venerdì 25 ottobre 2013

Tutto perchè la vita non basta. Gli ultimi tre giorni di Pessoa al Teatro Vascello

Recensione dello spettacolo di lunedì:
http://viadeiportoghesi.blogspot.it/2013/10/stasera-ore-21-teatro-vascello-gli.html


Di ISABELLA MORONI
in http://www.artapartofculture.net/2013/10/23/tutto-perche-la-vita-non-basta-gli-ultimi-tre-giorni-di-pessoa-al-teatro-vascello/

Il marciapiede davanti al Teatro Vascello è pieno di gente. Chi fuma, chi aspetta gli amici, chi fa la fila per i biglietti, chi sorseggia il calice di vino preso al Bistrot del Teatro, chi fotografa la locandina semi annegata in una vetrinetta alla quale il neon dà riflessi verdini.

Teatro di lunedì sera, un evento unico, la lettura teatralizzata di “Gli ultimi tre giorni di Fernando Pessoa” di Antonio Tabucchi con Massimo Popolizio e Gianluigi Fogacci per l’adattamento teatrale e la regia di Teresa Pedroni con musica e fado dal vivo grazie alla splendida voce di Isabella Mangani ed alle chitarre (classica e portoghese) di Felice Zaccheo.

Teatro di lunedì sera. Pieno. Sarà Pessoa, sarà il ricordo ancora così recente di Antonio Tabucchi e la nostalgia per la sua scrittura così semplice ed intensa, sarà che serate come questa non sono poi così frequenti. Sarà che la sala ci attende con un grande schermo calato sopra il sipario e appena si fa buio su quello schermo appare Tabucchi che racconta dello scrivere e della scrittura, che si moltiplica in immagini e parole. Bianconero già invecchiato, copertine di libri, verità appassionate.

Quando sale lo schermo e s’apre il sipario i leggii di Massimo Popolizio e Gianluigi Fogacci si animano sulle note della chitarra portoghese.

La storia narrata da Tabucchi forse la conoscete. Fernando Pessoa sul letto di morte aspetta la visita di tutti i suoi eteronimi e man mano che questi vengono a salutarlo ripercorre con loro pezzi di vita, narrazioni e filosofie.

Erano quattro le personalità poetiche inventate da Pessoa. Personalità diventate autentiche man mano che lo scrittore delineava il loro carattere, la loro attività, la loro psicologia, la loro carta astrale e, per qualcuno, anche il giorno della sua morte.

“L’origine mentale dei miei eteronimi sta nella mia tendenza organica e costante alla spersonalizzazione e alla simulazione“diceva Pessoa della sua incredibile creazione estetica ed ecco che fra palco e leggii s’avvicendano, nella stanza dell’ospedale São Luís dos Franceses, Álvaro de Campos, ingegnere navale e scrittore di liriche futuriste che, caso unico nella vita di Pessoa, esce fuori dall’ambito letterario e diventa finanche troppo presente nella vita reale del poeta; Ricardo Reis, medico, latinista e monarchico che predilige l’armonia classica della letteratura occidentale; Alberto Caeiro, colui che diede inizio al susseguirsi degli eteronimi , considerato da Pessoa come il maestro contadino, che propugnava una “non-filosofia” certo che nulla potesse far conoscere la Realtà, perchè questa è altrove; Bernardo Soares,impiegato in un ufficio della Baixa di Lisbona, il meno eteronimo di tutti, “una semplice mutilazione della mia personalità -diceva Pessoa- sono io senza il raziocinio e l’affettività“, autore del Libro dell’inquietudine, una delle maggiori opere della letteratura portoghese del secolo scorso.

Per tutti questi personaggi; Tabucchi ha un grande amore, per qualcuno anche molta tenerezza e li fa muovere accanto al poeta morente con immediatezza, memoria e molta ironia. Nessuna speculazione filosofica, ma tanta filosofia: nella trippa fredda e nelle minestre alentejane, nel non viaggio e nella Lisbona notturna vista con occhi innamorati da un miradouro, un panorama sulla cima della collina.

massimo popolizioMassimo Popolizio ci regala un Pessoa ancora curioso, vivace e pungente, cosciente che la morte stia arrivando e pronto ad accoglierla con la stravaganza che merita. Lavora sui toni, sul sarcasmo e sulla varietà delle voci, senza perdere occasione per rendere la grazia e lo splendore al testo. Discute con gli eteronimi interpretati da Gianluigi Fogacci ripetendo le loro parole, recitando i loro versi, a volte rappresentandoli in un ulteriore sdoppiamento.

Fra un eteronimo e l’altro s’insinua la musica di Felice Zaccheo e la voce limpida di Isabella Mangani, conosciuta alcuni anni fa ed oggi trasformata in quella di una fadista colta e appassionata, capace di interpretare la musica e il senso del destino con il cuore e la incarnazione lusitana.

Giunto alla sera del 30 novembre del 1935, Fernando Pessoa riceve la visita di un eteronimo minore, Antonio Mora, filosofo panteista pazzo, conosciuto nel manicomio di Cascais, autore de “Il Ritorno degli Dei” (“E quando gli dei torneranno perderemo questa unicità dell’anima, e la nostra anima potrà ancora essere plurale, come Natura vuole”).

E sulle finestre che si aprono alla notte per far volare l’anima, mentre la luna si fa immensamente grande e lontana, scorrono le ultime parole di Pessoa:

Caro António Mora, disse, Proserpina mi vuole nel suo regno, è ora di partire, è ora di lasciare questo teatro d’immagini che chiamiamo la nostra vita, sapesse le cose che ho visto con gli occhiali dell’anima, ho visto i contrafforti di Orione, lassù nello spazio infinito, ho camminato con questi piedi terrestri sulla Croce del Sud, ho attraversato notti infinite come una cometa lucente, gli spazi interstellari dell’immaginazione, la voluttà e la paura, e sono stato uomo, donna, vecchio, bambina, sono stato la folla dei grandi boulevards delle capitali dell’Occidente, sono stato il placido Buddha dell’Oriente del quale invidiamo la calma e la saggezza, sono stato me stesso e gli altri, tutti gli altri che potevo essere, ho conosciuto onori e disonori, entusiasmi e sfinimenti, ho attraversato fiumi e impervie montagne, ho guardato placide greggi e ho ricevuto sul capo il sole e la pioggia, sono stato femmina in calore, sono stato il gatto che gioca per strada, sono stato sole e luna, e tutto perché la vita non basta. Ma ora basta, mio caro António Mora, vivere la mia vita è stato vivere mille vite, sono stanco, la mia candela si è consumata, la prego, mi dia i miei occhiali.

ISABELLA MORONI
Giornalista culturale e autrice di testi ed adattamenti, si dedica da sempre alla ricerca di scritture, viaggi, tradizioni e memorie. Per dieci anni direttore responsabile del mensile "Carcere e Comunità" e co-fondatrice di "SOS Razzismo Italia", nel 1990 fonda l’Associazione Teatrale "The Way to the Indies Argillateatri". Collabora con diverse testate e si occupa di progetti non profit, educativi, teatrali, editoriali, letterari, giornalistici e web.

giovedì 24 ottobre 2013

16 ottobre: LAUREA AD HONOREM AD ÁLVARO SIZA VIEIRA - Politecnico di Milano

http://www.polimi.it/eventi/dettaglioevento/article/3582/laurea-ad-honorem-ad-alvaro-siza-vieira-2642/


Laurea ad Honorem ad Alvaro Siza


15 Ottobre 2013 - 8 Novembre 2013

Scuola di Architettura e Società _ Campus Leonardo



Il conferimento della Laurea magistrale ad Honorem si colloca, quest’anno, nel quadro delle celebrazioni del 150° anniversario del Politecnico di Milano e per questo assume, per la nostra Scuola, un particolare significato. La laurea da Alvaro Siza si affianca a quelle conferite, nel 1963, in occasione del centenario, ad Alvar Aalto, Louis Kahn, Kenzo Tange e, più di recente alle lauree in Planning conferite a Giancarlo De Carlo e Nuño Portas, confermando la continuità della nostra tradizione e della nostra linea di ricerca.

I rapporti con la Scuola di Porto sono stati per noi fondamentali anche nell’avvio del processo di internazionalizzazione, segnato per noi dal costante confronto e dialogo con le più significative ricerche progettuali condotte in ambito europeo.

Perciò abbiamo organizzato, a latere della cerimonia di conferimento della Laurea Honoris causa, in collaborazione stretta con Alvaro Siza, una mostra didattica sulla sua opera, dove saranno esposti disegni, modelli e fotografie di Gabriele Basilico e Roberto Collovà, che verrà inaugurata il pomeriggio del 15 Ottobre p.v., alle H 18.30, allo Spazio Mostre Guido Nardi e una Giornata di Studio- Milano-Porto, Architettura e Scuola che si terrà nella giornata di Giovedì 17 Ottobre p.v.

Inoltre, il 16 Ottobre, alle 14.30, presenteremo, con la partecipazione del Vice-Sindaco De Cesaris, il programma didattico “Ri- formare Milano”, all’avvio in questo anno Accademico.

L’insieme di queste iniziative costituiranno l’inaugurazione dell’ Anno Accademico 2013-14 della nostra Scuola.

Si ringrazia particolarmente Remo Dorigati e Maddalena d’Alfonso, principali promotori e curatori delle iniziative, e Simona Pierini per l'organizzazione ed anche Piercarlo Palermo, Gianni Scudo, Roberto Spagnolo, Guya Bertelli, Corinna Morandi che, insieme a Remo Dorigati, hanno proposto il conferimento della Laurea ad honorem.

Inaugurazione Mostra c/o Spazio Mostre Guido Nardi: 15 Ottobre ore 18.30

Laurea ad Honorem c/o Aula Rogers: 16 Ottobre 2013 ore 17.00
Iscrizione: http://www.150.polimi.it/#LHSiza/B>

Giornata Studio c/o Aula Rogers: 17 Ottobre 2013 ore 9-19
Iscrizione: http://www.150.polimi.it/#GiornataStudioSiza

Cerimonia di inaugurazione della mostra ALVARO SIZA - DISEGNI E MAQUETTES 15 Ottobre 2013: ISCRIZIONI AL LINK http://www.150.polimi.it/iscrizioni.php?id_evento=183&lang=it
Alvaro Siza http://alvarosizavieira.com/

Dulce Maria Cardoso editada pela Feltrinelli

Agradecemos a assinalação ao nosso leitor e amigo EROS OLIVIERI.

Il ritorno

“Un aereo tira una riga dritta in mezzo al cielo. In silenzio. Come un gesso pigro nella mano invisibile di dio. In altri tempi gli avrei risposto. Forse gli risponderò. In altri tempi avrei scritto, e forse lo farò, a lettere grandi per tutta la lunghezza del terrazzo in modo che debba per forza vedermi, io sono stato qui. Io sono stato qui.”

Il libro
Rui ha quindici anni e non capisce perché sono dovuti partire così tardi. È l’ultimo aereo che lascia l’Angola prima dell’indipendenza e c’è una confusione tremenda, gli ex coloni portoghesi quasi fanno a botte per andare via. Rui non sa come fare, con la madre e la sorella. E papà non arriva. Rui non ha mai visto la madrepatria. Quando scendono dall’aereo fa freddo. In Angola il freddo non esisteva. L’albergo di lusso dove li sistemano insieme a una massa di profughi dalle ex colonie è strano, sono tutti gentili ma distanti, sembrano in imbarazzo di fronte a loro. E papà non arriva. Rui non sa come fare. Non sa come fare con la madre malata, con le pasticche che non si trovano, con le crisi che incombono. Non sa come fare con la sorella che per integrarsi dimentica la vita di prima. Non sa come fare con la moglie del portiere che lo guarda con quegli occhi. Non sa come fare con la professoressa nuova che tratta lui e i suoi compagni “angolani” da deficienti. Ma papà quando arriva? L’ultimo straordinario romanzo di Dulce Maria Cardoso sui retornados dalle ex colonie dopo la Rivoluzione dei garofani. Con precisione narrativa e chiarezza di stile ammirabili, l’autrice ci svela un Portogallo in piena “restaurazione” post-dittatura. Una vicenda intensa, drammatica, raccontata attraverso gli occhi di un bambino, di “ritorno” in patria, che traccia una radiografia, anche linguistica, di un paese ancora intorpidito e forse frustrato dal recente capovolgimento storico.

Dulce Maria Cardoso è nata in Portogallo nel 1964, ma ha trascorso parte della sua infanzia in Angola. Tornata in Europa, si è stabilita a Lisbona e ha iniziato a scrivere soggetti cinematografici e racconti. Il suo primo romanzo, Campo di sangue (Voland, 2007), ha ricevuto il prestigioso Grande Prémio Acontece de Romance. Nel 2009 le è stato assegnato il Premio letterario dell’Unione Europea per Le mie condoglianze (Voland, 2007). Sempre per Voland ha pubblicato il suo terzo romanzo, Il compleanno, nel 2011.

http://www.feltrinellieditore.it/recensioni/2013/10/14/il-ritorno-di-dulce-maria-cardoso/

mercoledì 23 ottobre 2013

Lisboa no olhar de Michela Graziosi




A Michela começou por estudar português em Roma, deixou-se encantar por Lisboa e escreveu um esplêndido texto, publicado pelo jornal Público no P3: Lisboa: a beleza está em toda a parte.

Parabéns pelo texto e pela fotografia, Michela!

Firenze, 26 ottobre: Regina Pessoa e Abi Feijó al 35º Festival Internazionale Cinema e Donne

IN
http://embportroma.it/la-regina-dell-animazione-regina-pessoa-e-abi-feij-al-35-festival-internazionale-cinema-e-donne/

In questa 35ª edizione del "Festival Cinema e Donne", il Portogallo sarà rappresentato da Regina Pessoa, la più importante autrice di cinema d'animazione contemporanea.

Il Festival Internazionale di Cinema e Donne, che da oltre trent'anni racconta l'ingresso delle donne nel mondo dell'audiovisivo, si svolge nell'ambito della manifestazione 50 Giorni di Cinema Internazionale a Firenze, promossa da Comune e Provincia di Firenze, Regione Toscana e Fondazione sistema Toscana.

Regina Pessoa esprime nelle sue opere ricercate e personalissime la grande cultura del suo Paese, per la quale ha entusiasmato critici e amanti del disegno animato di tutto il mondo e forma con Abi Feijo la coppia straordinaria della nuova scuola portoghese di animazione.
Assieme guidano la casa di produzione CiclopesFilm.
Caratteristica dell'opera di Regina Pessoa è la grande intensità che si concentra in film brevi ma notevolissimi, il cui valore è stato riconosciuto da moltissimi premi prestigiosi. Lavora con molte tecniche, e sopratutto su una di sua creazione, l'incisione su blocchi di gesso, che conferisce alle immagini una qualità di luminosità "dall'interno" assolutamente unica ed emozionante. In una sua intervista, così definisce le possibilità di questa tecnica "Così da aprire la luce dentro il nero, e far venire alla superficie il disegno". I risultati incantano, creando un universo di contrasti che permette di comunicare forti sentimenti e definire perfettamente ambienti e paesaggi. La sua Trilogia dell'infanzia è considerato un vero e proprio capolavoro ("A Noite" "Historia Tragica con Final Feliz", "Kali, o Pequeno Vampiro").
Attualmente lavora sul tema della vecchiaia.

Regina Pessoa sarà introdotta al pubblico e alla critica dalla specialista del cinema d'animazione Matilde Tortora, che su di lei ha scritto anche un libro.

segnalato da ISABELLA PADELLARO
Sabato 26 ottobre 2013 h. 17.00
Cinema Odeon - Piazza Strozzi 2

Evento speciale in collaborazione con Ambasciata del Portogallo in Italia e Istituto Camões:

Regina Pessoa e Abi Feijó: i giganti portoghesi dell'animazione
L'APPRENDISTATO
O sadeadores
di Abi Feijo, 1993, 14'
Fado Lusitano
di Abi Feijo, 1995, 6'
Clandestino
di Abi Feijo, 2000, 7'
Su commissone
Ciclo vicioso
di Regina Pessoa, Abi Feijo, Pedro Serrazina,
1996, 23''
Odisseia nas imagens
di Regina Pessoa, 2001, 35''
Bergamo Film Meeting
di Regina Pessoa, Abi Feijo, 2012, 40''
La Trilogia
A noite
di Regina Pessoa, 1999, 7'
História trágica com final feliz
di Regina Pessoa, 2005, 8'
Kali o pequeno vampiro
di Regina Pessoa, 2012, 9'
Alla presenza degli autori, introdotti da Matilde Tortora.

http://www.laboratorioimmaginedonna.it/?page_id=3147
http://www.50giornidicinema2013.it/

Urogallo pubblica Mia Couto


Mia Couto
Ventizinco

codice ISBN 978-88-97365-19-8,
110 pp. | 12,00 €

Per ordinare il volume, non esitate a contattarci ai nostri tradizionali contatti, ripetuti in calce a questa mail.

Il libro:

Ventizinco è stato pubblicato in Portogallo nel 1999, per l’occasione del 25º anniversario della Rivoluzione del 25 aprile 1974. Questo romanzetto costituisce una riflessione sul senso che la Rivoluzione dei Garofani ha assunto, negli anni, dentro e fuori il Portogallo stesso, visto che essa è stata il punto di partenza per la liberazione delle colonie africane dal regime coloniale

Sullo sfondo di una località sperduta nell’interno del Mozambico si svolgono varie parabole di vita sconvolte, nel bene e nel male, dall’improvviso crollo del sistema coloniale. Il libro si compone di vari capitoli ognuno dedicato a una giornata, dal 19 al 30 aprile 1974, nell’imminenza e nelle immediate conseguenze della Rivoluzione dei Garofani. C’è chi prepara la vendetta, e chi, invece, come il commissario della polizia segreta del regime, non riesce a comprendere la portata degli eventi, continuando come se nulla fosse a perpetuare un regime che non c’è già più.


Dall’interno del volume:

«La sua paura era questa: che quelli che sognavano di essere bianchi tenessero i destini del paese. Proclamavano mondi nuovi, tutto in nome del popolo, ma niente era cambiato se non il colore della pelle dei potenti. La pentola della miseria sarebbe rimasta sullo stesso fuoco. Sarebbe cambiato solo il coperchio».

«Questo venticinque ancora non è niente. Devono venire altri venticinqui, più nostri, di quelli in cui ci sono solo un prima e un dopo».


L’autore

Mia Couto è considerato dalla critica il più grande scrittore mozambicano vivente. Di certo, con la sua prosa originale e audace, non è un autore che lascia indifferente il lettore. Noto per il suo sperimentalismo linguistico, che attinge direttamente alle fonti della scrittura del brasiliano João Guimarães Rosa e dell’angolano Luandino Vieira, si contraddistingue per una prosa che gioca molto sulla fusione di parole ed è marcata da una musicalità del tutto speciale.
Lettissimo in Portogallo, è tradotto nelle principali lingue europee. In Italia ha al suo attivo Voci all’imbrunire (Edizioni Lavoro, 1993); Il dono del viandante e altri racconti (Ibis, 1997); Terra sonnambula (Guanda, 1999); Sotto l’albero del frangipani (Guanda, 2002); Un fiume chiamato tempo, una casa chiamata terra (Guanda, 2005); Ogni uomo è una razza (Ibis, 2008); Perle (Quarup, 2011); Veleni di Dio, medicine del Diavolo (Voland, 2011).


Edizioni dell'Urogallo
Corso Cavour, 39
I-06121 Perugia
+39 075 5720560
+39 392 7129345
www.urogallo.eu

martedì 22 ottobre 2013

OGGI SPOSI

Não foi mesmo hoje... Foi no domingo passado: o nosso amigo Duarte, marco importantíssimo da presença portuguesa em Roma nos últimos anos, trocou o Lácio pela California... Para se casar com a belíssima Yelena!

MUITOS PARABÉNS!!!
MUITAS FELICIDADES!!!

De seguida um poema que lhes dedicaram Ivana Bartolini e Mariarita Vecchio, traduzido em português e em inglês.

Per Duarte e Yelena

La notte romana
lenta, piena di luna,
il profumo dei cornetti é nell'aria.
Le ombre si allontanano
resta il rumore dell'acqua
nella fontana
e
l'andare lento
delle tartarughe
che si stagliano contro il cielo.

1° agosto 2013





A noite romana
lenta, cheia de lua,
o perfume dos croissants no ar.

As sombras afastam--se
permanece o rumor da água
na fonte
e
o andar lento
das tartarugas

que se desenham contra o céu.

(trad. Francisco Dias)

The Roman night
slow, moon-full,
the smell of cornetti in the air.

The shadows depart
leaving the sound of water
in the fountain
and
the slow movement
of the turtles

outlined against the sky.

(trad. Peter Douglas)