lunedì 21 gennaio 2008

Via dei Portoghesi por Roesler Franz


Assinalando o centenário da morte de Ettore Roesler Franz, o Museo di Roma in Trastevere inaugurou, em Dezembro último, a exposição "Paesaggi della Memoria", cujo núcleo fundamental consta das suas célebres aguarelas da Roma desaparecida.
Entre elas, uma imagem de uma Roma que, para nossa alegria, não despareceu (apesar de ter corrido sérios riscos, com os planos regularizadores do início do século XX, interrompidos pelas Primeira e Segunda Guerras Mundiais): trata-se da representação da Via dei Portoghesi, tendo ao centro a Torre della Scimmia e entrevendo-se o Convento de Santo Agostinho e a igreja nacional de Santo António dos Portugueses.
Vale a pena visitar esta belíssima exposição de tom nostálgico, patente no museu da Piazza Sant'Egidio até 24 de Março.




NEL CENTENARIO DELLA SUA MORTE ROESLER FRANZ AL MUSEO DI ROMA IN TRASTEVERE
Comunicato stampa
IMMAGINI A COLORI
DI UNA ROMA SCOMPARSA

Dal 19 dicembre 2007 al 24 marzo 2008 una mostra raccoglie una ricca selezione di acquerelli del famoso vedutista dell’Ottocento

Roma, 18 dicembre 2007

Memorie e immagini di un tempo passato, quartieri, vicoli e case attraversati da genti e mestieri
ormai scomparsi. Gli acquerelli di Ettore Roesler Franz (1845-1907) sono la testimonianza a
colori della Roma sparita di fine Ottocento, la città che oggi gli rende omaggio nel Centenario
della sua morte con la mostra "Paesaggi della memoria: gli acquerelli romani di Ettore
Roesler Franz dal 1876 al 1895", ospitata dal 19 dicembre 2007 al 24 marzo 2008 al Museo
di Roma in Trastevere.
(...)

Padrone assoluto della difficile tecnica dell’acquerello, artista poliglotta dalla mentalità cosmopolita
ma, allo stesso tempo, profondamente legato alla sua città, Ettore Roesler Franz con le sue opere
volle dare testimonianza, in Italia e all’estero, dei profondi cambiamenti vissuti da Roma
dopo la sua proclamazione a capitale d’Italia nel 1870 e dopo l’ultima, disastrosa
alluvione del 31 dicembre dello stesso anno. Il rapido processo di modernizzazione della città
lo spinse a dipingere e a fotografare le zone interessate dalle ristrutturazioni urbanistiche e quelle
più esposte al pericolo di demolizione. La sua attenzione si rivolse alle zone maggiormente
coinvolte in questi irreversibili mutamenti: le rive del Tevere – dove furono abbattuti gli edifici
costruiti a ridosso del fiume per poter costruire i muraglioni di contenimento al fiume - ma anche
le zone di Piazza Venezia, del Ghetto e dei rioni storici di Borgo, Trastevere e Monti, dove furono
cancellate importanti testimonianze urbanistiche, architettoniche e artistiche della Roma del
passato.

Nella mostra "Paesaggi della memoria" si possono ammirare 79 dei 120 acquerelli a cui
l’artista lavorò dal 1876 al 1895, in un percorso che abbraccia le due sponde del Tevere, la
riva destra e la riva sinistra, raccontando la vita che scorreva nei vari rioni in una realtà incontaminata.
Presentati anche alcuni ritratti di Ettore Roesler Franz e della sua famiglia e 15
acquerelli in cui l’artista raffigurò gli acquedotti della campagna romana. Questi "giganti
dell’acqua", con i loro grandiosi ponti, furono una delle mete preferite dal vedutista romano che
sembra invitare idealmente l’osservatore a ripercorrere quegli itinerari così suggestivi e poco noti.
Tutte le opere descrivono con sensibilità antropologica le molteplici attività della vita quotidiana di
una città che ancora aveva la dimensione umana e sociale di un paese. Negli acquerelli dedicati a
Roma sparita troviamo raffigurati, con dovizia di particolari, vecchi saperi e abilità popolari e le
attività, ormai scomparse, legate all’economia fluviale. L’edificazione dei muraglioni di
contenimento al Tevere, infatti, se da un lato eliminò il problema delle piene alluvionali, dall’altro
cancellò tutti i mestieri basati sulla vicinanza dell’acqua, come gli acquaioli, i vaccinari, i vascellari, i
tintori, i traghettatori, i mugnai, i pescatori, i legnaioli, i marinai, le lavandaie, i renaioli e i
fiumaroli.

Un mondo che il vedutista romano riuscì a documentare nei suoi 120 acquerelli, suddivisi in tre
serie, ciascuna di 40 opere. La prima serie da lui dedicata a Roma pittoresca/Memoria di un’era
che passa venne ospitata al Palazzo delle Esposizioni nel 1883, anno della sua
inaugurazione. Leopoldo Torlonia, allora sindaco di Roma, si interessò direttamente all’acquisto
delle opere che costò £ 18.000 alle casse comunali. Le ultime due serie, invece, furono
acquistate l’anno successivo alla morte di Roesler Franz, dopo alcune dibattute sedute della giunta
capitolina, per la cifra di £ 35.000. La serie completa fu presentata per la prima volta a Castel
Sant’Angelo nel 1911, in occasione dell’Esposizione Universale di Roma.

Gli acquerelli di Roma sparita, come è meglio conosciuta la raccolta, furono inizialmente sistemati
nel Palazzetto della Farnesina ai Baullari, poi trasferiti a piazza Bocca della Verità nell’appena
inaugurato Museo di Roma che però venne chiuso nel 1939 a causa della guerra. Ebbero la loro
definitiva sistemazione solo nel 1952 nella nuova sede del Museo di Roma a Palazzo Braschi. Nel
1980 ventotto acquerelli della raccolta vennero trasferiti nel Museo del Folklore a Trastevere, da
poco inaugurato, dove sono ancora oggi esposti a rotazione per periodi limitati.

Ettore Roesler Franz, pittore del paesaggio e della memoria, viaggiò a lungo in Italia e in
Europa, come dimostrano le 46 esposizioni realizzate in Italia e le 23 all’estero, legandosi in
particolar modo alla Gran Bretagna (tutti i materiali dei suoi acquerelli – carta, pennelli e colori –
sono di provenienza inglese), il paese dove soggiornò più volte e dove si trovavano i maggiori
acquirenti delle sue opere. In circa 35 anni di attività questo geniale vedutista, ammiratore della
pittura di Turner, di Constable ma soprattutto di Corot, dipinse più di mille acquerelli e fondò (ne
fu più volte presidente) la Società degli acquerellisti di Roma. Invece dipinse appena una
quindicina di olii e poche altre opere a tempera, a testimonianza del suo amore per la tecnica
dell’acquerello che riteneva essere il mezzo migliore per riprodurre le vedute campestri e
specialmente la trasparenza dei cieli e delle acque.

Suoi soggetti preferiti sono i paesaggi della campagna romana, laziale e abruzzese, le vedute di
Tivoli e quelle inglesi, ma la notorietà di Franz resta indissolubilmente legata alle tre serie di
Roma sparita che ancora oggi ci suggestionano facendoci immaginare una Roma che ormai non
vive più.
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1 commento:

Sapka ha detto...

Francisco, podias pôr uma imagem actual, para se comparar. Obrigado pelo disco! Um abraço JB