lunedì 27 aprile 2015

25 de Abril



Agora que já floriu 
a esperança na nossa terra 
as portas que Abril abriu 
nunca mais ninguém as cerra.


«As Portas que Abril Abriu»

José Carlos Ary dos Santos

giovedì 23 aprile 2015

I figli di Tabucchi

IN http://expost-news.com/i-figli-di-tabucchi/

In Portogallo c’è una profonda recessione. I portoghesi emigrano nelle ex colonie per cercare lavoro. Nonostante questo gli italiani continuano ad emigrare a Lisbona. Perché? Di questa scelta in controtendenza racconterà il film in fase di ultimazione, I figli di Tabucchi. Un documentario girato da un fotografo, un traduttore e un giornalista, tutti e tre italiani emigrati in Portogallo. 


Il film racconterà le storie delle generazioni di italiani emigrati a Lisbona, dove attualmente i portoghesi stanno cercando di sopravvivere alla crisi economica. Il titolo racchiude l’omaggio a Antonio Tabucchi, scomparso nella capitale portoghese il 25 marzo di un anno fa.

“Ci stavamo raccontando di Lisbona, dei tempi trascorsi durante l’Erasmus fatto anni prima, eravamo ancora a Roma a un compleanno di un amico” spiega il giornalista Daniele Coltrinari, che sta realizzando il film assieme al fotografo Luca Onesti e al traduttore Massimiliano Rossi. Anche gli autori, come le persone che intervistano nel film, sono emigrati la scorsa estate in Portogallo per realizzare il loro progetto e per trovare altre opportunità di lavoro. Perché  a volte “la perdita di un lavoro (precario) non può fare altro che farti diventare ancora più precario di prima e così siamo partiti”, racconta Daniele.

“Mi piacciono le storie. Sono anche un ottimo ascoltatore di storie. So sempre, anche se a volte resta vago, quando un’anima o un personaggio sta viaggiando in aria e ha bisogno di me per raccontarsi”, scriveva Antonio Tabucchi

Massimiliano Rossi, che da diversi anni risiede alcuni mesi dell’anno a Lisbona dove insegna italiano, ha convito Daniele e Luca a raggiungerlo e a investire con lui gli ultimi risparmi per iniziare le riprese, che sono cominciate a settembre del 2012. “Il film sarà una pellicola indipendente che presenteremo ai festival del cinema portoghesi, italiani e internazionali – raccontano i tre autori, tutti trent’enni -. Attualmente stiamo completando le ultime interviste, prima di iniziare la fase di montaggio. Per chiunque voglia partecipare con un racconto o contribuire in altre forme al documentario, può contattarci a lisbonablogger@gmail.com”.

Chi sono allora gli italiani che emigrano a Lisbona? Per trovare o costruirsi un lavoro. Sembra un paradosso, più che mai di questi tempi, ma è soprattutto di questo che parlerà il film. Una delle principali ragioni è quella di imparare la lingua, perché il portoghese è parlato da più di trecento milioni di persone nel mondo e le economie emergenti in questo momento sono i paesi come il Brasile, l’Angola e il Mozambico in cui si parla il portoghese.  Dall’altro lato c’è un fattore legato alla lingua italiana, che in qualche modo torna utile oltre che per lavori di traduzione o nella ristorazione, ma anche se si tratta di lavorare per le multinazionali che delocalizzano nel paese e cercano personale che parli italiano nei callcenter. Questa situazione la spiega bene la storia di Ilaria Federici, anche lei trentenne, emigrata a Lisbona per lavorare in italiano nel callcenter di una multinazionale, con una laurea e un master in tasca e un lavoro precario lasciato in Italia.

“La notte è calda, la notte è lunga, la notte è magnifica per ascoltare storie”, scriveva Tabucchi su Requiem

Sono loro i protagonisti del documentario, le generazioni figlie di Antonio Tabucchi “uno scrittore che riesce a descrivere molto bene lo straniamento di chi vive fuori dal suo ambiente naturale, declinandolo però in un senso positivo: ti fa sentire allo stesso tempo lontano e a casa propria – spiega Luca Onesti – I libri di Tabucchi sono fatti per chi ama viaggiare, per questo più generazioni di italiani in Portogallo si riconoscono un po’ in lui, perché per molti la scelta di vivere qui non è stata solo quella delle opportunità di carriera, di lavoro, di studio. Queste motivazioni sono importanti ma sono attraversate da situazioni e relazioni più impalpabili, che sono le stesse che spingono le persone che amano i viaggi a partire, che sono difficili da spiegare, più facili da provare. Sono le motivazioni di chi cerca di realizzare il proprio sogno”.

Per raccontare le cronache di Lisbona, Daniele Coltrinari e Luca Onesti hanno aperto il blog Sosteniamo Pereira. In cui raccontano delle proteste contro l’austerity, delle alternative che offre il Portogallo e la società lusitana, dei mezzi di trasporto, di sport e eventi culturali. “Un diario online su quello che accade nella capitale portoghese che abbiamo aperto quando avevamo capito che saremo rimasti qui per diversi mesi” spiega Daniele.

Il documentario I figli di Tabucchi sarà anche un viaggio in Portogallo, nella crisi che stanno vivendo i portoghesi assieme a tutti gli stranieri che abitano nel paese. Dove accade che “quando le speranze sono finite, non resta che appellarsi alla Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo- scrive Daniele Coltrinari in un articolo su Lettera43 – Succede anche questo nel Portogallo piegato da cinque anni di recessione, sopraffatto dai debiti e in cui quasi un cittadino su quattro è senza lavoro. I disoccupati in terra lusitana sono il 17 per cento della popolazione: il record dai tempi della fine della dittatura, nel 1974. Allora ci si appellava alla Carta universale per chiedere libertà e democrazia, oggi s’invoca per chiedere dignità”.

mercoledì 22 aprile 2015

O antepassado do Karaoke - para aprender português

Às vezes, todas as coisas parecem caminhar numa mesma direcção, como que mandarem-nos uma mensagem... Nas últimas semanas há uma palavra que me acompanha por toda a parte. E a palavra é: Cascais. Aliás CASCAES (como se escrevia antes do acordo ortográfico de 1911).

"Recordação de Cascaes" - a escrita de um souvenir da Belle Époque, um pratinho de porcelana antigo com uma vista da baía onde os últimos reis de Portugal iam a banhos, que existia numa velha casa que habitei, há muitos anos.
Recordação, justamente, dos tempos em que Cascais era o pouso de "duquesas e condessas", de que se fala também no delicioso livro que ando agora a ler: Memórias da linha de Cascais, de Branca de Gonta Colaço e de Maria Archer.


Lembrei-me então de um fado que falava nas "areias de Cascais" e procurando-o no Youtube descobri este maravilhoso video de uma pianola eléctrica. A letra do "Fado Liró" (um sucesso do teatro de revista do início do século XX) corre ao lado da música.


Pensei, por isso, que se tratasse não só do antepassado do karaoke, mas também um utilíssimo meio de praticar o português - cantando:



Guitarra, guitarra geme
que o meu peito todo freme
quando choras pianinho

Não há fado com mais alma
que o liró pois leva a palma
'té ao próprio choradinho

As duquesas e condessas a cantá-lo
pedem- me essas
sem receio de perder

Nas areias de Cascais
tem meu fado encantos tais
que é da gente enlouquecer!

FAD

PS: Diz-me um amigo que o verdadeiro pai do Karaoke é, porém, um outro... Aqui deixo a sua nota:

«Ma il vero autentico papà del karaoke è l'organetto di barberia che in Piemonte, e in specie a Torino, è un'istituzione: si tratta delle famose canzoni a manovella: cilindri e rulli e la carta musicale che si srotola con le parole a uso dei bambini: uno spettacolo di strada che ormai non si trova quasi più se non nelle feste dei paesi delle Langhe: a novembre scorso ho visto questo artista a Torino e mi ha sinceramente commosso:
http://www.organettodibarberia.it/

(obrigado, Matteo!)

martedì 21 aprile 2015

Massimiliano Rossi: "Le meraviglie del cinema di Alice"


Ringraziamo il nostro amico MASSIMILIANO ROSSI per aiutarci a stabilire ponti tra il Portogallo e l'Italia, e per la segnalazione di questa sua interessante intervista pubblicata nel blog Sosteniamo Pereira.

http://sosteniamopereira.org/2015/04/20/le-meraviglie-del-cinema-di-alice/

 “Tornare a Lisbona è stato come incontrare un innamorato dei tempi della scuola. Per quanto le esperienze della vita ti abbiano portato lontano, c’è un palpitare segreto e misterioso che continua a sopravvivere, qualcosa difficile da spiegare e ostinatamente opposto al flusso della vita”

“Le meraviglie”, di Alice Rohrwacher, è stato il film che ha aperto l’ultima edizione di 8 ½ Festa do Cinema Italiano, il festival del cinema italiano a Lisbona. Una storia di passaggio all’età adulta, di rapporti genitori-figli, di famiglie internazionali. Un racconto delicato, fuori dal mondo, e di un mondo, quello della campagna, con le sue semplici gioie e le sue tremende difficoltà, che sta scomparendo. O forse è già passato remoto (come gli Etruschi…) e ne rimangono solo ricordi sbiaditi, come i sogni che si fanno di mattina presto.
A Lisbona, in esclusiva per i media italiani, Sosteniamo Pereira ha incontrato la regista Alice Rohrwacher
Perché eri venuta a studiare cinema a Lisbona e come è stato tornarci da protagonista? Che effetto ti ha fatto?
Tornare a Lisbona è stato come incontrare un innamorato dei tempi della scuola. Per quanto le esperienze della vita ti abbiano portato lontano, c’è un palpitare segreto e misterioso che continua a sopravvivere, qualcosa difficile da spiegare e ostinatamente opposto al flusso della vita.
Venni a Lisbona con un semplice Erasmus, poi venni a conoscenza del corso di cinema documentario della Videoteca Municipale di Lisbona, e decisi di partecipare. Iniziai a lavorare con una grande maestra, Luciana Fina, e insomma, la città mi accolse e mi nutrì, e probabilmente ancora mi nutre.
La scelta di un tema che richiama la tua biografia è stata solo uno spunto narrativo o sentivi l’esigenza di raccontare alcune cose di te sullo schermo, magari giocandoci un po’? Secondo te tutti i film sono un po’ autobiografici?
Questo non è un film autobiografico ma personale, perché conosco molto bene il mondo in cui accade la storia, ma la vicenda è inventata, così come i personaggi. Chiaramente è un film dichiaratamente soggettivo, visto attraverso il filtro del mio sguardo, è un film parziale e che sceglie una prospettiva molto legata alle mie esperienze. Quindi si, forse tutto quello che facciamo è autobiografia fantastica.
A parte l’episodio “La Fiumara” del documentario collettivo Checosamanca, hai collaborato a diversi documentari ma non sei mai stata autrice/regista di nessun documentario e sei passata direttamente con successo al cinema di finzione. Da cosa è stata dettata questa scelta?
Non so se è una scelta, non si sceglie il proprio destino ma solo il proprio percorso. Sicuramente lavorare con la finzione è stata una grande gioia per me, che non riesco molto a rubare dalla realtà, e ho bisogno di chiedere il permesso, ho bisogno di provare, di lanciare delle reti.
Quando fai cinema ti senti totalmente libera o condizionata da vari fattori? Per es. la produzione, le aspettative del pubblico, ecc. Hai avvertito una maggiore difficoltà ad affermarti nel mondo del cinema in quanto donna oppure no?
Credo di sentirmi abbastanza libera, anche se sono parecchio perfezionista e quindi ho paura di deludere me stessa o le persone a cui voglio bene. Il pubblico non lo vedo come un’entità esterna, ma come un popolo di cui io faccio parte, essendo anche io spettatrice, prima spettatrice di un film. Cerchiamo quindi di fare un film che piaccia prima di tutti a noi, lavoratori, troupe, attori, la parte di pubblico che nel film ci lavora.
Non sono mai stata uomo, quindi non so se come uomo sarebbe stato più facile. Ci sono sempre momenti di difficoltà, ma è una grande avventura e non si può pensare sia troppo calma e semplice.
di Massimiliano Rossi
m.rossi“Romano di Roma”, ma lisbonese di adozione, Massimiliano Rossi è traduttore freelancer e insegnante di italiano per stranieri, con una passione per il giornalismo e il cinema.
Per maggiori informazioni: www.proz.com/translator/736160

lunedì 20 aprile 2015

Pastéis de nata - do Federico Anselmi



Pastéis de nata 
(também chamados de Pastéis de Belém, confeitaria onde foram criados)

Receita para cerca de 18/20 pastéis 

500 g de massa folhada
1 casca de limão
1 pau de canela todo
60g de farinha
500 ml de leite inteiro
250 ml de água
8 gemas de ovos
500g de açúcar
q.b. manteiga


O primeiro passo é abrir a massa folhada para que você obtenha uma espessura de cerca de 0,5 cm. Se você não tem tempo para fazer e abrir a massa folhada, também pode comprá-la pronta em qualquer supermercado / mercearia.

Depois de a abrir, unte bem com manteiga as formas (devem ter pelo menos 5 cm de profundidade, porque devem conter o creme) que vai usar para criar os pastéis; assim, uma vez no forno, a massa não fica colada aos próprios moldes.

Uma vez untados as formas, molde a massa folhada nas formas, de modo a que a base do nosso pastel seja mais fina no fundo e mais espessa nos bordos. É ali que vamos colocar o creme, que criamos em seguida.

Numa tigela coloque 60g de farinha e 125 ml de leite, mexendo para que ele não se torne sólido e coloque-o de lado.
Depois ferva 125 ml de leite, com raspas de um limão e um pau canela.
Uma vez que começa a ferver, junte-lhe a mistura de leite e farinha, continuando a mexer constantemente, de modo que não haja grânulos. Uma vez misturado tudo, desligue o lume.

Num outro recipiente, aqueça 250 ml de água com 500g de açúcar, mexendo ocasionalmente, uma vez que tem de ferver em lume alto por 3 minutos exatamente.

Passados os três minutos de fervura, vamos adicioná-lo ao composto anterior de leite, limão e canela. Deitamo-lo delicadamente, continuando a mexer constantemente, de modo que, mesmo neste momento, se evitem os grumos.

A mistura deve ser líquida, porque agora a vamos filtrar com uma peneira numa tigela, eliminando, assim, a casca de limão e canela, filtrando todas os elementos sólidos.

Depois de filtrada, coloque num copo 8 gemas de ovos (eu recomendo apenas as gemas!) e misture-os. Uma vez unidos, é necessário amalgamá-los no composto previamente filtrado,  para que o nosso creme fique pronto.


Enquanto preparamos os pastéis, ligamos o forno a 250 graus.

Preenchemos com o creme que se acabou de fazer os moldes untados e forrados anteriormente com a massa. Devemos encher até a borda, preenche todo o pastel, visto que o creme quando cozido no forno deve crescer um pouco e é provável até que venha para fora do molde.

Uma vez preparados os pastéis, só temos de os pôr no forno, deixando-o a 250 graus por 17 minutos exactos.

Sinal da boa cozedura: quando temos a nata dos pastéis queimada à superfície. Talvez, no final da cozedura, se possa usar o grill para obter este efeito estaladiço à superfície, deixando o coração mole de creme.

Depois de cozido, deixe esfriar, mas não muito. Os pastéis de nata são um doce para comer quente, acompanhado por uma "bica" ou por um copo de vinho do Porto.

Bom Apetite!


Pastéis de nata
(anche chiamati Pastel de Belém, pasticceria dove sono stati creati)

Ricetta per circa 18/20 pasticcini

500gr di Pasta Sfoglia
1 Buccia di Limone
1 stecca di Cannella intera
60gr Farina
500ml Latte Intero
250ml Acqua
8 Tuorli d'uovo
500gr Zucchero
Burro q.b.


Il primo passo da compiere è quello di stendere la pasta sfoglia affinché arrivi ad uno spessore di circa 0,5 cm. Qualora non aveste tempo a disposizione per creare e stendere la pasta sfoglia potete anche acquistarla già pronta in ogni supermercato/alimentari.
Una volta stesa la pasta sfoglia imburriamo in maniera consistente gli stampini (profondi almeno 5 cm, devono contenere la crema) che utilizzeremo per creare i Pastéis, affinché una volta cotti al forno, la pasta sfoglia non si attacchi agli stampini stessi. 
Una volta imburrati stendiamo la pasta sfoglia su ogni stampino modellandola con le dita, facendo in modo che la base del nostro Pastel risulti più fina rispetto ai bordi che devono essere più consistenti.

Una volta preparata la sfoglia e stesa negli stampini, andiamo a creare la crema da versare poi negli stessi.

In una ciotola mettiamo 60gr di farina e 125ml di Latte, mescolando affinché non diventi un composto unico e mettiamolo da parte. 

Ora mettiamo a bollire 125 ml di latte, la buccia di un limone e la stecca di cannella. 
Una volta arrivato ad ebollizione, uniamo il precedente composto di latte e farina, continuando costantemente a mescolare affinché non si formino grumi. Una volta amalgamato il tutto, spegnere il fuoco.

In un nuovo pentolino, mettiamo a fuoco vivo 250ml d'acqua insieme a 500gr di Zucchero.

Mescolando di tanto in tanto, una volta arrivato ad ebollizione continuiamo a tenerlo a fiamma alta per 3 Minuti esatti.

Terminati i 3 minuti di ebollizione, andiamo ad unirlo al precedente composto di Latte,Limone e Cannella. Versiamolo in maniera delicata continuando costantemente a mescolare affinché anche in questo momento non si creino grumi. 

Il composto deve risultare liquido, perché ora  andremo a filtrare il tutto in un colino all'interno di una ciotola, togliendo così la buccia di limone e la cannella, filtrando eventuali grumi.

Una volta filtrato, mettiamo in un bicchiere 8 tuorli d'uovo (mi raccomando solo i tuorli!) e mescoliamoli. Una volta uniti fra loro, amalgamiamoli al composto precedentemente filtrato mescolando affinché la nostra crema si realizzi (aiutatevi con le fruste).

Mentre andremo a preparare i Pastéis  accendiamo il forno a 250 Gradi per farlo riscaldare.

Riempiamo gli stampini imburrati e modellati con la pasta sfoglia precedentemente, con la crema appena fatta. Non dobbiamo arrivare fino all'orlo nel riempire ogni Pastel visto che la crema quando cuoce nel forno va ad alzarsi un po' e rischia di fuoriuscire dallo stampino.

Preparati i Pastéis , non ci resta che infornare, lasciando il forno a 250 Gradi, per 17 Minuti esatti.

Il segnale di un'ottima cottura, l'abbiamo quando la crema dei Pastéis si bruciacchia in superficie. Magari verso fine cottura usiamo solo il grill del forno per ottenere questo effetto che da croccantezza alla superficie lasciando morbido il cuore di crema.

Una volta cotti, lasciamoli raffreddare ma non troppo, i Pastéis de Nata sono un dolce da mangiare caldo, accompagnati da una "Bica" (il nostro caffè espresso), o con un bicchiere di Porto Rosso.

Bom Apetite!

FEDERICO ANSELMI

Aula de culinária...


Na sexta-feira passada, o curso de nível avançado do Instituto Português de Santo António recebeu um convidado especial: o FEDERICO ANSELMI, aluno do 1º ano, subiu a correr dois níveis de curso para ilustrar - em bom português - aos colegas a sua receita do pastel de nata português - que mostramos em seguida...

Para já as fotografias de uma turma... deliciada!

Obrigado à Filipa Matos pelas fotografias!!


Celebrare il dubbio, il coraggio e la libertà


Venerdì 24 aprile
​​Venti garofani rossi

Con
Simona Baldelli – letture
Isabella Mangani – voce
Stefano Donegà – chitarra
Felice Zaccheo – bandolim e chitarra portoghese

​Per Antonio Tabucchi, i​l Portogallo del 1938​ e l'Italia e l'Europa tutta del 1994 avevano molto in comune. Condividiamo.
​​
Ma "Sostiene Pereira" non è cristallizzato nel tempo che descrive, né nel tempo in cui fu scritto: narra in maniera delicata e sapiente la paura del cambiamento e la tensione al cambiamento, e può dire molto a ognuno di noi sulla realtà che viviamo, sulle ingiustizie che vengono perpetrate e sulle speranze che coltiviamo malgrado tutto. E su quello che possiamo fare. Anche noi. Oggi.

Bisogna che venga letto e riletto, che lo conoscano anche i più giovani, che possano imparare il valore dell'indignazione e del coraggio di fare e di sperare.

La scena è essenziale: una macchina per scrivere degli anni Trenta, un vaso di garofani, il ritratto incorniciato di una donna in bianco e nero.

Simona Baldelli riesce a modulare il tono e il ritmo in maniera perfetta, dando un'interpretazione personale - ancorché comprensibile da tutti - del libro e della sua atmosfera; la musica fa da contraltare e rifugge la didascalia: pezzi in portoghese e in italiano innescano continui rimandi al passato e al presente, non solo del Portogallo ma dell'Italia e dell'Europa tutta.

Teatro Portaportese
Via Portuense 102
(nei pressi della Stazione Trastevere e delle fermate del tram n. 8 e di vari autob​​​us​)​

Venerdì​​ 24 aprile 2015, ore 21:00

Ingresso: 10 euro
Tessera del teatro: 2 euro

**Dalle ore 20:00, aperitivo fatto in casa comprensivo di bevanda: 5 euro (su prenotazione)**

Informazioni e prenotazioni:
06-5812395 e 320-9498901

Media partner di questa replica è la casa editrice Tunuè, che ha pubblicato da poco il graphic novel di "Sostiene Pereira" - di cui vedete un bellissimo disegno nella locandina dell'evento, qui! - e sarà con noi quella sera con i suoi libri a fumetti.