venerdì 9 marzo 2018

José Tolentino Mendonça a Viterbo - 19 e 20 marzo





Que coisa são as nuvens? / Che cosa sono le nuvole?
Seminario nell’ambito dei corsi di Lingua e Letteratura Portoghese



Cátedra Pedro Hispano / Dipartimento di Studi Linguistico-Letterari, Storico-Filosofici e Giuridici 
Università degli Studio della Tuscia



Tradotto e premiato in Italia, il poeta portoghese José Tolentino Mendonça (n.1965) - che attualmente ricopre anche l’incarico di vice-rettore dell’Università Cattolica Portoghese, dove insegna - propone all’Università della Tuscia, nel secondo semestre dell’anno accademico 2017-18, un seminario di due giorni dal titolo «Que coisa são as nuvens?», ispirato al titolo pasoliniano della sua rubrica settimanale nel prestigioso giornale Expresso e riferimento all’episodio «Che cosa sono le nuvole?» del film Capriccio all’Italiana  del 1968.

In effetti, una delle sessioni del seminario, in linea con la sua attività giornalistica, verserà temi vari dell’attualità europea e mondiale, sui quali l’attenzione del poeta si concentra di più - cioè, quelli relativi alla società di oggi, nell’insieme e come sommatorio di individualità, dai problemi di comunicazione al senso di smarrimento culturale e umano. 

La seconda parte del seminario verserà su temi più prettamente letterari. Il panorama attuale delle lettere portoghesi, di cui è profondo conoscitore, essendoci in stretto contatto; l’influenza della cultura italiana nella produzione artistica portoghese; la questione della lingua poetica e le problematiche della sua traduzione, ecc.


mercoledì 7 marzo 2018

Angela De Chirico - no Dia da Mulher




Queria falar das mulheres falando em primeiro lugar da minha experiência, de quando era uma jovem que sonhava  mudar o mundo.
Nos anos 70 do século passado tinha aproximadamente vinte anos e frequentava a Universidade.
O mundo mudava rapidamente e tudo o que era "velho" era contestado.
Eu lia muito, como ainda hoje faço. Lia livros que falavam da escola e educação, da prisão, dos hospícios para os loucos, de todas as instituções que não correspondevam, para mim e para muitos jovens, ao espírito dos tempos. E discutia e lutava para apoiar os meus direitos.
Além disso e, sobretudo, era uma mulher. Não queria ser diferente por esta razão. Queria e demandava uma vida cheia e completa. Eu estudava muito e tentava realizar-me no trabalho. Naqueles anos o feminismo mudou muito as nossas vidas.
Não foi uma coisa fácil porque muitas lutas foram necessárias. Mas eu acreditava que fosse certo lutar. E lutei toda a vida e fiquei feliz com os meus resultados e com os resultados das mulheres na sociedade. Muitas mulheres conseguiram importantes atribuições nos campos mais variados.
Agora é muito triste ver que, enquanto as mulheres ocupam um papel importante na sociedade, no trabalho, na ciência, na política e que aparentemente não há diferenças,  na verdade as mulheres continuam a receber geralmente salários inferiores aos dos homens com o mesmo nível do trabalho. Em muitas coisas, voltámos ao século passado.
É depois muito importante que a sociedade efetive o direito da mulher sobre a sua liberdade individual, o seu corpo e a sua mente.
Temos de pensar nos muitos casos de feminicídio dos últimos tempos. A mulher não é e não pode ser a propriedade dum homem e a sociedade tem de protegê-la.
Se isto não acontece, não se pode falar, nem de paridade nem de feminismo, nem de MATRIA. E o slogan "Eu sou minha" dos anos '70 - onde está agora?
Eu não consigo encontrá-lo mais.

ANGELA DE CHIRICO

Domani sera, galleria IPSAR: "Oreste Casalini. Una moltitudine. Opere dal 1998 al 2018"

 
 
Istituto Portoghese di Sant'Antonio in Roma
Mostra realizzata sotto l’alto patrocinio di S. E. l’Ambasciatore del Portogallo presso la Santa Sede Dott. ANTÓNIO ALMEIDA LIMA
Oreste Casalini. Una moltitudine. Opere dal 1998 al 2018
a cura di Paola Pallotta
Inaugurazione giovedì 8 marzo 2018, ore 18.00 
La Galleria dell’Istituto Portoghese di Sant'Antonio in Roma è stata inaugurata nel dicembre 2002 dal Ministro della Cultura portoghese, dopo il restauro che ha rinnovato lo spazio anticamente occupato da una farmacia e recuperato contestualmente gli ambienti di epoca romana e medievale del piano inferiore, e da allora ospita regolarmente mostre d’arte visiva.
Giovedì 8 marzo sarà la volta di Oreste Casalini. Una moltitudine. Opere dal 1998 al 2018, una personale dell’artista attivo da molti anni anche come curatore e ideatore di mostre e progetti espositivi.
Esposte insieme per la prima volta, sono in mostra opere realizzate nel corso degli ultimi venti anni, una selezione di lavori eterogenei per tecnica, dimensioni e appartenenza cronologica, ma serratamente uniti dal coerente ‘edificio interiore’ dell’artista. Le serie di lavori, eclettici, multiformi, articolati, definiscono un percorso espositivo complesso che non intende presentarsi come una retrospettiva, ma come la messa in luce di alcuni aspetti della pratica artistica e della poetica di Oreste Casalini.
Spesso impegnato in progetti riguardanti singole opere e installazioni site-specific, la mostra ha in sé il privilegio e il cimento di mostrare invece la costante ma più riservata energia specificamente pittorica, più raramente esposta dell’artista. E sul legame costante che ha tenuto insieme idee e opere, sul tema mai abbandonato della pittura, si concentra questa esposizione. Una visione d’insieme che è una sorta di autoritratto, immagine del sistema di rappresentazione delle relazioni tra arte e vita, oggetto centrale di tutta la sua opera. I diversi cicli di lavori su carta, su tela e su tavola, le sculture, i gessi e le ceramiche, tracciano una linea molteplice ma non spezzata, anzi fortemente modulata sul nucleo robusto della necessità della pratica artistica come esercizio della mente, autenticamente compreso, vissuto, sperimentato. E la riflessione costante ha sempre avuto, come chiave di accesso privilegiata al caos originario della forma, il disegno, metodo propedeutico sperimentato su fogli di quaderno e carte di varie dimensioni, raccolte in luoghi diversi e lavorate in viaggio come in uno studio portatile. Una pratica perseverante, un saggio, una verifica. Il percorso espositivo diventa così l’immagine più definita dell’intera metodologia di lavoro e dello stile compiuto ed equilibrato di Oreste Casalini, consapevole di essere parte del serbatoio iconografico e stilistico della tradizione pittorica italiana, eppure capace di mantenersi al di fuori delle convenzioni e delle mode, in uno stato di eccezione in cui la contraddittorietà e la frammentazione pesano correttamente sulla bellezza e la classicità, le reinventano e le rendono contemporanee.
Nato a Napoli, Oreste Casalini frequenta l’Accademia di Belle Arti di Roma e i corsi di Furio Fasolo alla Facoltà di Architettura, che lo introducono al disegno dal vero e agli aspetti metafisici della tradizione pittorica italiana. Lavora come assistente di Bruno Ceccobelli, apre le prime mostre in Italia e all’estero, entra nello studio di Roma di Fabio Mauri, suo maestro, con il quale stringe un’importante amicizia. Nel 1990 inaugura una personale a Sarajevo con un’opera in cera su tela di grandi dimensioni, poi distrutta durante la guerra. Nel 1992 si trasferisce a New York dove espone in una personale all’Istituto italiano di cultura Casa Zerilli-Marimò. Nel 1997 apre lo studio a Napoli, ma nel 2003 si trasferisce a Roma dove partecipa a mostre collettive e realizza installazioni temporanee o permanenti in spazi privati e pubblici, in collaborazione con studi di architettura. Accanto a cicli di opere su carta e su tela, inizia la sperimentazione sulle relazioni tra tecniche tradizionali e nuove tecnologie digitali da cui nascono le opere E-body (disegni in digitale di grande formato), Chemical Brothers (sculture in gesso e ceramica), Oki-Sud (video-scultura). Del 2005 è la personale In Cantiere alla Galleria A.A.M. di Francesco Moschini. Nel 2007 progetta il restyling della metropolitana di Napoli e vince il concorso LUAS Art Competition per la metropolitana di Dublino. Con un gruppo di artisti realizza una serie di mostre e performance centrate sul rapporto tra contemporaneità e tradizione, culminate nella collettiva Antico e Novissimo del 2008 (Palazzo Mochi-Zamperoli, Cagli). Nel 2010 è artista e curatore alla Biennale di Architettura di Venezia nell’ambito del progetto E-picentro, dedicato alla distruzione de L’Aquila a causa del terremoto. Dallo stesso anno collabora con il gallerista Franz Paludetto e nel 2011 ha la personale Dal Bianco al Nero presso il Castello di Rivara, con un ciclo di opere in lava vulcanica e gesso. Seguono le personali Pure Power (Dubai), Black Hole (Napoli), Flowers of Romance (Norimberga). Nel 2013 realizza un ciclo di sculture incentrate sulla figura dell’angelo, legame concreto tra materiale e spirituale, ispirato alle sculture di Bernini di Ponte Sant’Angelo a Roma. Con queste opere realizza Balanced-In equilibrio, installazione esposta nella sala centrale del Castello di Rivara, in cui immagini, suoni e architettura concorrono all’equilibrio complessivo dell’opera. Nel 2014 partecipa alla fiera Ostrale di Dresda con l’installazione Devotion #5; l’anno seguente espone la scultura Re-Birth nel parco del Castello di Rivara, realizza l’installazione Doppio Senso nell’ambito di Equinozio d’Autunno 2015 e l’opera TerraMadre viene acquisita dalla Fondazione Telethon al Centro Olivetti di Pozzuoli (Napoli). Nel 2016 lavora principalmente a disegni e ceramiche ed espone la serie Fragile al Castello di Rivara e nel 2017 presenta Panopticon alla Kandinskij House a Mosca e tiene la personale Aritmie nello Spazio Menexa a Roma.
INFO
Oreste Casalini. Una moltitudine. Opere dal 1998 al 2018
a cura di Paola Pallotta
Inaugurazione: mercoledì 8 marzo 2018 ore 18.00
Fino al 24 marzo 2018
Orari: dal martedì al sabato dalle 17.00 alle 20.00
testi di Paola Pallotta, Oreste Casalini

Foemina io nacqui - 8 marzo, ore 18.00, via Margutta con Nicoletta Del Gaudio


Amanhã às 18h, na galeria de arte contemporânea “Area Contesa Arte”, via Margutta 90, uma tarde inteiramente dedicada às mulheres, com exposição de obras de mulheres-artistas,  a participação da nossa aluna e amiga NICOLETTA DEL GAUDIO, que irá ler excertos do seu romance La perdita della corazza.

A não perder!