mercoledì 6 giugno 2018

Domani sera: inaugurazione della mostra di Maria Almeida Cunha, "LA PERSONA CON PAESAGGI DENTRO"

LA PERSONA CON PAESAGGI DENTRO
In occasione del Giorno del Portogallo, la personale di Maria Almeida Cunha
all’Istituto Portoghese di Sant’Antonio in Roma
Giovedì 7 giugno 2018, alle ore 18.00 presso la galleria d’arte dell’Istituto Portoghese di Sant’Antonio in Roma avrà luogo l’inaugurazione della mostra personale di un’artista portoghese della nuova generazione, presentata dal Rettore dell’IPSAR, Mons. Agostinho da Costa Borges, sotto l’alto patrocinio di S. E. l’Ambasciatore del Portogallo presso la Santa Sede, Dott. António Almeida Lima, ed organizzata dal Prof. Francisco de Almeida Dias.
Maria Almeida Cunha presenta in questa mostra la simbiosi tra il corpo (autoritratto) e ciò che sente (e registra) nella memoria del suo corpo che cammina. Se le figura umana presenta un trattamento pittorico formalmente classico e suggerisce una visione introspettiva dell’Artista, il paesaggio offre il suo approccio concettuale a ciò che vive e sente nel contatto tra lo spazio del corpo e lo spazio intorno. I due nuclei di opere che, ad un primo sguardo, potrebbero sembrare antitetiche, sono invece legate dal filo rosso del corpo, dell’Io interiore, dello spazio abitato.
«A memória do espaço surge como um rasto: um exercício sobre aquilo que em mim habita e que é transportado para um suporte através de uma ação física, que existe num só momento.»
(La memoria dello spazio appare come una traccia: un esercizio su ciò che abita in me e che viene trasportato verso un supporto attraverso un’azione fisica, che esiste in un solo istante.)
Ciò che è fatto, rimane - ecco l’atto performativo, qui e ora. Giochi di luce e colori e dell’assenza degli stessi colori e luce. La bellezza sospesa dalla crudezza degli studi, della tensione dei movimenti, danza di testure e sovrapposizioni. Nel carattere dell’azione si trova il sublime e il sensibile. Esiste la necessità di creare nuovi spazi, creando di nuovo il corpo e il fruitore è inviato a partecipare a questa doppia sfida: nel confronto tra corpo e spazio, assimilare quello che di comune e di opposto c’è in entrambi.
«As sensações observadas e absorvidas invadem o meu gesto. Um gesto que regista as diferentes operações e opções mentais sobre aquilo que interessa ver na natureza e no meu corpo. Assumo uma postura sensível, aproprio-me do que observo na natureza, do que observo num espelho. Desconstruo um corpo, desconstruo uma paisagem. Se abrissem as pessoas, viam paisagens.»
(Le sensazioni osservate e assorbite invadono il mio gesto. Un gesto che registra diverse operazioni e opzioni mentali su quello che interessa vedere nella natura e nel mio corpo. Assumo un atteggiamento sensibile, mi approprio di ciò che osservo nella natura, di ciò che vedo allo specchio. Decostruisco un corpo, decostruisco un paesaggio. Se aprissero le persone, vedrebbero paesaggi.)

Maria Almeida Cunha
Maria Luzia Almeida Cunha de Alegre e Silva (1995) è nata, vive e lavora nella città di Porto, Portogallo.
Laureata in Arti Visive (Pittura), nella Facoltà di Belle Arti dell’Università di Porto nel 2017, dove prosegue attualmente i suoi studi specialistici.
Il suo lavoro in ambito artistico, in una ricerca interdisciplinare della plasticità delle opere prodotte, si allarga alla creazione in vetro, fotografia, disegno, pittura, scultura e tecniche di incisione e impressione.
Principali  Mostre:
·         Inaugurações Simultâneas em Miguel Bombarda, Galeria Rui Alberto, Porto (2018).
·         8-20; 8-23, oMuseu, FBAUP (2018);
·         XIX BIENAL INTERNACIONAL DE ARTE  DE CERVEIRA, Fundação Bienal de Arte de Cerveira (2017);
·         Prémio Carmen Miranda, Museu Municipal Carmen Miranda (2017);
·         Another Nature of Materials, Galeria FBAUL (2017);
·         ANAMNESE_17, FBAUP (2017);
·         XXX Salão de Primavera “Prémio Rainha Isabel de Bragança”,  Galeria de Arte do Casino Estoril (2017).

LA PERSONA CON PAESAGGI DENTRO
di Maria Almeida Cunha
Istituto Portoghese di Sant’Antonio in Roma
Via dei Portoghesi, 6
7 - 16 giugno 2018
da lunedì a sabato, dalle 17.00 alle 20.00
INGRESSO LIBERO

"Rosa Negra" presentata a Napoli


lunedì 4 giugno 2018

16 e 17 giugno: "Parole contro le fiamme" - 19 librerie, 1 biblioteca, 2 municipi, per un’iniziativa tra Italia e Portogallo




Parole contro le fiamme
L’UOMO CHE PIANTAVA GLI ALBERI


Sabato 16 e domenica 17 giugno

22 luoghi: 19 librerie, 1 biblioteca, 2 municipi, per un’iniziativa tra Italia e Portogallo. Diversi attori realizzeranno a Porto, a Torino, in Valle di Susa e a Pedrogao, la lettura integrale del romando di Jean Giono.

Il 17 giugno 2017 a Pedrógão, in Portogallo, un’apocalisse di fuoco causò un disastro senza precedenti. Le fiamme indomabili, causarono la morte di 66 persone.

In Valle di Susa, tra fine ottobre e inizio novembre dello stesso anno, uno scenario meno apocalittico, ma altrettanto preoccupante, ha tenuto col fiato sospeso non solo le montagne coinvolte dai roghi, ma anche la stessa città di Torino, investita da una colonna di fumo visibile persino dai satelliti.

Il 16 e 17 giugno 2018 ricorderemo le vittime dell’incendio in Portogallo e celebreremo una rinascita, leggendo in contemporanea il testo di Jean Giono “L’uomo che piantava gli alberi”, in diverse librerie, unendo con un ponte ideale Italia e Portogallo.
Saranno coinvolte le librerie del Consorzio Librerie Torinesi Indipendenti e 6 librerie della Valle di Susa. Nello stesso momento, a migliaia di chilometri di distanza verranno letti gli stessi brani nella storica libreria Lello di Porto e nelle librerie della città portoghese e nella regione di Pedrógão.


Assemblea Teatro, curerà le letture, dando continuità così al progetto editoriale avviato da COLTI e sostenuto dalla librerie valsusine. L’evento farà anche parte del festival Borgate dal vivo 2018, il primo festival delle borgate alpine, nato proprio in Valle di Susa. Tre enti uniti per il sostegno all’ambiente e alla cultura, che uniti possono portare a grandi risultati.
In Portogallo l’Associazione culturale Apuro e l’omonima casa editrice sostengono il progetto. Inoltre l’iniziativa tra Italia e Portogallo sarà inserita da Pedrogao, tra le commemorazioni ufficiali in memoria delle vittime del rogo proprio il 17 giugno.

L’evento ha il patrocinio del Corpo Anti Incendi Boschivi del Piemonte. Durante le letture sarà possibile acquistare in tutte le location uno dei due volumi “L’uomo che piantava gli alberi” e “Il tempo è un albero che cresce”, le cui vendite andranno a sostegno degli stessi AIB.






IL PROGRAMMA

A TORINO – 16 giugno, ore 16.30 locali

·         Libreria Belgravia, lettura di Gisella Bein
·         Libreria L’Ibrida Bottega, lettura di Andrea Castellini
·         Libreria La Casa delle Note, lettura di Alberto Barbi
·         Libreria Gulliver, lettura di Cristiana Voglino
·         Libreria L’Angolo Manzoni, lettura di Stefano Cavanna
·         Libreria La Montagna, lettura di Chiara Tessiore
·         Libreria Luna’s Torta, lettura di Angelo Scarafiotti
·         Mausoleo della Bela Rosin, lettura di Manuela Massarenti


A PORTO – 16 giugno, ore 15.30 locali

·         Lello
·         Poetria
·         Fnac – Santa Caterina
·         Confraria Vermelha
·         Papa – Livros
·         Bertrand – Shopping Cidade do Porto
·         Flâneur
·         Teatro Municipal de Campo Alegre

IN VALLE DI SUSA – 17 giugno, ore 16.30

·         Libreria La Casa dei Libri di Avigliana, lettura di Cristiana Voglino
·         Libreria La Città del Sole di Bussoleno, lettura di Chiara Tessiore
·         Libreria Panassi di Susa, lettura di Stefano Cavanna
·         Libreria La Casa dei Libri di Rivalta di Torino, lettura di Andrea Castellini
·         Libreria Dolce Stil Novo di Almese, lettura di Alberto Barbi

A PEDRÒGÃO GRANDE – 17 giugno, ore 15.30 locali, letture dei pompieri e dei volontari intervenuti nell’incendio.

Evento finale a Caprie, Borgata Celle, ore 21.30, con lettura di Gisella Bein e disegni dal vivo di Monica Calvi.






10 giugno, San Bartolomeo all'Isola: Vivaldi!


Rimgraziamo la segnalazione a Giovanna Bassi.

venerdì 1 giugno 2018

Dia Mundial da Criança

Agradecemos à ANGELA DE CHIRICO o envio desta poesia e a bela recordação desta data importante.

Maria Keil

 
Toda criança no mundo
Deve ser bem protegida
Contra os rigores do tempo
Contra os rigores da vida.

Criança tem que ter nome
Criança tem que ter lar
Ter saúde e não ter fome
Ter segurança e estudar.

Lamber fundo da panela
Ser tratada com afeição
Ser alegre e tagarela
Poder também dizer não!

Carrinho, jogos, bonecas,
Montar um jogo de armar,
Amarelinha, petecas,
E uma corda de pular.

Ruth Rocha

Giugno Portoghese a Roma



Giugno è un mese particolarmente importante per il Portogallo: non solo perché celebriamo la festa nazionale - 10 giugno, giorno del Portogallo, di Camões (il nostro Poeta epico) e di tutte le Comunità Portoghesi sparse per il mondo -  ma anche perché festeggiamo il grande Antonio, da Lisbona e di Padova, il Santo che unisce più fortemente l’Italia e il Portogallo.

Questo anno, a Roma, si aggiunge a questi un'altro motvo per festeggiare:  il Vescovo di Leiria-Fátima, Mons. António Marto, è stato nominato cardinale nel concistoro del 28 giugno è stata annunciata da Papa Francesco 10 giorni fa.

Giovedì 7 giugno, alle ore 18.00 presso la galleria d’arte dell’Istituto Portoghese avrà luogo l’inaugurazione della mostra personale di un’artista portoghese della nuova generazione, Maria Almeida Cunha, che presenta in questa mostra la simbiosi tra il corpo (autoritratto) e ciò che sente (e registra) nella memoria del suo corpo che cammina. La mostra, dal titolo «LA PERSONA CON PAESAGGI DENTRO» rimarrà aperta fino al 16 giugno 2018, da lunedì a sabato, dalle 17.00 alle 20.00.


Domenica 10 giugno, alle ore 17.00, Santa Messa solenne (in lingua portoghese) presieduta da S.E.R. Mons. José Avelino Bettencourt, Arcivescovo titolare di Cittanova / Nunzio Apostolico in Georgia e Armenia, con benedizione e distribuzione del pane di Sant’Antonio, per celebrare il Santo luso-italiano e il Giorno del Portogallo.



Sabato 30 giugno, alle ore 18.00, Santa Messa solenne in azione di grazie, presieduta dall'Em.mo Card. António Augusto dos Santos Marto, Vescovo di Leiria-Fatima.


E, come ogni mese, un nutrito programma concertistico (organo, pianoforte, chitarra, musica da camera) del quale sottolineiamo quello del pianista portoghese Vasco Dantas, sabato 16 alle ore 19.


Souto de Moura na Bienal de Veneza




«Gostei imenso deste desafio do Vaticano»: Eduardo Souto de Moura assina capela «comovente» para Bienal de Veneza


A Bienal de Arquitetura de Veneza, que começa hoje, conta pela primeira vez com um espaço dedicado à Santa Sé, composto por 10 capelas projetadas por arquitetos de fés e proveniências múltiplas, uma delas concebida por Eduardo Souto de Moura.

«Gostei imenso deste desafio do Vaticano. Primeiro, porque pôs em causa algumas convicções que tinha – ou que não tinha –, porque as pessoas têm de fazer um projeto com convicção, e eu não sou propriamente religioso», declarou ao "Público" um dos dois portugueses distinguidos com o prémio Pritzker, considerado o "Nobel da Arquitetura".

A inspiração para o conjunto de obras patentes até 25 de novembro na ilha de S. Jorge, uma das que se situam à frente da emblemática Praça de S. Marcos, foi a "Capela do bosque", construída entre 1918 e 1921 no cemitério de Estocolmo por Erik Gunnar Asplund.

«O tema do programa era fazer um recinto e ter uma mesa para um livro. Podia ser coberto ou descoberto e não havia mais indicações. Mas eu achei que era preciso ter algum significado, alguma simbologia e, como fui educado no cristianismo, fui buscá-la aí», explica Souto de Moura.

A mesa, o arquiteto entendeu-a como um altar, cubo escavado por trás para o padre colocar os pés. Um banco corre à volta do espaço. Na parede do fundo desenha-se uma cruz, formada pela separação natural dos blocos de pedra de Vicenza e pela incisão de um traço horizontal.

Uma das preocupações do arquiteto foi dar ao peregrino/visitante uma sensação de espaço mais amplo do que o realmente existente: «Para quem entra, o pavimento vai a descer até ao altar. Já as pedras crescem a partir do seu ponto mais baixo, que é 2,26 metros, uma referência ao homem com o braço esticado de Le Corbusier. Com esse efeito de perspetiva, conseguimos fingir que é maior».

«Souto de Moura oferece uma obra-prima comovente. Um recinto em blocos modulares de pedra de Vicenza, parcialmente coberto por duas lajes monolíticas. É um lugar quente e rigoroso, austero e familiar», escreve o jornal diário italiano "Avvenire", da Igreja católica.

O mesmo texto fala de uma sensação de paz: «Aqui o tempo abranda». «Este é um lugar que ajuda a pensar, a refletir», corrobora o arquiteto, que há 15 anos assinou um projeto para uma igreja em S. João da Madeira, que não chegou à construção.

«A escola de arquitetura de Portugal afirmou-se internacionalmente já várias vezes, e portanto, quando os comissários de uma exposição de arquitetura olham para o panorama internacional, seria uma negligência esquecer Portugal, e daí convidarem um arquiteto português de nome internacional para estar presente», comentou o delegado do Conselho Pontifício da Cultura, o bispo Carlos Azevedo.

Em declarações à mais recente edição da revista "Síntese", o responsável frisa que «ter um espaço, um lugar de referência que unifique as pessoas, porque não apela para interesses, mas para Deus, continua a ser fundamental».

«Quando as pessoas vão a estes espaços e se desprendem e aprendem a linguagem do contemporâneo, começam a sentir-se bem e a sentir que esses espaços proporcionam silêncio, sair de si mesmos e encontrarem-se com o outro. Experiências de sair de si e encontrar espaços diferentes, mas que são tocados pela beleza e por isso são capazes de ir ao centro da alma», salienta.

A decisão do Vaticano entrar no horizonte da arquitetura «é o resultado de um longo itinerário. No final do séc. XIX consumou-se o divórcio entre arte e fé, que durante séculos tinham caminhado juntas. Uma fratura que inclusive em tempos recentes produziu edifícios sagrados modestos, privados de espiritualidade e beleza»

O pavilhão da Santa Sé, cuja antestreia foi uma das mais concorridas entre os espaços nacionais participantes na Bienal, propõe «uma peregrinação não só religiosa, mas também laica e naturalista para redescobrir a beleza, o silêncio interior, a fraternidade humana do estar juntos em oração», assinala a página "Vatican News".

O itinerário permite também «a recuperação da relação entre arte e fé e da osmose perfeita entre homem e ambiente», na senda da encíclica "Laudato si'", do papa Francisco.

Andrew D. Berman (Estados Unidos), Francesco Cellini (Itália), Javier Corvalàn Espìnola (Paraguai), Flores & Prats (Espanha), Norman Foster (Grã-Bretanha), Terunobi Fujimori (Japão), Sean Godsell (Austrália), Carla Juacaba (Brasil) e Smiljan Radic Clarke (Chile) são os outros arquitetos presentes no bosque veneziano.

«As 10 capelas não são igrejas consagradas, mas antes pontos de orientação no labirinto da vida. Em muitas, mesmo se tal não foi pedido, surge o símbolo da cruz», afirmou o curador do projeto, o italiano Francesco Dal Co, que também tem refletido sobre a arquitetura portuguesa-

A decisão do Vaticano entrar no horizonte da arquitetura «é o resultado de um longo itinerário. No final do séc. XIX consumou-se o divórcio entre arte e fé, que durante séculos tinham caminhado juntas. Uma fratura que inclusive em tempos recentes produziu edifícios sagrados modestos, privados de espiritualidade e beleza», observou o presidente do Conselho Pontifício da Cultura, cardeal Gianfranco Ravasi.

O presidente da Bienal de Veneza, Paolo Baratta, está convicto de que após esta estreia do Vaticano na Bienal de Arquitetura «haverá outras»: «A participação de um protagonista da história que plasmou as nossas cidades contribui para a dilatação do nosso olhar, na procura de soluções para os problemas».

"Freespace" é o tema da 16.ª Bienal, «representando a generosidade e o sentido de humanidade que a arquitetura coloca no centro da sua agenda», refere a página da mostra. O pavilhão de Portugal apresenta 12 projetos de 29 arquitetos portugueses, reunidos sob o título "Público sem retórica".

Publicado em 26.05.2018