lunedì 9 novembre 2015

Sull'inaugurazione di Paola Romano all'Istituto Portoghese

articolo pubblicato su IL TEMPO da Angelina Savio
http://www.iltempo.it/rubriche/tendenze/2015/11/09/lune-pezze-plastiche-e-spunta-anche-la-fico-1.1477069

 

09/11/2015

Lune, Pezze, Plastiche E spunta anche la Fico 

Affollatissimo vernissage della mostra di Paola Romano

 

Quarantacinque pitto-sculture per la nuova mostra di Paola Romano , l'artista famosa per le sue «lune» e molto attiva nella Capitale. La personale, intitolata «In Other Words», è stata inaugurata all'Istituto Portoghese di Sant'Antonio, in via dei Portoghesi, alla presenza di numerosi ospiti, tra cui Raffaella Fico , madrina della serata, Fanny Cadeo, Ida De Benedetto, Elisabetta Pellini, Nadia Bengala, Lucia Bendia, Carolina Rey, Alessia Fabiani, Elena Russo, Lisa Marzoli, Adriana Russo, Marina Pennafina, Camilla Nata, Isabella Ambrosoli , Chiara Giallonardo, Cinzia Monreale . Paola Romano ha riproposto così la fortunata serie Lune e le nuove opere: le «Pezze», pieghe ad arte arricchite da occasionali interventi pittorici, e le «Plastiche», esaltazione del concavo e del convesso a vantaggio di una plasticità che sconfina dal limite del supporto per allontanarsi sempre più dalla pittorica bidimensionalità. I recenti lavori della Romano sono illustrati nell'omonimo catalogo - edito da Gangemi - che raccoglie scritti di Giovanni Faccenda, Stefano Zecchi, Fabrizio Bosi, Marco Baranello  e del curatore della mostra Andrea Romoli Barberini. Il critico d'arte Barberini non ha esitazioni nel definire la forza espressiva dell'artista, che «al piacere della manipolazione degli impasti materici, tutt'altro che esaurito, aggiunge, nelle più recenti opere, l'uso di tessuti sintetici monocromi». Lei, inoltre, ha all'attivo numerose esposizioni sia in Italia che all'estero e ha partecipato alla 54esima Biennale di Venezia, rappresentando poi l'Italia, in collaborazione con il teatro dell'Opera di Roma, presso il Cultural Center di Hong Kong. Le sue opere, infine, sono state scelte anche da registi cinematografici come Pupi Avati e Carlo Verdone. 

 

Angelina Savio

Il nipote di Pessoa all'Istituto Portoghese



Il Dottor Luiz Rosa Dias, nipote del grande poeta portoghese, ha parlato del “Percorso esoterico di Fernando Pessoa.
Durante la sua presentazione il pubblico presente a Sant'Antonio dei Portoghesi ha potuto vedere questa simpatica fotografia che lo ritratta da piccolo insieme ad un gruppo di famiglia dove si trova anche suo zio.
Serata memorabile.


Fiorella Ialongo scrive su Matchnews sulla serata pessoana all'IPSAR



All’Istituto Portoghese di S. Antonio a Roma, il percorso esoterico di Fernando Pessoa
IN
http://www.matchnews.it/it/arte-cultura/738-all-istituto-portoghese-di-s-antonio-a-roma-il-percorso-esoterico-di-fernando-pessoa.html

Racchiudere in maniera compiuta il pensiero di un grande poeta non è agevole, in riferimento ad alcuni letterati, quali Fernando Pessoa, può diventare impresa veramente ardua.
 
Il suo pensiero è stato oggetto di una vasta letteratura, che ha cercato di evidenziarne le molteplici sfumature. Nonostante ciò, la vera essenza e intimità del suo essere può rimanere sostanzialmente ermetico. Da fine e sottile letterato, ha giocato con le parole in modo che vi possano essere, in qualche modo, due livelli di lettura. A coloro che si accostano in maniera superficiale alla sua produzione letteraria, può sembrare di cogliere alcuni aspetti che, ad una lettura più attenta, rimangono invece misteriosi.
 
E’ come se sorridesse in maniera beffarda verso chi non lo approccia in maniera profonda. Queste, ed ulteriori considerazioni, sono state effettuate nel corso della serata pessoana tenuta nel salone nobile dell’Istituto Portoghese di S. Antonio a Roma il 6 novembre. Relatore dell’evento è stato il nipote del grande poeta portoghese, dott. Luiz Miguel Nogueira Rosa Dias  che ha parlato del “Percorso esoterico di Fernando Pessoa. Nella relazione si è partiti dalle domande primordiali (chi siamo, da dove veniamo, dove andiamo) che si era posto, all’inizio della sua vita, il poeta lusitano per ripercorrere i successivi stadi della sua formazione letteraria. Essi possono essere distinti in tre fasi: filosofico, neopaganesimo e cristiano. Per buona parte della sua vita, Pessoa ha subito il fascino della religione politeista nella sua molteplicità, di un mondo iniziatico con sottili venature nell’occulto. Negli ultimi anni della sua vita, il poeta portoghese si è accostato al cristianesimo che ha ricercato nella sua spiritualità profonda, tensione verso l’alto. Si è trattato di un movimento interiore in confronto con alcuni aspetti del suo passato, in particolare la massoneria.
 
L’ esposizione del nipote del letterato lusitano è stata introdotta dalla prof.ssa Giulia Lanciani, dell’Università Roma Tre, la quale è tra gli studiosi più qualificati di Pessoa. Nella stessa serata la docente universitaria ha presentato la sua nuova traduzione di Messaggio. Si tratta dell’opera più emblematica del poeta lusitano, l’unica ad essere stata pubblicata dal poeta in vita. Nella serata abbiamo chiesto al prof. Francisco Dias di illustrarci l’aspetto più rilevante del libro. “Esso evidenzia l’aspetto mistico di Pessoa. E’ un poema patriottico, sottolinea la forte missione culturale che avrebbe dovuto avere il Portogallo”. Abbiamo saputo che l’Istituto Portoghese ha recentemente avuto un lascito importante, ce ne parla? Da pochi giorni abbiamo inaugurato un nuovo ed importante fondo bibliografico presso la nostra biblioteca: quello di Luciana Stegagno Picchio. E’ stata filologa, storica della cultura, critica letteraria, esperta di letteratura medievale portoghese, storia del teatro portoghese e letteratura brasiliana. Sono circa 14.000 volumi che le sono serviti da base per i suoi studi ed oltre 500 pubblicazioni di letteratura e cultura lusofona". Il fondo è consultabile liberamente dagli interessati? Si, presso di noi”.
Nel corso della serata di presentazione del fondo bibliografico è stata presentata anche un’autobiografia in forma di intervista di Luciana Stegagno Picchio dal titolo “La lingua altra” (n.d.r.).
 
 
Scritto da Fiorella Ialongo

domenica 8 novembre 2015

Maria Vittoria Querini - OMAGGIO A PESSOA

Sull'onda delle commemorazioni degli ottant'anni sulla morte di Fernando Pessoa (Lisbona, 13 giugno 1888 – Lisbona, 30 novembre 1935), la nostra amica Maria Vittoria Querini ci invia il testo che ora pubblichiamo - e ringraziamo.

 

OMAGGIO A PESSOA

Un giorno, mentre stavo per entrare al teatro São Carlos, guardando per caso verso il palazzo di fronte che chiude la piazza proprio come una quinta di teatro, mi fulminò qualcosa di familiare, una sagoma nota. Riconobbi all'istante la casa natale di Fernando Pessoa: perché, prima che l’inquietudine del poeta, mi ha sempre colpito l’infanzia dell’uomo. I primi anni in Sud Africa, la morte precoce dei fratelli e del padre, la pazzia della nonna Dionísia, quel trasbordare di casa in casa, tutto confluiva per me in un affresco di famiglia dal destino severo ma che, proprio per questo, ha guadagnato il mio affetto. I caffè che Pessoa frequentava a Lisbona ci sono ancora, certo un po’ trasformati. Passai un pomeriggio intero al Martinho da Arcada bevendo un caffè dopo l’altro. Ma il vecchio locale con le pareti di legno, gli specchi e i tavoli di marmo non trasmetteva nulla, non aveva più incanto. Forse perché, lì fuori, le Ophélia Queiroz passavano veloci in minigonna e stivali da guerra. E nell'Arcada, con gli ultimi raggi di sole, entrò solo un sospiro di vento salmastro.

Il primo studioso straniero di Pessoa, il francese Pierre Hourcade, conobbe il poeta proprio al Martinho da Arcada nel 1930 e così lo ricorda: «…Lo credevo piccolo, malinconico e scuro, soggetto al funesto fascino della saudade con cui si intossica tutta la sua razza, e d’improvviso mi imbatto nel più vivo degli sguardi, in un sorriso sicuro e malizioso, in un volto che trabocca da una vita segreta». E racconta come si sentisse affascinato dinanzi a lui: «Da quell’uomo malaticcio, i cui occhi erano protetti da spesse lenti, irradiava un incanto indefinibile fatto di estrema cortesia, di perfetta semplicità, di buonumore – sì, anche di buonumore, in quell’uomo disperato e torturato come nessun altro – e di una sorta di intensità febbrile che ardeva sotto la facciata apparente delle buone maniere»[1].

E proprio gli occhiali, oggetto negletto ma indispensabile per guardare la vita, o per vivere visivamente la propria morte, furono l’ultima angosciosa richiesta di Pessoa prima di morire: “Dammi i miei occhiali”. Quasi come avvenne per Goethe, che spegnendosi chiedeva “Più luce…”.

Oggi Fernando António Nogueira Pessoa, dopo aver concesso per anni le sue spoglie al Prazeres (nome insolito per un cimitero), trova finalmente pace e risposte nella quiete del Mosteiro dos Jerónimos, sotto l'arco di un tempio.


Maria Vittoria Querini
(1998)

[1] CRESPO A., La vita plurale di Fernando Pessoa, Ed. A. Pellicani 1997, p. 287

mercoledì 4 novembre 2015

venerdî 6, ore 18:00: serata FERNANDO PESSOA all'Istituto Portoghese di Sant'Antonio




Venerdì, 6 novembre 2015, alle ore 18.30, presso il salone nobile dell’ Istituto Portoghese di Sant'Antonio in Roma, serata pessoana, con la presenza del nipote del grande poeta portoghese, Dott. Luiz Miguel Nogueira Rosa Dias, che parlerà sul “PERCORSO ESOTERICO DI FERNANDO PESSOA”. L’incontro sarà introdotto dalla lusitanista Professoressa Giulia Lanciani, che nella stessa occasione presenta la nuova traduzione di Messaggio da lei curata (Mondadori, 2014).



Pessoa, come è noto, concepisce – nell’incessante moltiplicazione di progetti, titoli, piani, che vanno modificandosi ed espandendosi nella galassia eteronimica – la sua opera come potenzialmente aperta a infinite trasformazioni, a continue metamorfosi. Pubblicare per lui significa, pertanto, rinunciare ad altre possibilità, perdere qualcosa di essenziale: «Perco uma cousa: o ser inédito» (Perdo qualcosa: l’essere inedito) . Si spiega così il fatto che egli aspetti fino al 1934, penultimo anno della sua esistenza, per dare alle stampe Mensagem (Messaggio) – il suo unico libro pubblicato in vita in portoghese –, e non del tutto spontaneamente, o almeno in circostanze che trascendono la sua volontà: «Ho inaugurato con questo libro le mie pubblicazioni per la semplice ragione che è stato il primo che sono riuscito, non so perché, a organizzare e preparare. Poiché era pronto, sono stato spinto a pubblicarlo, e ho ceduto».

Giulia Lanciani
(dall’Introduzione di Messaggio, a cura di Giulia Lanciani, Mondadori, 2014)


«Non sono accademico letterario, né mi ritengo Pessoano. Sono più che altro Nogueirista, poiché il Nogueira del mio cognome, è il Nogueira della mamma del poeta, mia nonna. La via che ci lega è quella “ Feconda” e “ Lunare”.
Da sempre in tutti noi, prima o poi, sorgono queste domande primordiali: “Da dove veniamo? Cosa siamo? Dove andiamo?” Molti desistono dal tentativo di risolvere questi dubbi e conducono le loro vite più o meno tranquillamente. Altri, invece, cercano di capirle, si porgono domande, rincorrono soluzioni più o meno in maniera persistente. Potremmo tradurre questa ricerca del significato di Esoterismo come un insegnamento occulto, lungo e perseverante per tutti coloro che si pongono questi dubbi e che cercano di risolverli in diversi modi.»

Luiz Miguel Nogueira Rosa Dias






ULISSE

Il mito è il nulla che è tutto.
Lo stesso sole che apre i cieli
è un mito brillante e muto:
il corpo morto di Dio,
vivente e nudo.

Questi, che qui approdò,
non esistendo esistette.
Senza esistere ci bastò.
Non essendo venuto venne
e ci creò.

Così la leggenda scorre
entrando nella realtà,
e a fecondarla decorre.
In basso, la vita, metà
di nulla, muore.

(trad. Giulia Lanciani in Messaggio, Mondadori, 2014)

Street art portoghese a Roma: inaugurazione del murale pasoliniano

https://www.facebook.com/Forgotten-Project-996305907054130/timeline/

 
"Ho scelto di ritrarlo rielaborando una foto in cui il suo sguardo, spesso pensieroso, mi sembra più positivo, rivolto verso l'alto e carico di speranza". Con queste parole lo street artist portoghese Frederico Draw descrive il suo lavoro per il murales pasoliniano che ha realizzato all'interno del Teatro India. Su uno dei silos dell'ex fabbrica Mira Lanza, grazie alle bombolette di Draw è apparso il volto di Pier Paolo Pasolini, a quarant'anni dalla scomparsa. "Essendo straniero, l'obiettivo era di raccontare un personaggio così importante per Roma senza il blocco emotivo che si potrebbe avere essendo direttamente coinvolti", spiega l'artista, chiamato a una ricerca fotografica sull'intellettuale italiano che l'ha portato a ritrarre un Pasolini "scevro dai significati politici che il contesto sociale italiano è solito attribuirgli". Nasce così un dipinto senza tempo, nato per restare negli spazi del Teatro di Roma, che proprio in questi giorni celebra l'opera pasoliniana con una serie di eventi, spettacoli ed incontri, tra memoria e sguardo al futuro. L'intervento artistico, il primo di Draw in città, è il secondo del progetto "Forgotten", patrocinato, tra gli altri, dall'ambasciata del Portogallo in Italia, che ha chiamato cinque artisti portoghesi a valorizzare alcuni edifici dimenticati di Roma attraverso i colori della street art.
(di Stefano Petrella)
 
 

Affronta il tema delle ex fabbriche il secondo intervento artistico del progetto Forgotten e lo fa in grande stile, realizzando l’opera in una delle archeologie industriali più affascinanti della capitale: l’ex fabbrica Mira-Lanza. La struttura ha una storia legata a primati industriali, fusioni aziendali, riconversioni, dopo-guerra, grandi poli culturali, progetti sospesi e persino di incendi; per raccontarla, Forgotten ha invitato l’artista portoghese Frederico Draw, molto sensibile al tema della città, tanto da costituire il collettivo PUTRICA (Proposte Urbane Temporanea di Recupero e Intervento Culturale ed Artistico) che vede nella street art un mezzo attraverso il quale convertire gli spazi vuoti della città rendendoli contenitori di valori artistici e culturali.
Dal 30 ottobre al 1 novembre l’artista realizzerà un’opera legata al tema pasoliniano, visto che in quegli stessi giorni il Teatro India, stanziato nell’ex area industriale dal 1999, propone un calendario di spettacoli dedicato ad una delle più grandi figure intellettuali del nostro tempo. Anche se il soggetto non è certo nuovo alla street art, Frederico Draw lo realizzerà a suo modo, munito di bomboletta spray (che usa come fosse una matita), regalando un ritratto abbozzato, ma con dettagli sorprendentemente definiti e creando così un patos unico tra spettatore e opera.
 
http://barbarapicci.com/2015/11/03/frederico-draw-roma/

 

RepTv News, Strartisti: da Porto a Roma per Pasolini, la street art "schizzata" di Draw

Frederico Draw, artista portoghese tra i più prolifici, per la prima volta a Roma, ha deciso di omaggiare Pier Paolo Pasolini a 40 anni dalla sua morte dedicandogli un ritratto con il suo stile caratteristico, come uno schizzo su carta ma eseguito a bomboletta sul muro. Ha dipinto su un silos all'esterno del Teatro India, negli spazi dell'ex fabbrica Mira Lanza, a Roma, durante giornate dedicate all'opera pasoliniana. L'intervento di Draw rientra nel "Forgotten Project", curato da Hugo Dias e Alessandra Arpino, che coinvolge cinque street artist portoghesi per riscoprire e valorizzare edifici dimenticati di Roma

http://video.repubblica.it/rubriche/strartisti/reptv-news-strartisti-da-porto-a-roma-per-pasolini-la-street-art-schizzata-di-draw/217056/216239

Più in:

https://www.roma.embaixadaportugal.mne.pt/it/noticias/739-mural-in-omaggio-a-pasolini

https://www.roma.embaixadaportugal.mne.pt/it/noticias/736-street-art-portoghese-a-roma

37° Festival di Cinema e Donne "Uma casa portuguesa a Firenze"

IN https://www.roma.embaixadaportugal.mne.pt/it/noticias/740-37-festival-di-cinema-e-donne-uma-casa-portuguesa-a-firenze



Il 37° Festival di Cinema e Donne, in programma dal 5 al 10 novembre al cinema Odeon di Firenze, anche quest’anno presenta la sessione "Uma casa portuguesa a Firenze" in collaborazione con l'Ambasciata del Portogallo in Italia e con il sostegno del Camões - Instituto da Cooperação e da Língua.
 
Quest'anno il tema centrale ruota attorno alle trasformazioni nel mondo del lavoro, al cambiamento dei ruoli e della professionalità. Dalla precarietà al senso di disorientamento, la certezza di una continuità tra le varie fasi dell'esistenza è fortemente compromessa.
 
 
Sabato 7 Novembre. Dalle ore 17.00
 
Os prisioneiros
di Margarida Madeira
Portogallo, 2014, 7’ Port. sott. ita. alla presenza dell’autrice
Basato sul libro Prigionieri: madri dietro le sbarredella giornalista Isabel Nery il film raccoglie le testimonianze e le riflessioni di Ivo e Sérgio, che hanno vissuto periodi della loro infanzia con le madri recluse. Ma dove si trova casa, all’interno o all’esterno?
E la libertà? Da che parte è la libertà.
 
Lunedì 9 Novembre. Dalle ore 16.30
 
Provas, Exorcismo
di Susana Nobre Portogallo, 2015, 25’ Port. sott. ita. alla presenza dell’autrice
Nella regione dell’Alhambra, tra le montagne e il fi ume, un treno attraversa il paese. In questo paesaggio tranquillo la tragedia della disoccupazione incombe. Oscar ha 48 anni e negli ultimi 35 ha lavorato nella stessa fabbrica che ora è chiusa. Poche le speranze di recuperare gli stipendi non corrisposti. Gli operai continuano inutilmente a recarsi tutti i giorni al lavoro.
 
Vida activa
di Susana Nobre
Portogallo, 2013, 92’ Port. sott. ita.
Nuove opportunità è stato un programma di formazione portoghese per adulti che hanno lasciato la scuola presto. Questo programma ha incoraggiato i partecipanti a riprendere gli studi, ma anche a reinterpretare la loro “esperienza di vita”. Ha incoraggiato i lavoratori a riflettere sulle loro condizioni di lavoro e sulle loro radici.
 
Ore 19.00 – Presentazione dei film nella Sala degli Specchi con Susana Nobre, Ester de Miro.
 
Leggi di più: Susana Nobre è ricercatrice e studiosa della realtà socio-economica del suo paese. Non si limita però a documentare quel che accade, partecipa in prima persona, con workshop e lezioni, al tentativo di fronteggiare la crisi attraverso la riqualificazione e l'acquisizione di una conoscenza precisa delle capacità e competenze e l'informazione su come queste possono essere utilizzate in nuove attività lavorative. Saranno presentati il film Vida activa e il cortometraggio Provas, Exorcismo, che ha partecipato nel maggio scorso alla 47° edizione della Quinzaine des Réalisateurs, sezione parallela del Festival di Cannes.