 10 febbraio 2015

6 videoritratti di Miguel Bonneville a Roma

MB#6
NELL'AMBITO DI SINGOLARE/PLURALE 
un progetto di triangolo scaleno teatro per Roma Creativa 
direzione artistica Roberta Nicolai

MB#6 è un esperimento di narrazione autobiografica al femminile. Miguel Bonneville, artista portoghese che lavora sulla storia personale come momento di incontro esistenziale profondo fra identità differenti, invita tutte le donne della propria vita a raccontare di sè, delle esperienze legate all'essere donna, all'essere appena adulti, all'essere artista e ne riprende i contributi, in sei videoritratti intimi e delicati. I racconti di ciascuna delle donne vengono però restituiti dal solo performer in un doppiaggio live che riunisce le diverse storie sotto la stessa voce e le fonde fra loro, le fa diventare parte di un solo grande ritratto che descrive un'identità nuova, risultato dell'incontro fra le parole dette, l'interpretazione dell'artista e l'osservazione degli spettatori in sala.

L'autobiografia, esperimento narrativo necessariamente parziale, incompleto, mediato e provvisorio dimostra in questa performance le sue possibilità di trasformazione e rigenerazione dell'identità di tutti i soggetti coinvolti.

Sofia Arriscado, Sara Vaz, Joana Linda, Cláudia Varejão, Rita Sò e Joana Craveiro sono loro stesse, sono Miguel Bonneville, sono ogni spettatore che le osserva senza immaginare la loro voce.


Chi è MIGUEL BONNEVILLE
Miguel Bonneville nasce a Porto nel 1985. E' artista visivo, fotografo e performer. Il suo primo ciclo di performance "MIGUEL BONNEVILLE" è composto da nove lavori che sono stati rappresentati in tutta Europa. Il suo ambito di ricerca riguarda l'autobiografia, la costruzione e decostruzione dell'identità e del passato. Il nuovo ciclo performativo a cui lavora "A IMPORTÂNCIA DE SER" indaga invece la rilevanza di alcune figure della cultura internazionale nel vissuto collettivo e comune attraverso l'individuazione di momenti intimi che si ricolleghino alla poetica di ciascuno dei personaggi al centro del progetto. L'ultimo spettacolo "A IMPORTÂNCIA DE SER SIMONE DE BEAUVOIR" ha debuttato a novembre, dopo un periodo di residenza artistica presso la Fundicion di Bilbao [SPA]


14 febbraio 2015 
ore 21.00 Miguel Bonneville “ MB#6” _ Portogallo

15 febbraio 2015 
ore 21.00 Miguel Bonneville MB#6 _ Portogallo

presso
Carrozzerie n.o.t
Via Panfilo Castaldi, 28/a 
Zona: Quartiere Portuense (Roma ovest)

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lunedì 9 febbraio 2015

Questo giovedì: "Inês de Portugal" di João Aguiar all'IPSAR


João Aguiar (1943-2010), nato a Lisbona, è stato giornalista e scrittore, a lungo collaboratore della RTP (Rádio e Televisão de Portugal) e di varie testate e riviste nazionali. Tra le sue opere, già edite in Italia: I mangiatori di perle, Viriato. Nemico di Roma, L’ora di Sertorio, Roma contro Roma, Il trono dell’Altissimo.


Portogallo, castello di Santarém, in un giorno dell’anno di Cristo 1359.
Mentre El-Rei D. Pedro I si trova a caccia nelle campagne circostanti, due suoi consiglieri attendono con cupa preoccupazione l’arrivo di altri due uomini, ora prigionieri. Sono due dei responsabili della morte di Inês de Castro, ai quali era stato solennemente promesso il perdono, ora invece negato dal principe divenuto re, deciso a vendicare l’unica donna che ha mai amato in vita sua.
Questo lo scenario di partenza di Inês de Portugal, in cui João Aguiar ricostruisce pagina dopo pagina la storia d’amore tra Pedro e Inês, alternando tinte tenui ad altre forti, e attingendo a piene mani da uno dei maggiori miti della coscienza collettiva portoghese.


Inês de Portugal di João Aguiar
giovedì 12 febbraio, ore 18:00 - Istituto Portoghese di Sant'Antonio in Roma

Il Rettore dell’Istituto Portoghese di Sant'Antonio in Roma, Mons. Agostinho da Costa Borges, sotto l’alto patrocinio di S. E. L’Ambasciatore del Portogallo presso la Santa Sede, Dott. António de Almeida Ribeiro ha il piacere di invitare alla presentazione della versione italiana del libro Inês de Portugal di João Aguiar, nella traduzione di Gianluca Galletti, pubblicata dalla casa editrice Tuga Edizioni.

La presentazione del libro sarà a cura della Professoressa Giulia Lanciani, nome maggiore della Lusitanistica in Italia e nel mondo. Con vastissima bibliografia pubblicata, è stata professore ordinario di lingua e letteratura portoghese e brasiliana all'Università degli Studi Roma Tre, dove ha fondato la Cattedra José Saramago. Si è occupata di traduzione e di poesia, teatro e letteratura in lingua portoghese, nonché di testi in gallego e catalano e nel 2003 le è stato assegnato il Premio Nazionale per la Traduzione per l'attività complessiva. È stata insignita dal Presidente della Repubblica portoghese del grado di Grande Ufficiale dell’Ordine dell’Infante D. Henrique.

La sessione sarà presieduta da S. E. l’Ambasciatore del Portogallo presso la Santa Sede
Dott. António de Almeida Ribeiro e dal traduttore e avrà luogo giovedì 12 Febbraio 2015, alle ore 18.00, nel salone nobile dell’ Istituto Portoghese di Sant'Antonio in Roma (Via dei Portoghesi, 2).

3 marzo - Galleria IPSAR: “Visioni – uno sguardo dentro l’occhio umano”


http://www.ipsar.org/modules.php?name=News&file=article&sid=125

Il Rettore dell’Istituto Portoghese di Sant’Antonio in Roma, Mons. Agostinho da Costa Borges, sotto l’alto patrocinio di S.E. l’Ambasciatore del Portogallo presso la Santa Sede, Dott. António de Almeida Ribeiro, in collaborazione con il CEO del Centro Cirúrgico de Coimbra, Portogallo, nella persona Dott. António Travassos, invita all’inaugurazione della mostra “ Visioni – uno sguardo dentro l’occhio umano”.

L’inaugurazione avrà luogo martedì 3 Marzo 2015, alle ore 18.30 presso la galleria d’arte dell’Istituto Portoghese di Sant'Antonio in Roma (Via dei Portoghesi). La mostra include più di 40 fotografie reali dell’occhio umano, che registrano momenti che vanno oltre quello che l’occhio è capace di raggiungere - trasformandosi, così, in uno strumento di comunicazione innovatore tra scienza e arte.

La fisica, la matematica, l’ingegneria di strutture o semplicemente l’estetica, il bello, sono presenti ed esistono, necessariamente, dentro ogni occhio umano. Così, le fotografie, oltre ad essere pezzi di grande bellezza formale, rappresentano anche casi di successo della Medicina e della Oftalmologia portoghese.

Questa serie di fotografie è già stata presentata in varie gallerie d’arte in Portogallo e l’anno scorso è stata anche ospitata a Lisbona, dal Museo di Storia Naturale e della Scienza.

La mostra rimarrà aperta fino al 29 Marzo 2015, da mercoledì a domenica, dalle 17.00 alle 20.00.

Istituto Portoghese di Sant'Antonio in Roma

Via dei Portoghesi, 2 - 00186 ROMA Tel.: (+39)06 68 80 24 96 Fax: (+39)06 68 65 234 www.ipsar.org

venerdì 6 febbraio 2015

La parola allo Studente: Giovanna Schepisi, "Mudar de Vida"



Mudar de vida

Não sei se existe em português um provérbio parecido ao dito italiano “rinnovarsi o morire” (renovar-se ou morrer):  para não deixar de sentir-se vivos e não perder entusiasmo e esperanças é importante de vez em quando procurar experimentar coisas novas,  mudar, se calhar, velhos costumes, ou, como sugere a escritora Margarida Rebelo Pinto, “seguir um sonho e mudar de vida”.

Não sempre são necessárias mudanças radicais para melhorar o nosso estado de espírito e  fazer-nos ver a vida com olhos diferentes. Muitas vezes podem ser suficientes pequenas coisas, como dedicar-se a um novo hobby,  programar uma viagem com novos amigos, ou, para algumas mulheres, simplesmente mudar de penteado!  Mas também há quem, num dado momento da sua vida, sinta a exigência de cancelar por completo o passado e então quer mudar de emprego, decide ir viver para uma cidade o para um país diferente, ou acaba por abandonar a família em busca de novos horizontes.

Seja o que for, acho que sempre é positivo desejar ampliar interesses e fazer novas experiências. Eu vivi quase vinte cinco anos fora de Itália, em três países diferentes, e todas foram experiências inesquecíveis.  Desde que me casei mudei nove vezes de morada. Dizem que mudar de habitação é uma das maiores causas de stress; eu o encontrei agradável e estimulante. No entanto sei de pessoas que nunca mudariam de morada (nem, naturalmente, de bairro o de cidade de residência). Elas nunca mudariam absolutamente nada das suas vidas, por estar já satisfeitas com a que têm ou, muitas vezes, por medo a enfrentar situações novas e desconhecidas, ou porque são incapazes de ter sonhos. 

GIOVANNA SCHEPISI

La parola allo Studente: Ferena Carotenuto, "Deus brinca connosco"



Um investigador português descobre por um telescópio um novo sistema solar com cinco “Terras” Quer dizer:
Deus brinca connosco.

Começamos com a bandeira: aquela portuguesa é a única que tem um instrumento astronómico no centro, a esfera armilar.
A esfera armilar era aplicada em navegação, constando de um modelo reduzido do cosmos, no qual cada planeta era representado na sua órbita circular ao redor do Sol. A filosofia aristotélica que era aquela dominante no Ocidente, imaginava os astros como fixos em esferas transparentes e cada uma possuía um diâmetro compatível com sua distância à terra. A partir da Lua, a mais próxima, depois do Sol, existiam inúmeras outras esferas, uma para cada planeta, que eram tratados como as estrelas errantes. Embora soubessem que não existiam esferas de vidros no firmamento, resolveram mesmo assim recriar um universo em miniatura que pudesse mimetizar a mecânica celeste. Em substituição das esferas imaginárias de vidro, fizeram vários anéis aos quais deram o nome de armilas. Antes do advento do telescópio no século XVII, a esfera armilar  era um instrumento primário de todos os navegadores na correcção da posição estimada segundo a posição aparente dos astros. Essa esfera tornou-se num dos emblemas de Dom Manuel I.
A esfera armilar hoje é obviamente obsoleta porque as órbitas dos corpos celestes representadas pelos anéis (armilas) não são esféricas mas todas elípticas, como disse alguns séculos depois Johannes Kepler: Os planetas descrevem órbitas elípticas, com o sol num dos focos.
Então, Kepler e a esfera armilar não podem coexistir...
Apesar de tudo, esse sinal fica na bandeira ainda hoje. Então, os portugueses modernos é necessário terem essa esfera no ADN, destinados para sempre a navegar em busca de terras novas, ainda que não haja mais terras novas nessa Terra, mas fiquem afora, ali no espaço cósmico...
Sempre falando na navegação, costuma-se dizer que Hans Lippershey, um fabricante de lentes neerlandês, construiu em 1608 o primeiro instrumento para a observação de objectos à distância: o telescópio. O conceito que desenvolveu era a utilização desse tubo com lentes para fins bélicos e comerciais (navegação) e não para observações do céu.
O primeiro investigador que apontou o telescópio para o céu, para investigar os planetas, o sol e as estrelas foi Galileu Galilei, académico dos Lincei, a primeira Academia de Ciências do mundo, fundada por Papa Gregório XIII, o mesmo papa do Calendário Gregoriano, em Roma, em 1603.
Assim temos uma ligação entre o nosso astrofísico português e Itália, passando pelo telescópio.
Continuando com essa ligação lógica, o telescópio espacial que permitiu ao astrofísico português Tiago Campante de descobrir aquele sistema solar no qual fala o artigo, chama-se Kepler, como o astrónomo que dizia, contradizendo as teorias ptolemaicas e aristotélicas, que as órbitas são elípticas.
Em breve, resumindo, um português sem esfera armilar, mas armado do melhor telescópio americano que há na órbita terrestre, chamado Kepler, e posse da NASA,  descobriu este sistema solar antiquíssimo, onde as órbitas dos planetas são... circulares!!!
Deus brinca connosco, é claro (embora não jogue dados, como dizia Einstein...)



 o sistema solar terrestre

Falando sério, o sistema solar chamado Kepler-444 está na nossa galáxia, na via Láctea, relativamente perto do nosso Sol. Quando se fala em astronomia, a palavra “relativamente” é relativa no sentido mais extremo.
Para darmos uma ideia nas dimensões da Via Láctea, é preciso começar com a noção de ano-luz, para compreendermos as distâncias:  um ano luz é 9.4607×1015 m.
Eis alguns dados técnicos da nossa Via Láctea:


Dimensões
Diâmetro do disco
~ 100 000 anos-luz
Espessura do disco
entre 1 000 e 3 000 anos-luz
Distância do Sol ao centro galáctico
~ 26 000 anos luz

Outros dados
Período de translação do Sol ao redor do centro
225 milhões de anos
Sentido de rotação da galáxia
horário (que bom!)
Idade estimada
mais de 13 bilhões de anos
quatro
Inclinação entre o plano galáctico e a eclíptica
60°


Quantidade de estrelas
entre 100 e 400 bilhões




 Kepler-444

A estrela mais perto da Terra (excluindo o Sol) é Próxima Centauri, distante 4,23 anos-luz.

Acrescento alguns dados técnicos da página web da NASA sobre o sistema solar K-444.

O sistema solar chamado Kepler-444, com cinco planetas rochosos de tamanho entre Mercúrio e Vênus, fica a 117 anos luz de nós, na constelação de Lyra. A constelação de Lyra é visível no hemisfério Norte, e pode ser observada facilmente graças à sua estrela luminosíssima, chamada Vega, muito evidente nos meses de Verão.
O “sol” Kepler-444 é uma estrela anã cor-de-laranja, que não possui muitos metais no núcleo. Tem um rádio de 0,85 (o nosso sol tem 1), uma massa de 0,78 (o nosso Sol tem 1), uma luminosidade de 0,40 (o nosso sol tem 1), uma temperatura de 5240 °K (o nosso Sol tem uma temperatura de 5780 °K).
Os planetas são chamados b, c, d, e, e f, e têm órbitas quase circulares e muita inclinação, entre 87/89 °. Ficando tão perto da estrela, as órbitas são muito velozes e o planeta mais longínquo, o f, cumpre a volta em menos de 10 dias (a nossa Terra precisa de um ano juliano, um pouco mais de 365 dias; Mercúrio, o nosso planeta mais perto ao Sol, tem uma órbita de só 88  dias terrestres). O planeta mais longínquo dos cinco fica muito mais perto do que Mercúrio do Sol. As temperaturas então devem ser ainda mais extremas do que em Mercúrio (de 173 °C à noite até 427 °C durante o dia nas regiões equatoriais; os pólos são sempre à temperatura de 93 °C). 
A NASA diz que os planetas ficam demais perto ao “sol” para terem vida no sentido da palavra que nós utilizamos.
Ainda estamos sozinhos no Universo...

FERENA CAROTENUTO