sabato 17 ottobre 2015

Amália su Ytali

IL MAGNETISMO DI AMÁLIA, REGINA “DEMOCRATICA” DEL FADO
http://ytali.com/2015/10/16/il-magnetismo-di-amalia-regina-democratica-del-fado/


Considerata la più grande voce del fado, Amália Rodrigues (1920-1999) ha portato il nome del suo paese in tutto il mondo, avendo il merito di rendere internazionale la musica portoghese. Ma non solo. A partire degli anni Sessanta e in collaborazione con grandi musicisti, tra i quali Alain Oulman (1928-1990), ha operato un cambiamento dall’interno nel fado, introducendo i grandi poeti della sua lingua in un genere musicale che era tradizionalmente popolare. Attraverso la sua voce si è messa in atto una vera e propria democratizzazione della grande cultura letteraria lusitana.

FRANCISCO DE ALMEIDA DIAS 


Regina del fado, a lei sono state attribuite tutte le avventure e tutti gli amori – anche quello con Umberto II d’Italia, esiliato in Portogallo, che Amália conobbe a Cascais a metà degli anni Cinquanta e che si è sempre dichiarato un suo fervido ammiratore. Stimolando l’immaginario dell’intero Portogallo e di tutti i paesi dov’è stata, la fadista ha spesso perso l’accento sulla A di mezzo (Amalia – i costi della internazionalizzazione) e ha visto spesso il suo cognome storpiato in versione spagnoleggiante, con la Z finale; in compenso, ha guadagnato l’epiteto di “Ambasciatrice dell’anima portoghese”.

La rappresentante di un paese che, sintomaticamente, celebra nel suo giorno nazionale non una battaglia o un trattato, ma il principe dei poeti, Camões. La regalità e la poesia del piccolo rettangolo nell’estremo ovest dell’Europa attraverso la voce, la bellissima presenza, il magnetismo di Amália.

Nata popolana nel vecchio quartiere di Alfama, da una famiglia povera ma onorata, che non ha visto proprio di buon occhio che la ragazza facesse ingresso nel mondo degli artisti – all’epoca sinonimo di vita di perdizione – Amália è stata immediatamente notata a Lisbona: non solo aveva una voce potente, tutta proiettata verso l’esterno, generosamente aperta e colorata di toni caldi; era anche una bellissima mora dagli occhi brillanti e una chioma folta che danzava, mentre il sentimento le agitava il corpo.

Quello che poco dopo è uscito fuori, è che era dotata, oltre tutto, di un’intuizione e di un’intelligenza che le hanno sempre fatto scegliere la musica giusta, il vestito giusto, le compagnie giuste, il pubblico giusto.

Velocemente, dalle casas de fado è passata al teatro, e da lì al cinema – e da un film francese, Les Amants du Tage (di Henri Verneuil, 1955) è passata al mondo intero. La scena in cui canta Barco Negro è delle sue apparizioni più vertiginose. Amália semichiude gli occhi e urla «são looooooucas»… Sono pazze le anziane che dicono che il suo amore non torna più, che la sua vita è finita.




Barco Negro, uno dei più grandi successi della fadista, può tra l’altro essere considerato simbolicamente come momento centrale e determinante dei cambiamenti che poi ha attraversato.

Da una parte, la carriera internazionale di Amália, che inizia dalla Francia e si estende per l’Europa, America, Asia (all’inizio degli anni Settanta, tutta l’Italia la voleva, in una vera “follia per la Rodrigues”). Dall’altra testimonia anche uno dei suoi primi incontri con la grande poesia – nello specifico quella di David Mourão-Ferreira (1927-1996) – fenomeno che si manifesterà con tutta la sua potenza nella decade dei Sessanta.

Piccolo dettaglio interessante, Barco Negro nasce come “Mãe preta”, composta dai brasiliani Caco Velho e Piratini e proibita dalla censura salazarista, perché raccontava la storia di una schiava nera che addormentava il figlio del padrone, mentre il suo era bastonato. Ironico è pensare che questo tema musicale correrà il mondo rappresentando la musica del paese di cui Salazar sarebbe ancora per quasi vent’anni signore e padrone, grazie alle parole di un poeta, che è stato anche uno degli amici più intimi di Amália, nonché uno dei suoi collaboratori più frequenti.

Si tratta, in questo caso, di un poeta di valore riconosciuto che fa occasionalmente il paroliere, cioè, che presta la sua arte ad una musica già costruita. La rivoluzione che Amália opererà insieme al musicista di origine francese Alain Oulman (1928-1990) è, però, di senso opposto.

Amália con Alain Oulman all'inizio degli anni '60

Per la prima volta Amália trova un musicista “specializzato” nella sua voce, che la capisce profondamente e che lavora insieme a lei. A partire del 1962, quando è pubblicato l’album Busto, il pubblico comincerà ad ascoltare, con stupore, delle nuove musicalità, inventate su misura perché la voce di Amália possa infine vibrare in tutta la sua larga estensione.

Il dubbio che assale subito le persone abituate alla struttura stretta del fado classico è confermato quando, in simultanea, la nuova musica porta anche parole diverse, quelle dei grandi poeti.

Scandalo e dibattiti a livello nazionale creano, tre anni dopo, l’album Amália canta Luís de Camões. Come osa una cantante popolare cantare i sonetti del Petrarca portoghese? Camões (1524-1580), che sembrava destinato alla polvere delle biblioteche o alla dissezione tecnica degli accademici, ad un tratto è canticchiato per le strade. Amália lo ha dissacrato o – come ha detto il poeta Pedro Homem de Mello (1904-1984) riguardo alla sua stessa poesia nella voce della fadista – “lo ha elevato all’altezza più grande: al popolo”?



Sono stati moltissimi i poeti suoi contemporanei con cui Amália ha convissuto, oltre ai già citati. Tale fu il caso del grande surrealista Alexandre O’Neill (1924-1986), che oltre ad avere regalato alla cantante uno dei suoi successi più duraturi, Gaivota, è autore di “Verde pino, verde mastro”, poesia delicatissima di assonanza trobadorica, ricollegando il canto amaliano alla ricca tradizione letteraria del medioevo portoghese; ma anche della divertente Formiga Bossa Nossa, che facendo l’occhiolino, sia nel ritmo che nel titolo, alla musica di espressione portoghese d’oltreatlantico, la Bossa Nova brasiliana, rivela un’altra dimensione importante di Amália – il suo grande senso dell’umorismo.

Degli autori citati, ma anche di Cecília Meireles (1901-1964), José Régio (1901-1969), Manuel Alegre (n.1936) e Ary dos Santos (1937-1984) si parlerà all’Università della Tuscia, lunedì prossimo, 19 ottobre, alle 11, nell’ambito dei corsi di “Letterature e Culture dei Paesi di Lingua Portoghese”, a cura della professoressa Cristina Rosa (Dipartimento di studi linguistico-letterari, storico-filosofici e giuridici). La presentazione si concluderà con una chicca: la poesia che Amália stessa scriveva e che costituisce forse un aspetto meno noto della sua personalità artistica.



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LA CUCINA DI SAMINEH

Grande amica della comunità portoghese di Roma, Samineh Nitoglia è un’artista di origini italo persiane, la cui grande passione per la cucina l'ha portata ora a criare il sito



La sua filosofia segue il desiderio di creare piatti unici, nutrienti, pieni d'amore e di gusto, così come generose tavole imbandite di tanti cibi caldi e freddi, tutti coloratissimi.oltre ad

Da non perdere!!

Conferenza "Relações Linguísticas e Literárias entre Itália e o Mundo Ibérico"

IN https://www.roma.embaixadaportugal.mne.pt/it/noticias/725-2015-10-16-11-06-27


Il 23 ottobre, presso l'Università di Firenze, si terrà la II edizione delle Giornate di Studio organizzate dal Dipartimento di Lingue, Letterature e Studi Interculturali, come spazio di apprendimento e di dibattito sulla cultura letteraria e storica costruito e condiviso da Italia, Portogallo e Spagna.

Organizzato dai Professori Michela Graziani e Salomè Vuelta, questa conferenza è incentrata sul tema delle relazioni linguistiche e letterarie tra Italia e Penisola Iberica in età moderna, analizzando le opere di diversi scrittori, le influenze reciproche, le traduzioni, il valore storico di alcuni scritti e approfondendo lo studio di rilevanti autori di questi paesi.

Questa sessione vedrà la partecipazione dei relatori: Giulia Lanciani, Isabel Muguruza, Piero Ceccucci, Davide Conrieri, Mariagrazia Russo, Ana Paula Avelar, Maria Grazia Profeti, Daniel Fernández Rodríguez, Lorenzo Bianconi, Sara Elisa Stangalino, Antonio Vinciguerra e organizzatori Vuelta Salome Garcia e Michela Graziani.La Conferenza  è organizzata dall'Università degli Studi di Firenze, con il patrocinio dell’Ambasciata del Portogallo in Italia, dell’Instituto Camões e dell'Istituto Cervantes.

La filigrana artistica del Portogallo al Museo Pietro Carlo Bosio di Campo Ligure

IN https://www.roma.embaixadaportugal.mne.pt/it/noticias/722-la-filigrana-artistica-del-portogallo-al-museo-pietro-carlo-bosio-di-campo-ligure


Nell’ambito dell’iniziativa“Incontri a Nord di Genova”, sabato 24 Ottobre 2015, alle 16.30, presso l’Auditorium ex Comunità Montana di Campo Ligure, avrà luogo una cerimonia dedicata alla Filigrana Artistica del Portogallo.

Fondato nel 1984 a Campo Ligure, e visitato ogni anno da migliaia di persone, il Museo della Filigrana Pietro Carlo Bosio espone centinaia di pezzi d’oro e d’argento provenienti da tutto il mondo.

Il Museo recentemente ha arricchito la sua collezione grazie alle opere donate dall’orefice Manuel Freitas, originario di Viana do Castelo.

La filigrana portoghese è considerata la più preziosa per la sua raffinatezza nella minuziosa lavorazione dei piccoli fili d’oro e d’argento. Tecnica antichissima di origine orientale, costituisce una produzione rilevante nell’ambito dell’artigianato del paese, soprattutto nella città di Viana, nel nord del Portogallo.

venerdì 16 ottobre 2015

Stasera: inaugurazione del fondo Stegagno Picchio

«Portugal é o meu trabalho, o meu quotidiano, terra de escolha e língua de todos os dias. Faz parte da minha acção no mundo [...]. Aliás, sempre digo que viajei pelo mundo atrás da isotopia portuguesa. Quando viajo, não procuro apenas os portugueses, mas igualmente os amigos de Portugal, com os quais sinto uma
grande cumplicidade».
Luciana Stegagno Picchio

Stasera, dalle ore 18:30, all'Istituto Portoghese di Sant'Antonio in Roma, sarà inaugurato il fondo bibliografico donato da Luciana Stegagno Picchio (1920-2008).


Apreciei-a, a seguir, no recanto do seu sofá, de longas horas, ladeada por aquelas estantes, estilizados ramos de árvore — a apoiarem o acervo bibliográfico da grande investigadora, filóloga e erudita — qual Silua do conhecimento, que estava ali, símbolo de si própria, da sua realização, da sua erudição e criatividade. 
NAIR NAZARÉ DE CASTRO SOARES


MEMORIA DE LUCIANA STEGAGNO PICCHIO
di NAIR NAZARÉ DE CASTRO SOARES

A última vez que a vimos foi, na sua casa de Roma, numa tarde de domingo de Fevereiro, passou já mais de um ano.
Frágil, muito frágil, na elegância do seu vestido e das palavras gentis que nos dirigiu. Recebeu-nos, de pé, na sua biblioteca, com a fidalguia de uma Grande Senhora e a graciosidade de um ser já quase etéreo. 
Impressionara-nos a dignidade do gesto, a voz com timbre firme e bem audível, num português correctíssimo, um olhar iluminado, um sorriso. Apreciei-a, a seguir, no recanto do seu sofá, de longas horas, ladeada por aquelas estantes, estilizados ramos de árvore — a apoiarem o acervo bibliográfico da grande investigadora, filóloga e erudita — qual Silua do conhecimento, que estava ali, símbolo de si própria, da sua realização, da sua erudição e criatividade. Assim a descreveu José Cardoso Pires: «o perfil de Luciana Stegagno Picchio ergue-se perante nós a traço aprumado corno um ex-libris inconfundível e tem a sedução e a serenidade de quem se construiu com rigor e mão feliz» jornal de Letras 990, de 10-23/9/2008, p. 6). Ε Maria de Lourdes Belchior (ibidem) acrescentara que Luciana tinha «uma inteligência aguda, rápida no captar das realidades e exigente no aprofundar das intuições, uma grande generosidade na partilha de pontos de vista e um sentido de humor que anima a seriedade dos princípios e dos propósitos».
A sua obra fala por si. Sem esquecer os dois volumes de La méthode philologique, com Prefácio de Roman Jakobson, é a autora de dois estudos que se tornaram clássicos, História do Teatro Português e História da Literatura Brasileira, e ainda de Mar aberto. Viagens dos portugueses (Lisboa, 1999), de centenas de artigos, ensaios, edições críticas de poesia e prosa medieval, renascentista e moderna: da lírica galaico-portuguesa a Gil Vicente e João de Barros, de Camões a Camilo, de Eça de Queirós a Fernando Pessoa. Sobre Pessoa reuniu vários estudos, em Nel segno di Orfeo, Fernando Pessoa e l'Avanguardia portoghese (Génova, 2004), a sair, em português, pela INCM. Ε ainda sobre Aquilino, Torga, José Cardoso Pires, Jorge de Sena, José Saramago (Instantanee per un ritratto, Florença, 2000). Entre os autores brasileiros, salientem-se os estudos sobre Jorge Amado e Murillo Mendes, Drummond de Andade, Jorge de Lima, Clarice Lispector e João Guimarães Rosa. 
Com os seus discípulos, António Tabucchi, Maria José de Lancastre e Fernanda Toriello, funda a revista de referência Quaderni Portoghesi.
Quem conheceu e apreciou a investigadora, a filóloga, a historiadora da Literatura, a ensaísta, a professora da "Sapienza" de Roma, vergou-se perante a igura de mulher e de intelectual que sempre se assumiu, por paixão, "Lusitanista". São palavras suas, em entrevista, dada ao Jornal de Letras (401, de 13/3/1990): «Portugal é o meu trabalho, o meu quotidiano, terra de escolha e língua de todos os dias. Faz parte da minha acção no mundo [...]. Aliás, sempre digo que viajei pelo mundo atrás da isotopia portuguesa. Quando viajo, não procuro apenas os portugueses, mas igualmente os amigos de Portugal, com os quais sinto uma
grande cumplicidade».
Ε foi, envolvida na reciprocidade do mais puro afecto, da mais sentida ternura, que os portugueses a viram partir... A última das Parcas não se detinha, acelerava o passo e, perto, mais perto, batia à porta. E, no instante em que penetrara na luz da eternidade, o seu discípulo dilecto, o Henrique de Almeida Chaves,
estava lá, em sua casa, junto dela. Ε Monsenhor Agostinho da Costa Borges, reitor do Instituto Português de Santo António, seu amigo desde a sua chegada a Roma — concelebrando a Missa com o Conselheiro Eclesiástico da Embaixada de Portugal junto da Santa Sé e o pároco de S. Maria delia Mercede, o seu pároco -, faria, naquele sábado, dia 30 de Agosto, por ocasião das suas exéquias, o seu elogio fúnebre, na sua muito amada língua portuguesa.

NAIR NAZARÉ DE CASTRO SOARES 




http://www.treccani.it/enciclopedia/luciana-stegagno-picchio_(Enciclopedia-Italiana)/
https://pt.wikipedia.org/wiki/Luciana_Stegagno_Picchio
http://www.einaudi.it/libri/autore/luciana-stegagno-picchio/0000812
http://www.infopedia.pt/$luciana-stegagno-picchio


A sua obra fala por si. Sem esquecer os dois volumes de La méthode philologique, com Prefácio de Roman Jakobson, é a autora de dois estudos que se tornaram clássicos, História do Teatro Português e História da Literatura Brasileira, e ainda de Mar aberto. Viagens dos portugueses (Lisboa, 1999), de centenas de artigos, ensaios, edições críticas de poesia e prosa medieval, renascentista e moderna: da lírica galaico-portuguesa a Gil Vicente e João de Barros, de Camões a Camilo, de Eça de Queirós a Fernando Pessoa. Sobre Pessoa reuniu vários estudos, em Nel segno di Orfeo, Fernando Pessoa e l'Avanguardia portoghese (Génova, 2004), a sair, em português, pela INCM. Ε ainda sobre Aquilino, Torga, José Cardoso Pires, Jorge de Sena, José Saramago (Instantanee per un ritratto, Florença, 2000). Entre os autores brasileiros, salientem-se os estudos sobre Jorge Amado e Murillo Mendes, Drummond de Andade, Jorge de Lima, Clarice Lispector e João Guimarães Rosa. 

“OBJECTS AFTER OBJECTS” - IL PORTOGALLO ALLA TRIENNALE DI MILANO 2016

IN https://www.roma.embaixadaportugal.mne.pt/it/noticias/719-objects-after-objects-il-portogallo-alla-triennale-di-milano-2016

José Bártolo

Il Portogallo sarà rappresentato ufficialmente alla XXI Triennale di Milano con il progetto“OBJECTS AFTER OBJECTS”, coordinato da José Bártolo e curato dagli architetti Roberto Cremascoli e Maria Milano.

La Triennale di Milano, fondata nel 1923, è uno dei principali eventi internazionali dedicati all'arte, al design e all'architettura. La 21ª edizione si realizzerà dal 2 aprile al 12 settembre 2016.

Sostenuta dal Governo del Portogallo, attraverso il Segretariato di Stato per la Cultura e la ESAD / Scuola Superiore di Arte e Design di Matosinhos, la partecipazione del Portogallo alla 21ª Triennale di Milano si concretizza in sei tappe, che insieme vengono a costituire un manifesto delle esperienze di progettazione più significative.
 Maria Milano

Roberto Cremascoli


http://www.artecapital.net/noticia-4486--objects-after-objects-portugal-na-xxi-trienal-de-milao

http://www.rtp.pt/noticias/cultura/portugal-leva-projeto-objects-after-objects-a-trienal-design-de-milao-2016_n865432

http://visao.sapo.pt/portugal-leva-projeto-objects-after-objects-a-trienal-design-de-milao-2016=f833275

http://portocanal.sapo.pt/noticia/71284/

Imagens do V Simelp no facebook



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