lunedì 26 ottobre 2009

Manoel de Oliveira - Premiado sexta-feira no Capitólio

Manoel de Oliveira recebendo o prémio das mãos do presidente da Associação Eureka.

S.E. o senhor Embaixador de Portugal junto do Estado Italiano, Dr. Fernando d'Oliveira Neves e o Conselheiro Cultural de Portugal na mesma Embaixada, Prof. Paulo Cunha e Silva com Manoel de Oliveira.


Dois premiados: o actor italiano Alessio Boni e o realizador português Manoel de Oliveira.


"L'Alentejo dei ritmi lenti" in Qui Touring


Agradecemos a assinalação de Roberta Spadacini


L'Alentejo dei ritmi lenti


La signora dietro al bancone prende le ordinazioni come prende la vita: con calma. Intabarrata nel suo vestito nero ravvivato da un grembiule rosso con i fiorellini dopo un quarto d’ora esce lenta sul marciapiede che funge anche da veranda pur essendo senza copertura e butta lì un O senhor o que è que quiere?. E quando uno si sente chiamare o senhor mette da parte la foga da cittadino in vacanza e inizia a sintonizzarsi con il ritmo dell’Alentejo. Lento. “Che c’è da mangiare?”, “dipende”. Dove dipende sta per “dipende quanto tempo siete disposti ad aspettare”. Perché da queste parti si mangia quel che c’è. E quel che c’è è prima da pensare, preparare e poi, in caso, cuocere. Dopo aver vinto un’insalata mista cosparsa di bottarga e una imperial, ovvero il bicchiere di birra alla spina che accompagna la vita dei portoghesi più di un fado di Amalia, si può star contenti ad aspettare. E dedicarsi all’unica attività possibile: contemplare il paesaggio. In qualsiasi bar di passaggio, in qualunque pomeriggio dell’anno, la scena è invariabilmente la stessa: alberi di sughero a perdita d’occhio, campi di grano che seguono il profilo delle colline, qualche auto, poche persone, per lo più anziane e a capo coperto. Se siete in cerca di spazio accomodatevi: l’Alentejo è la maggior riserva di spazio di tutto il Portogallo. Spazio per gli occhi, spazio per la mente, spazio per vagare senza meta cercando la fine di una strada che sfila via lungo l’orizzonte. Sopra un cielo pieno che promette acqua e sole con la stessa netta durezza. Qui le nuvole sembrano sempre aver fretta di andare altrove, la pioggia dura poco e il sole fa sempre capolino, come se si fosse ancorati su una zattera alla deriva in mezzo al mare. E in effetti l’Alentejo spesso viene considerato un mare interiore: l’infinito retrobottega di un Paese di marinai attaccati alla roccia. Strana terra, l’Alentejo. Cammini per chilometri senza trovare una casa che sia una. Solo colline piantate a grano e querce da sughero che se ne stanno come baobab nel Sahara. Qui e lì un uliveto centenario, una stalla un po’ caduta, terreno arido e resti di case. Ogni tanto, dietro una curva, oltre una collina, sbuca qualche paese segnalato con baldanza sulle carte geografiche, quasi fosse una metropoli. E invece è un abitato di poche case raccolte intorno alle chiese matríz; tutte immancabilmente imbiancate a calce, con i contorni segnati di blu o di giallo, come si usa da queste parti. Hanno nomi belli e pochi abitanti, per lo più contadini. Si chiamano Grândola, Santiago do Cacém, Alvito, Cuba. L’unica città degna di questo nome è Beja, che è uguale agli altri paesi della zona, solo un po’ più grande.


Lontani o vicini?
Così, al massimo, lungo la strada, oltre a un desolato benzinaio della Galp dove fermarsi a prendere una birra, si trova qualche maiale grande e nero, allevato a ghiande e rifiuti. Animali grossi con cui si prepara il piatto migliore della regione: carne de porco à alentejana, una ricetta che mischia maiale e vongole, quasi a racchiudere il destino di queste terre. Strette tra la Spagna e l’Atlantico, povere e spopolate da che si ricordino i libri di storia. Qui i turisti sono ancora merce rara. Il boom delle vacanze per inglesi è altrove, qualche centinaio di chilometri più a sud, in Algarve. Lisbona è vicina, certo. Ma in Alentejo non se ne sono mai curati troppo. Per secoli questo era il regno del latifondo più duro che ci fosse. La gente viveva la sua vita nei piccoli paesini e a Lisbona andavano solo i signori, quelli che abitavano nella casa grande, in cima alla collina, vicino alla chiesa. Gli altri, i cafoni, stavano nelle casette piccole. Le une attaccate alle altre, come a voler significare che la gente di queste parti non aveva altra ricchezza che aiutarsi a vicenda. Sarà forse per questo che quando nel 1974 il regime salazarista è caduto qui sono diventati tutti comunisti. Terre occupate, latifondi divisi e via con l’epoca delle fattorie collettive. Un sogno svanito presto: negli anni i vecchi latifondisti si sono ricomprati le terre collettivizzate e addio compagni. Come presto è evaporato il sogno industriale costruito a Sines. Raffinerie, alte torri e un oleodotto. I moli di cemento a spingersi nel mare e un grande porto sull’Atlantico senza che da queste parti ci fosse alcunché da caricare. Ma forse i governanti di allora intendevano spedire le speranze, chissà. Raccontato così l’Alentejo sembra una terra triste. Il che, a ben vedere, fa il paio con un certo stereotipo del Portogallo. Quello che lo vuole come una Spagna in tono minore. Togli il ritmo del flamenco e metti le nenie del fado; leva la ricchezza anche visiva della paella e prendi un onesto bacalhau; dimentica l’effervescenza della Spagna campione d’Europa e ricordati di una nazionale di calcio che è riuscita a perdere un Europeo già vinto giocando in casa contro la piccola Grecia. Eppure non è così. Se è vero “che ci sono più cose in cielo e in terra di quante ne racconti la filosofia” è altrettanto vero che c’è più da vedere in Alentejo di quanto dicano le guide. Tutto sta negli occhi di chi guarda.

Verso l'oceano
Perché serve un certo allenamento a percepire la bellezza aspra della costa Vicentina, il litorale alentejano che dalle foci del Sado scende fino alle montagnole che segnano il confine con l’Algarve. Un litorale ventoso, inospitale per chi vuole prendere il sole, con un mare perennemente agitato che respinge chi vuole fare un bagno. Eppure capitare dalle parti di Vila Nova de Milfontes sul far della sera è uno spettacolo che va visto: le scogliere ampie che si tuffano nell’Atlantico, il vento che schiaffeggia il grano, qualche mucca che si gode il fresco, le luci di piccole masserie che si accendono qua e là. Il trionfo di questo paesaggio è Zambujeira do Mar: trenta chilometri più a sud di Vila Nova. Qui c’è una grande spiaggia riparata che ricorda l’Algarve, ma la vita è ferma per 360 giorni l’anno. Si anima solo all’inizio d’agosto, quando nei campi dietro il paese montano un palco degno di San Siro e l’orizzonte si riempe di tende. È il Festival Sudoeste: ritrovo per gruppi rock di ottimo livello che arrivano da mezzo mondo. È l’unico periodo in cui viene messa a repentaglio la quiete di queste zone. Per il resto dell’anno, nulla. Se da queste parti avessero sepolto Kant non si sarebbe trovato male: la legge morale dentro di lui e un cielo stellato a far da corona a una notte di silenzi. Perché in Alentejo la notte sembra più notte. Scura, come ancora la disegnano solo i bambini. Nera, come il vestito di una signora che prende le ordinazioni. Con calma.


IN

venerdì 23 ottobre 2009

Continuar "Os Maias": Rosanna Cimaglia


Versão nº 6: Rosanna Cimaglia.
- Que diz o Sr. Pimenta da senhora condessa, Baptista? Ela diverte-se?


Ao ouvir aquela pergunta, Baptista parou um instante e logo, continuando os seus deveres, respondeu a Carlos:
- Que pergunta é essa V. Ex.ª! Com certeza a senhora se veste-se! E ela tem sempre com roupas à moda. Como já lhe disse ela era uma Miss Tompson do Porto, ela vem duma família rica acostumada a tratar-se bem e a frequentar ambientes à moda... O senhor tem de saber que a condessa é uma das mulheres mais admiradas na cidade pela sua elegância...
- Tista, o que é que estás a dizer?! Eu perguntei-te se ela se diverte!!
- Ah, desculpe meu senhor...sim...se ela se converte...? Mas porque é que ela se deveria converter? O senhor acha que é melhor ser doutra religião?
- Baptista pára um momento! Ficaste surdo? Eu perguntei-te se ela se diverte, percebes? DI-VER-TE-SE...

Baptista tinha percebido desde o primeiro instante o que Carlos queria saber, mas ele não queria responder. Carlos era um homem superficial, leviano, que gostava só de gozar e brincar. Ele não tinha ocupação nenhuma, ele não sabia mesmo da existência da palavra “trabalho” ou do respeito pelos outros. Ele tinha ganho o título nobiliárquico ao jogo e depois de ter dissipado o dinheiro da sua família estava a tentar a sorte seduzindo mulheres nobres e com muito dinheiro...e se elas eram bonitas e disponíveis, tanto melhor!

Baptista, continuando a sua farsa, respondeu-lhe:
- Desculpe, meu senhor, é que estou com gripe e não ouço bem. Para responder à sua pergunta digo-lhe que com certeza que a senhora condessa se diverte. Acho tão gentil que V. Ex.ª se preocupe com a saúde e o tempo livre da senhora, agora que sabe que o casamento da condessa não é feliz... mas a condessa é uma mulher inteligente e hábil e sabe bem como empregar o seu tempo livre!
- Ah, muito bem, Tista... Continua lá...
- Sim, ela sabe jogar bem a poquer, ela gosta muito de andar a cavalo e de ir ao teatro e...
- Tista! Tista! O que é que está a acontecer contigo hoje! A minha pergunta é clara! A senhora condessa tem amantes?

Baptista não podia continuar esconder-se atrás as palavras. Era preciso responder a Carlos... E então começou a contar do Pimenta e da condessa, de como ela lhe tinha feito uma corte tão grande que ele não tinha podido resistir. Ela divertia-se muito com o Pimenta (não era por acaso que ele era chamado de “Pimenta”...) mas ele era um homem com sentimentos e tinha ficado tão apaixonado por ela, que queria viver com ela e não podia tolerar mais ver a mulher amada maltratada por um marido rude, grosseiro e maçador... Estas coisas não estavam no género do Pimenta. Ele tinha tentado convencer a condessa a fugir – até tinha pedido a sua ajuda - mas ela tinha preferido continuar a mandar o condado à tábua às vezes, mas ficar com o seu título nobiliárquico. De resto... uma mulher de grande fascínio como ela não tnha nenhum problema em encontrar um outro amante...

- Então, Tista, ela esta à procura... (era claro que o facto do Tompson velho não querer abrir os cordões à bolsa era um problema, mas ele saberia como a seduzir...)

Mas o Tista, que se estava a divertir com Carlos, não tinha intenção de acabar ali mesmo o seu entretenimento e respondeu a Carlos:
- Meu senhor...acho que tem de esperar a sua vez... pois V. Ex.ª não sabe que “a ocasião faz o ladrão”?

ROSANNA CIMAGLIA

5 Novembre: Conferenza all'IPSAR


Giovedì 5 Novembre 2009, Ore 18

Conferenza in collaborazione con:
CHAM (Centro de História de Além-Mar)

Faculdade de Ciências Sociais e HumanasUniversidade Nova de Lisboa


"Dal Mediterraneo all’’Atlantico. Venezia, Firenze e Lisbona.

Rotte commerciali, diplomatiche e di conoscenza.

1300-1550".


Tenuta da

Dott. Angelo Cattaneo


ISTITUTO PORTOGHESE DI SANT'ANTONIO IN ROMA

via dei Portoghesi, 2

mercoledì 21 ottobre 2009

Venerdì 23 ottobre: Manoel de Oliveira a Roma per il premio ''Le Cattedrali Letterarie Europee''


Meryl Streep, Alessio Boni, Andrea Camilleri, Manoel de Oliveira e Ermanno Olmi. Sono loro i vincitori della terza edizione del premio internazionale ''Le Cattedrali Letterarie Europee''. La cerimonia di premiazione per Boni, Camilleri e De Oliveira si terra' venerdi' prossimo nella Sala della Protomoteca, in Campidoglio, a partire dalle 17,30, mentre quella in onore di Meryl Streep si svolgera' il prossimo 24 ottobre nella sede del Centro Studi Americani di Roma, dalle 17.

Il riconoscimento, istituito e realizzato dall'Associazione Culturale Eureka, intende premiare i piu' alti esponenti della cultura mondiale che, con il loro lavoro, hanno contribuito alla diffusione del patrimonio umanistico europeo. Nelle precedenti edizioni, il premio e' stato conferito, tra gli altri, a Roberto Benigni, Umberto Eco, Claudio Magris, Pietro Citati, Dario Fo e Francis Ford Coppola.



IN
http://www.adnkronos.com/IGN/News/Cultura/PREMI-CAMILLERI-MERYL-STREEP-E-OLMI-TRA-I-VINCITORI-DE-LE-CATTEDRALI-LETTERARIE-EUROPEE_3898403856.html


Novo disco de Mafalda Arnauth em Itália

Agradecemos a assinalação a Federica Forte.

Dal Portogallo la rivoluzionaria interprete del nuovo Fado
MAFALDA ARNAUTH
presenta il suo ultimo album
FLOR DE FADO

(cd+dvd Universal Music Portugal – distribuzione in Italia Egea Music,
in uscita il 2 novembre 2009)

Roma, martedì 10 novembre, ore 12.00
La Feltrinelli Libri&Musica, Viale Libia 186


Flor de Fado è il quinto disco della giovane Mafalda Arnauth, le cui canzoni sono divenute inni per le giovani generazioni di portoghesi, che vedono in lei un simbolo dell’emancipazione dal passato. Come dice la stessa interprete, Flor de Fado “parla di amore puro, fraterno, universale, interiore. Non c’è la solita attitudine fatalista: c’è fado, ma senza ovvietà”, un’attitudine che rompe i vecchi canoni e porta al grande pubblico la canzone tradizionale portoghese.

lunedì 19 ottobre 2009

Lanciani a Palermo per il "Mondello Giovani"


A Professora Giulia Lanciani, responsável pela Cátedra José Saramago da Faculdade de Letras da Università degli Studi di Roma Tre, vai estar no final desta semana em Palermo, participando no atribuição do Prémio Mondello Giovani.
Aqui deixamos algumas informações sobre este prémio literário.

IN:

Mondello Giovani - Festival della letteratura giovane è il nome di un festival letterario che dal 2008 si svolge nel capoluogo siciliano. Di fatto, nasce dallo storico Premio Mondello ed è una kermesse riservata agli scrittori under 35, con dibattiti, presentazioni di libri, tavole rotonde e confronti fra editori e giovani autori di narrativa.Non è una gara o un concorso letterario, come al contrario il Premio Mondello, per cui non è prevista la consegna di un riconoscimento finale a uno o più autori. Il festival si pone, semmai, come un "contenitore culturale" e di approfondimento, nel quale condensare un dibattito sui nuovi stili letterari, sulla generazioni di nuovi scrittori e sulle tendenze in atto, a confronto con la tradizione narrativa italiana. Nell'ambito del Mondello Giovani, comunque, nell'edizione 2008 sono stati assegnati riconoscimenti ad alcuni giovani scrittori, vincitori del concorso "Pronti per Einaudi".Nel 2009, il Mondello Giovani, insieme a Vodafone Italia, ha bandito il concorso "Sms Poesia", grazie al quale i ragazzi under 28 hanno potuto inviare loro brevi componimenti poetici attraverso la funzione sms dei loro telefoni cellulari.Fra gli ospiti delle prime due edizioni del festival, giornalisti, critici e scrittori come Caterina Bonvicini, Nicola Lagioia, Chiara Gamberale, Flavio Soriga, Caterina Soffici, Filippo La Porta, Antonio Scurati, Tiziano Scarpa, Alberto Samonà, Simona Vinci, Alessandro Baricco, Silvia Ballestra, Alba Donati, Tommaso Pincio, Franco Cordelli, editori del calibro di Antonio Sellerio e Marco Cassini (Minimum Fax), e diversi artisti e personaggi dello spettacolo, fra cui Vincenzo Pirrotta, Patrizia Laquidara, Etta Scollo, i SeiOttavi, Federico Russo, Daniele Magro.Come anche il Premio Mondello, il Mondello Giovani è promosso dalla Fondazione Banco di Sicilia.

"Un personaggio di nome José Saramago" di Irenella Sardone


Magnifíco texto da nossa aluna Irenella Sardone a propósito do encontro da passada quarta-feira com José Saramago. Obrigado, Irenella!


Grande protagonista in questi giorni è lo scrittore portoghese José Saramago, in Italia per promuovere il suo ultimo libro, Il Quaderno, edizione Bollati Boringhieri. Milano, Torino, Alba e infine Roma, queste le tappe che hanno segnato il suo intenso tour. A Roma la presentazione si è tenuta il 14 ottobre, in un gremito Teatro Quirino, dove la folla ha accolto lo scrittore con grande entusiasmo.
Ateo e smaccatamente anticlericale, comunista militante durante e dopo la dittatura salazarista in Portogallo, Saramago è uno scrittore prolifico, la cui importanza è stata riconosciuta nel 1998 con il conferimento del Nobel per la letteratura, che ha fatto molto parlare di sé, per le sue idee radicali -o semplicemente scomode- sulla Chiesa cattolica, sugli ebrei, sull’America per citarne solo alcune. La sua ultima opera raccoglie gli interventi che nell’ultimo anno l’autore ha pubblicato su un blog, da egli stesso definito una finestra sull’attualità: vari i temi dunque, e trasversali dalla penisola iberica, all’Italia, all’Europa fino agli Stati Uniti. Un quaderno denso di opinioni, o meglio di giudizi coraggiosi e taglienti, di critiche sagaci e impietose, dotate di una forza espressiva inedita e quanto mai pungente, tra le quali scorgiamo una predilezione per nulla celata nell’orientare lo sguardo al nostro paese (“Non è colpa mia se è in Italia che esiste un Berlusconi!”).
Molto è stato detto di lui, del romanziere Saramago, del poeta, del drammaturgo, dell’intellettuale, del giornalista, dell’ateo, e i giudizi si dividono nettamente tra detrattori e fedelissimi affascinati dal carisma di quest’uomo dalla parola sferzante. Tuttavia, quello che più colpisce oggi, alla luce del suo “tour italiano” è il personaggio Saramago, in cui convivono due figure, quella che emerge dai suoi scritti, solida e robusta, e quella che si presenta sulla scena del Teatro Quirino, ovvero quella di un vecchietto magro ed emaciato dalla malattia, dalla postura malferma, apparentemente lontanissima dalla personalità vulcanica che ci si può figurare leggendo i suoi libri.
86 anni, in pochi giorni ha girato l’Italia, prodigandosi in interviste (rilasciate a Flores d’Arcais su MicroMega, a Serena Dandini in tv) ed incontri, come quello con Rita Levi Montalcini di cui si è detto entusiasta, e che è stato il fil rouge del suo discorso al Teatro Quirino (“Da grande voglio essere come R. Levi Montalcini” recita il titolo di un passo del Quaderno). Secondo Saramago in Italia si parlano due lingue, quella di Rita Levi Montalcini e quella di Silvio Berlusconi, e domanda al pubblico: “Chi volete, R. Levi Montalcini con le sue parole, o Berlusconi con i pensieri che non ha?” Amare risate accompagnano l’applauso spontaneo.
Molti sono i passi del Quaderno che hanno come bersaglio il primo ministro italiano, ed infatti ricordiamo la polemica innescata dal rifiuto da parte della consueta casa editrice di Saramago, la Einaudi (che, ricordiamo, appartiene al gruppo Mondadori e quindi è di proprietà della famiglia Berlusconi) di pubblicare questo libro, generando quanto meno una certa pubblicità -gratuita e d’élite- al nostro personaggio; Saramago tuttavia evita la questione al Quirino, salvo riprenderla nel salotto della Dandini, liquidandola senza esitare a dire che “Peggio che la censura c’è solo l’auto-censura“, dato che i vertici aziendali della Einaudi si sarebbero nascosti dietro un’eccessiva, ipocrita prudenza.
José Saramago condanna l'indifferenza dell’opinione pubblica attuale (facendoci tornare in mente Antonio Gramsci), parla del fascismo e delle sue nuove forme (”Non arriverà con le camicie nere, ma con quelle di Armani”), del potere del voto in democrazia, di Napolitano, di Obama, di Ratzinger (“…poco più di un dettaglio”, dichiarerà a Flores d’Arcais), di Roberto Saviano (rammaricato di non averlo incontrato e “che sia il benvenuto a Lisbona o a Lanzarote, se decide di emigrare”); non risparmia critiche a nessuno, ma quello che colpisce è la sottile ironia che pervade ogni argomento, che gli permette di gestire con scaltrezza e adeguato distacco qualsiasi tema, anche quello necrofilo tirato in ballo da un’inopportuna professoressa (sedicente collega dello scrittore), che accenna alla grave malattia vissuta da Saramago qualche anno fa, affermando che lo scrittore avrebbe finto di morire per poi tornare a questo mondo. Probabilmente la docente desiderava fare un complimento alla vitalità di quest’uomo, fatto sta che la platea -in un primo momento perplessa, si abbandona ad una fragorosa risata quando incontra lo sguardo interrogativo e allo stesso tempo canzonatorio dello scrittore. “Esistono due forme di morire: la morte, e la morte vera e propria” dirà in seguito, “e io credo di aver sperimentato solo la prima” chiudendo la questione con impeccabile maestria.
Insomma, la forza di José Saramago è la parola, come veicolo di espressione del pensiero, anche del più semplice purché sia strumento di dibattito, di scambio. Ed è forse in questa chiave che occorrerebbe interpretare le sue innumerevoli provocazioni, solo lanciando una scintilla si correrà il rischio di far nascere un’idea, di far esplodere un pensiero sopito nella serialità della società massificata contemporanea.
“Pensamiento zero” lo definisce Pilar del Rio, la spagnola vivacissima signora Saramago intervenuta in chiusura, e si riferisce al pericolo da scongiurare incentivando lo scambio costruttivo di idee ed opionioni.
Il personaggio si alza in piedi, “Obrigado, obrigado” ringrazia commosso e saluta; probabilmente sarà l’ultima uscita pubblica dato che le sue condizioni di salute sembra siano realmente critiche. Al lettore rimane l’eco della sua voce tremula, immagine stridente con quella ieratica di gigante, di mostro sacro della letteratura quale è il Saramago che scaturisce dalle pagine dei suoi libri.Ci stupisce, ancora una volta ci sorprende, e si riconferma un personaggio controverso, che divide ma allo stesso tempo riunisce, interpretando dunque il multiforme sentire contemporaneo.
Del resto, per citare un altro mostro sacro della letteratura, Oscar Wilde, grande comunicatore, “C’è solo una cosa peggiore del far parlare di sé, ed è il non far parlare di sé“. Saramago, almeno per ora, non corre questo rischio.


IRENELLA SARDONE

Comunicazione studenti Roma Tre: TELETANDEM & TANDEM – UNESP 2010


Si ricorda a tutti gli studenti interessati che, per poter partecipare al progetto Teletandem Brasil, è necessario inviare un email al prof. Giorgio de Marchis (gdemarchis@uniroma3.it), indicando:
a) Nome e cognome
b) Livello di padronanza del portoghese (P2, P3)
c) Indirizzo email
d) Disponibilità di orario per svolgere le sessioni di Teletandem (tra le 4 e le 6 ore settimanali a partire dalle ore 13:00)

Lo svolgimento di almeno 10 settimane di Teletandem, nei termini indicati dal docente durante il suo orario di ricevimento, è condizione indispensabile per potersi candidare, entro il 14 dicembre 2009, al progetto TANDEM – UNESP 2010. Nell’ambito di questo progetto, lo studente avrà modo di poter usufruire di un soggiorno di 8 settimane presso il campus di Assis dell’Universidade Estadual Paulista (UNESP) dal 1 aprile al 30 maggio del 2010.

Venerdì 23 ottobre alle ore 15:30 presso la sala “Ignazio Ambrogio” il prof. João Antonio Telles dell’UNESP illustrerà in videoconferenza le modalità del Teletandem e le condizioni del Tandem – Unesp 2010. Tutti gli studenti interessati sono pregati di partecipare all’incontro, mettendosi previamente in contatto con il prof. de Marchis

Comunicazione studenti Roma Tre: SEMINARIO DI STORIA DELLA LETTERATURA BRASILIANA


Gli studenti di Letterature portoghese e brasiliana sono invitati a partecipare al seminario Storia della Letteratura brasiliana che si svolgerà, dal 15 ottobre al 1 dicembre 2009, presso l’Auditorium dell’Ambasciata del Brasile (Piazza Navona, 18).

Agli studenti che assisteranno ad almeno 8 delle 12 conferenze previste (il calendario degli incontri è affisso qui a fianco) sarà consentito di modificare il programma d’esame, sostituendo i seguenti testi con gli argomenti affrontati nel corso delle conferenze che, pertanto, entreranno a far parte del programma d’esame:

Letterature portoghese e brasiliana I
J. Mattoso, A identidade nacional, Lisboa, Gradiva, 2001.
Letterature portoghese e brasiliana II
A. M. de Azevedo, O índio brasileiro (o «olhar» quinhentista e seiscentistas), in F. Cristovão (coord.), Condicionantes culturais da literatura de viagens, Coimbra, Almedina, 2002, pp. 303-335.
Letterature portoghese e brasiliana III
G. Lanciani, Profilo di storia letteraria brasiliana, Edizioni SAIE, 1991.

***
Per poter sostenere l’esame con il nuovo programma gli studenti dovranno presentare al docente l’attestato che l’Ambasciata del Brasile rilascerà al termine del seminario, con l’indicazione delle conferenze seguite. È indispensabile, quindi, che al termine di ogni conferenza gli studenti firmino il registro dei presenti, lasciando tutti i dati richiesti e il proprio indirizzo di posta elettronica.

Continuar "Os Maias":Alessandro Cannarsa


Versão nº 5: Stefano Valente.
- Que diz o Sr. Pimenta da senhora condessa, Baptista? Ela diverte-se?





- Se a Sr.ª condessa se diverte? Não compreendo V.Ex a.
- Dá-me um outro grog e não te finjas ingénuo: o que é que diz o Tormenta: a Sr.ª condessa tem amigos?
- Aqui está o grog. Pimenta, senhor: o nome dele é Manuel e Pimenta. Não sei o que dizer: acho que se podem chamar “amigos” as pessoas que vão a casa deles.
Carlos fez um gesto de impaciência:
- Não é isto o que quero saber. Tu disseste que os dois não se davam bem, e que o dinheiro era uma questão constante. Os dois são de origens diferentes: talvez a Sr.ª condessa tenha uma visão da moralidade mais ampla….
O criado ficou calado. Encheu de novo o copo do patrão e disse:
- Sei que uma vez o Sr. conde disse ao Romão que ele iria à cidade, e que a senhora mandou que naquela tarde não houvesse ninguém em casa…
- E quem é este Romão?
- É o Manuel, Ex a: é assim que o Sr. conde Gouvarinho por erro o chama…
- E o que é que isso me interessa? Diz-me o que pensa o Tormenta do comportamento da senhora.
- Pimenta, senhor: é o seu nome…
- Tormenta, Romão: o que é que isso me importa? É só um criado de quarto. Amanhã se calhar chamo-te de Romão, e se não gostares vais-te embora. Responde: o que diz o bicho?
Baptista derramou as últimas gotas de grog:
- O Pimenta está lá para trabalhar, e quem não se diverte não tem jeito para as diversões dos outros.
- Vai, Tormenta, vai preparar outro grog. Talvez amanhã te despeça.
Baptista foi à cozinha, parou o grog e voltou ao patrão, que já roncava...
- Ei-lo ali está que ronca, com perdão de V.Ex a. Carlos, é o seu nome certo. Certo porque não trabalha: os que trabalham não têm nome certo. Mas, quem sabe? Se calhar um dia o mundo vai mudar. Um dia o Sr. conde-pouco-cavalheiro-de-Gouvarinho talvez vá trabalhar, e Sr.ª -ex-miss-Tompson-condessa-de-Gouvarinho talvez vá trabalhar, e o velho-Tompson-rico-do-Porto, farto de abrir cordões à bolsa, talvez vá trabalhar ainda mais. E também V.Ex a irá trabalhar talvez... E, nesse dia, será talvez interessante perguntar-lhe: o que é que diz, Carlos-Tormenta, diverte-se?



ALESSANDRO CANNARSA

venerdì 16 ottobre 2009

Saramago em Roma: Imagens

Intervenção de Saramago na apresentação de "Il Quaderno".

Intervenção de Pilar del Rio.

Saramago escuta atentamente a intervenção da tradutora, a Professora Giulia Lanciani.

6 de Outubro: imagens da homenagem romana a Amália

Os artistas no final do espectáculo

As intervenções iniciais: fala a Professora Doutora Renata Cusmai Belardinelli.

Professor Carlo Giacobbe, a quem se deve a iniciativa e organização do evento.

Galleria IPSAR, 11 novembre - Carlo D'Orta - Le metropoli e l'anima


La metropoli e l’anima.
All’Istituto Portoghese di S.Antonio
mostra personale di pittura di Carlo D’Orta


Mercoledì 11 novembre 2009, alle 18,30.

Nel centro di Roma, presso laGalleria d'arte dell'Istituto Portoghese di Sant'Antonio (Via dei Portoghesi 6, angolo Via della Scrofa), sarà inaugurata la mostra personale di pittura di Carlo D’Orta "La metropoli e l'anima".

Esposti 46 olii ed acquarelli. Catalogo con testi critici di Agostinho da Costa Borges, Alfio Mongelli, Andrea Romoli Barberini, Gianni De Mattia, Tullio De Franco.
La mostra proseguirà fino al 22 novembre (tutti i giorni 16-20, inclusi i festivi).

Carlo D’Orta coltiva da anni, nell’ambito della Rome University of Fine Arts-Libera Accademia di Belle Arti di Roma, la propria passione per pittura e fotografia. Recentemente un suo olio e un trittico di fotografie sono stati selezionati dalla giuria del Premio Arte Mondadori 2009. Sito

Continuar "Os Maias": Vilma Gidaro

Miguel Ângelo Lupi, Retrato da Marquesa de Belas, 1874, Museu do Chiado (Lisboa)


Versão nº 4: Vilma Gidaro.
- Que diz o Sr. Pimenta da senhora condessa, Baptista? Ela diverte-se?





Tista não queria responder a esta pergunta demasiado embaraçosa, mas como o senhor Carlos o que perguntava era o que o Pimenta dizia, ele respondeu.
Disse com voz um bocado triste: O Pimenta disse-me: "A senhora Gouvarinho diverte-se, diverte-se muito, e que mais pode fazer a mulher de tal marido? Mas agora nunca se diverte"
Carlos, então, perguntou-lhe, com a língua pastosa de grog, se ele também sabia porque acontecia isso.
O Baptista disse que o Pimenta lhe tinha contado que ela, um dia, há três anos atrás, tinha encontrado de novo um primoseu, mais novo do que ela, o senhor Peter Tompson, que comerciava entre o Porto e Londres e que imediatamente se tinham entendido.
O Pimenta, disse o Baptista, também acrescentou que o primo Tompson era homem generoso, rico e jovem e que ela, todas as vezes que podia sair de casa, ia ao Porto encontrar-se com ele. Que parecia que o único problema entre eles era que o senhor Tompson estava mais tempo em Londres do que no Porto, porque o seu trabalho era quase todo aí.
A senhora Gouvarinho não via isso bem, e depois de dois anos mandou à tábua também a relação deles. Agora ela nunca se divertia, e pior, com esta situação estava deprimida e nunca saía de casa.
Carlos, ouvindo estas palavras, pensou que ele mesmo podia intervir nesta crise e seduzir a bela Gouvarinho.
Deixou de falar com o Baptista, dizendo-lhe que estava cansado e um bocado bêbado e foi deitar-se, achando que aquela era a melhor ocasião para tentar conhecer a condessa e divertir-se também ele.





VILMA GIDARO

giovedì 15 ottobre 2009

Saramago em Roma - reflexão de Valeria Di Marco


A nossa aluna Valeria Di Marco, presente ontem à noite no Teatro Quirino de Roma para a apresentação de Il Quaderno de José Saramago, enviou-nos esa belíssima reflexão que escreveu, e que com a sua autorização - e muito lhe agradecendo - aqui publicamos.
Para breve a publicação das imagens desta noite.


Penso che trovarsi di fronte a personalità forti e importanti sia sempre emozionante. Ma le sensazioni che ieri sera mi ha regalato Josè Saramago sono uniche. Non ho potuto stringergli la mano, non ho potuto parlare con lui, non ho potuto fargli quelle domande che sorgono spontanee leggendo i suoi libri, soprattutto l’ultimo, oppure semplicemente sentendolo parlare. Ciononostante, mi è sembrato come se lo conoscessi già. Non so perché, ma c’era qualcosa di vagamente familiare in lui. Ero anche un po’ intimorita da questa sensazione, ma ero intimorita soprattutto da lui stesso, perché mi sentivo così piccola e vulnerabile di fronte alla sua saggezza, alla sua forza, al suo carisma. Lui da grande vuole diventare come Rita Levi di Montalcini. Io da grande voglio essere come lui. Ma mentre facevo queste riflessioni, è tornato in me quel senso di calore familiare, come se nella mia testa e nella mia coscienza avessi già qualcuno da ammirare come ammiro lui. E a quel punto si è accesa la lampadina. Perché, io penso, che anche noi italiani abbiamo il nostro Saramago. Anche noi abbiamo un Josè Saramago che ci ha sgridati, che ci ha criticato Papa e Chiesa, che ci ha criticato Bush e Berlusconi. E quella persona, il nostro grillo parlante, era (e continua ad esserlo, attraverso i suoi libri) Oriana Fallaci. Io provo una ammirazione profonda per Oriana Fallaci. Avrei tanto voluto conoscerla, anche se forse una volta trovatomi di fronte a lei, non sarei stata in grado di trovare un solo argomento di cui parlare. Lei aveva una cultura sconfinata, era intelligente, davvero intelligente, curiosa, coraggiosa, senza peli sulla lingua. Una versione femminile di Josè Saramago.
L’attimo immediatamente dopo che la mia testa ha fatto questo collegamento, Fallaci-Saramago Saramago-Fallaci, è subentrato una nuova riflessione, anzi, un nuovo sentimento. L’invidia. Si, io provo una fortissima invidia nei confronti dei portoghesi. Perché una delle grandi differenze tra Saramago e Fallaci è il modo in cui vengono trattati dai propri compatrioti. Josè Saramago è un uomo stimato (come potrebbe non esserlo?), è un uomo che merita tutta l’ammirazione e devozione possibile, ammirazione e devozione che i portoghesi (e non solo) gli dimostrano. I portoghesi lo trattano bene. Lo mettono su un piedistallo e lo rimirano, lo espongono al mondo orgogliosi. E noi invece? Come abbiamo trattato il nostro Saramago? Male. Lo abbiamo fatto scappare dall’Italia, lo abbiamo fatto emigrare in America, l’abbiamo ferito e deluso. Ma Oriana non ha mai dimenticato la sua Italia. Mai. Nemmeno per un istante. Lo si evince nelle pagine de La Rabbia e L’Orgoglio, o in La Forza della Ragione. Oriana amava l’Italia, e si preoccupava per lei. Era terrorizzata all’idea di un nuovo fascismo in Italia, la stessa idea che ieri sera Saramago ha espresso molto chiaramente. Cito a memoria: “"Il fascismo non è stato sconfitto. Non del tutto, perlomeno. Il fascismo in Italia è dietro la porta. Questa volta però non si presenta con la camicia nera, con il saluto romano o con quel pomposo di Mussolini. Oggi il fascismo porta la camicia di Armani, usa acqua di colonia raffinata e ha molti soldi. Soldi che usa per portare avanti un processo per corruzione”. Ieri sera Saramago è stato applaudito, dopo aver detto questa verità che è sotto gli occhi di tutti. E allora mi chiedo: perché Oriana non è stata invece ascoltata, anzi, le cicale-di-lusso, come lei usava chiamarli, l’hanno derisa, hanno invaso la sua Firenze di scritte oltraggiose sui muri, l’hanno sbeffeggiata e presa per pazza. Perché noi italiani siamo così idioti? Il popolo più acculturato del mondo, il popolo che discende da Roma, da Dante Alighieri, Galileo Galilei e Giordano Bruno, come può permettersi di cadere così in basso? E come può, sempre per riprendere il discorso di ieri sera, permettersi di eleggere per ben tre volte di seguito un criminale quale è Berlusconi? Perché abbiamo questo deficit intellettuale? Da dove nasce? A questa risposta né la Fallaci né Saramago, dall’alto della loro saggezza, non hanno saputo rispondere. Io, dall’alto della mia ignoranza, nemmeno. Spero, e mi auguro, che se non altro continuino ad esistere sempre Oriana Fallaci e Josè Saramago che, riescano ad aprirci gli occhi. Che sia anche solo per un’ora e mezza. Ma, almeno, possiamo dire che per un’ora e mezza, gli occhi sono stati aperti. di Armani, usa profumi raffinati e ha tantissimi soldi. Soldi che usa per mandare avanti un processo per corruzione".

VALERIA DI MARCO

Continuar "Os Maias": Stefano Valente

Dr. Pozzi at home, Sargent

Versão nº 3: Stefano Valente.
- Que diz o Sr. Pimenta da senhora condessa, Baptista? Ela diverte-se?
HOMONÍMIA


Àquela pergunta Baptista ficou como paralizado. Hesitava a responder a Carlos. No fundo – interrogava-se o criado – que direito tinha o seu dono, aí, tão cómodo na sua caminha, com o grog e os cigarros por perto, de lhe pedir todas aquelas informações, até sobre a vida privada da condessa?
— Então, Baptista? Ficaste mudo? Diverte-se ou não?
— Aumm, meu senhor, eu sei somente o que me contou o Pimenta...
— E que é que te contou? —, Carlos continuou com insistência.
E Baptista quase teve o impulso de mandá-lo à tábua, esse metediço, esse ricaço sem nada que fazer senão aborrecer os que trabalhavam, porém... Porém, de repente, passara-lhe pela cabeça que ele mesmo também se poderia divertir...
Respondeu, pois, com um sorriso imperceptível nos lábios:
— O Pimenta contou-me isto: que a senhora condessa tem umas... amizades.
— Amizades —, repetiu Carlos como um papagaio, enquanto se encostava à cabeceira, muito interessado.
— Pois sim: amizades. E uma particularmente. Uma com quem ela se dá bem mais do que com as outras...
— Vai para diante, Tista, continua!
— Mas, meu senhor, é só tagarelice entre dois criados, é a palavra do Pimenta, não sei se é questão de...
— Chega, Baptista: é mesmo questão. Então: quem seria o melhor amigo da condessa?
Naquela altura, com um sorriso mais visível, Baptista disse:
— Cicios, V. Ex.a sabe. O Pimenta afirma que, já há quase um ano, haveria um jovem senhor que estuda Letras em Coimbra... A condessa de Gouvarinho encontrou-o no Verão passado, nas termas, em Caldas da Rainha...
Carlos estava sempre mais curioso. Mais do que o grog, eram as palavras do criado que agora sorvia com avidez.
— Um jovem universitário, já o disse —, continuou Baptista. — Com apenas vinte anos, jura o Pimenta. Mas já tem barba de homem feito, longa e loura, bem curada.
— Ah, isso da barba deve ser uma moda hoje em dia, para os nossos rapazes...
— Pode ser, meu senhor... eu não entendo nada disso ao contrário de V. Ex.a —, acrescentou o servidor, quase começando a rir. — Só sei que aquele estudante, de barba curada, é de boa família. E chamam-lhe o Sr. Doutor Zé Manoel...
Carlos teve um sobressalto. Mudou de cor, e derramou a chávena de grog, estava a abrir a boca para dizer algo – mas o criado, com um rosto demoníaco, antecipou-se-lhe:
— O Sr. Doutor Zé Manoel Souza da Cunha – como o seu afilhado, meu senhor, a quem V. Ex.a quer tão bem. Tem de ser... homonímia, acho eu...
STEFANO VALENTE

mercoledì 14 ottobre 2009

Saramago em Roma: Il Quaderno


Il Quaderno raccoglie interventi che Saramago ha scritto dalla sua residenza di Lanzarote tra il settembre 2008 e la fine di marzo 2009. Non un romanzo, non un’opera teatrale né una raccolta di poesie: genere, quest’ultimo, che Saramago stesso dice di aver frequentato poco. Eppure, a chi si appresta a leggere queste pagine il dubbio sorgerà: perché di poesia – tra quelle righe fulminee e taglienti, capaci di stilare una spietata cartella diagnostica del nostro presente – ce n’è, eccome. Se a scandire il tempo e a dettare l’urgenza di queste cronache sono gli accadimenti del mondo (dagli ultimi atti della presidenza di George W. Bush alle intemperanze del nostro presidente del consiglio, dalla crisi finanziaria che ha sconvolto i mercati occidentali alle polemiche su Guantánamo, dalla libertà limitata di Roberto Saviano ai recenti bombardamenti sulla Striscia di Gaza), sono nondimeno momenti di vera poesia e di straordinaria bellezza quelli contenuti nelle pagine sulla notte in cui Obama ha vinto le elezioni americane, il ricordo dedicato a Fernando Pessoa, l’omaggio alla città di Lisbona, o l’episodio del ritorno alla Torre di Belém della statua dell’elefante che dà il titolo al suo ultimo romanzo (Il viaggio dell’elefante, Einaudi, Torino 2009).
Prefazione di Umberto Eco.
Traduzione di Giulia Lanciani.

Listino
€ 15,00
Editore
Bollati Boringhieri
Collana
Varianti
Data uscita
01/10/2009
Pagine
160
Lingua
Italiano

Continuar "Os Maias": Rocco Costantino


Versão nº 2: Rocco Costantino.
- Que diz o Sr. Pimenta da senhora condessa, Baptista? Ela diverte-se?


A revelação do Baptista


O Baptista estava com muitas hesitações em responder, mas o Carlos (já bebado de grog) não percebendo as dificultades dele, insistia :

“ - Tista, ouvistes a pergunta ? A Senhora Tompson diverte-se ? “
O Baptista pensou que o Carlos estava tão bebado que ele podia dizer também a verdade respeito à Sr.a condessa e o Carlos não se lembraria de nada.
“ - Senhor Carlos, ouça com atenção e logo esqueça o que lhe digo. O Pimenta disse-me há uns dias atrás que a Senhora condessa se divertia muito e que uma vez se tinha divertido também com ele. “
“ - Muito bem, exclamou o Carlos muito contente, então também nós temos qualquer possibilidade. “
No dia seguinte, Carlos, finalmente sóbrio, começou a cercar o palácio dos Srs. Gouvarinho e fez isto por muitos dias.
Com grande surpresa viu que a Sr.a condessa todos os dias ia à igreja ou a um orfanato para ajudar as crianças. Surpresa ainda maior foi quando um dia em que estava demasiado cansado para seguir a Senhora condessa, viu chegar ao palácio duas mulheres muito alegres e descaradas.

Seriam elas o divertimento do Senhor conde e do Pimenta ? Ou seria que o Pimenta tinha estado a gozar com eles ?

Hoje à tarde: inauguração na Via dei Portoghesi

Fotografia de Paulo Alexandre Martins exposta em "Roma Souvenir"

http://www.undo.net/cgi-bin/undo/pressrelease/fpressrelease.pl?id=1255358228&day=

Roma Souvenir, la citta' e il verde
Idee per una collezione
A cura di Patrizia Rufini

Presiederà S.E. l'Ambasciatore del Portogallo presso la Santa Sede, Dott. João Rocha da Páris e il Rettore dell'Istituto Portoghese di Sant'Antonio in Roma Monsignor Agostinho da Costa Borges


Dal 14 al 31 ottobre, si tiene presso la Galleria d'Arte dell'Istituto Portoghese di Sant'Antonio, nel Centro storico di Roma, la mostra -Roma Souvenir, la città e il verde - Idee per una collezione,, ideata e curata da Patrizia Rufini, presidente dell'Associazione Culturale -Chiseminaraccoglie-, che da tempo si distingue per le sue felici iniziative artistiche ed ecologiche. L'esposizione, presentata in catalogo da Mirella Bentivoglio, raccoglie opere di centoventi artisti, e unisce alle partecipazioni italiane, alcune presenze da Stati Uniti, Canada, Giappone e Paesi Europei.Pur mantenendo un timbro felicemente unitario, dato dall'aderenza di tutti al tema e al piccolo formato, la mostra include le piu' diverse tecniche e tendenze, dalla pittura e scultura al mosaico e al collage, dalla scrittura visuale al libro-oggetto, dal gioiello d'artista alla fotografia creativa e alla computer art. Una mostra ricca di idee inedite e di prestigiose presenze nei diversi settori della sperimentazione. Lo spazio che ospita questa manifestazione, fondato nel XV secolo dal Cardinale portoghese Martins, svolge da vari anni un'intensa attività culturale, con conferenze, mostre, concerti. Con lo stesso cognome del fondatore, il noto fotografo portoghese Paulo Alexandre Martins rappresenta in questa esposizione il Paese della sede ospitante; nelle sue foto e' sempre evocata l'urbe romana che ,,senza ansia, sensa fretta, muta l'antico nel nuovo.,,


Organizzazione:
-Chiseminaraccoglie.org
-In collaborazione: Livia Carchella e Bruna Pietropaoli - leArtigiane
-Ufficio stampa: Michela Gambillara

Inaugurazione 14 ottobre ore 18.30

Istituto Portoghese di Sant'Antonio
via dei Portoghesi, 6 - Roma

Orario: dal mercoledi' al sabato: 11,00-19,00: domenica: 10,00-13,00
Ingresso libero

Continuar "Os Maias": Germana Lardone

Columbano Bordalo Pinheiro, Retrato de Ida Bordalo Pinheiro e Virgínia Lopes de Mendonça


Versão nº 1: Germana Lardone.
- Que diz o Sr. Pimenta da senhora condessa, Baptista? Ela diverte-se?

Baptista respondeu que a condessa fazia todo o possível para se divertir.

O único problema era que, como o Conde era tão forreta, ela tinha poucas ocasiões para ter convidados em casa e conhecer pessoas agradáveis.

Além disso era difícil que ela pudesse continuar a levar a vida mundana da sua juventude.

- Porquê? perguntou Carlos

- Porque se sabe - respondeu Baptista – que o Sr. Conde administra a dote da condessa, portanto ela não pode utilizar o seu dinheiro como quer e este é o motivo das discussões entre eles.

- A Sr.ª condessa nunca se rebela a esta tirania? perguntou Carlos .

Baptista sorriu e confirmou que quando a Sr.ª Condessa se fartava da situação procurava um pretexto para ir-se embora da casa paterna (a mãe que estava doente ou a irmã que precisava ajuda com a criança).

Desta maneira a condessa podia ficar no Porto pelo tempo necessário para recuperar a alegria e para recobrar as forças para aguentar, até a próxima fuga, um marido tão aborrecido.


GERMANA LARDONE

Desafio: Continuar "Os Maias"

Lançámos o desafio aos alunos de Língua e Cultura portuguesas do nível superior, que estudam no Instituto Português de Santo António em Roma.

Démos-lhes o excerto de "Os Maias" de Eça de Querirós - que apresentamos em seguida - e pedimos que, conhecendo ou não este romance fundamental da Literatura portuguesa, respondessem à pergunta de Carlos da Maia a respeito da Condessa de Gouvarinho, dando largas à imaginação e à criatividade.

De seguida publicaremos as várias respostas a este apelo, agradecendo desde já aos alunos participantes...


Excerto:

- Tu conheces os Srs. condes de Gouvarinho, Tista?
- Conheço o Pimenta, meu senhor, que é criado de quarto do Sr. conde... Criado de quarto e serve a mesa.
- E que diz então esse Tormenta? perguntou Carlos, numa voz indolente, depois dum silêncio.
- Pimenta, meu senhor! O Manuel é Pimenta. O Sr. Gouvarinho chama-lhe Romão, por que estava acostumado ao outro criado que era Romão. E já isto não é bonito, porque cada um tem o seu nome. O Manuel é Pimenta. O Pimenta não está contente...
E Baptista, depois de colocar junto da cabeceira a salva com o grog, o açucareiro, as cigarretes, transmitiu as revelações do Pimenta. O conde de Gouvarinho, além de muito maçador e muito pequinhento, não tinha nada de cavalheiro: dera um fato de cheviot claro ao Romão (ao Pimenta), mas tão coçado e tão cheio de riscas de tinta, de limpar a pena à perna e ao ombro, que o Pimenta deitou o presente fora. O conde e a senhora não se davam bem: já no tempo do Pimenta, uma ocasião, à mesa, tinham-se pegado de tal modo que ela agarrou do copo e do prato, e esmigalhou-os no chão. E outra qualquer teria feito o mesmo; por que o Sr. conde, quando começava a repisar, a remoer, não se podia aturar. As questões eram sempre por causa de dinheiro. O Tompson velho estava farto de abrir os cordões à bolsa...
- Quem é esse Tompson velho, que nos aparece agora, a esta hora da noite? perguntou Carlos, a seu pesar interessado.
- O Tompson velho é o pai da Sr.ª condessa. A Sr.ª condessa era uma miss Tompson, dos Tompson do Porto... O Sr. Tompson não tem querido ultimamente emprestar nem mais um real ao genro: de sorte que, uma vez, já no tempo do Pimenta também, o Sr. conde, furioso, disse à senhora que ela e o pai se deviam lembrar que eram gente de comércio e que fora ele que fizera dela uma condessa; e com perdão de V. Ex.ª, a senhora condessa ali mesmo à mesa mandou o condado à tábua... Estas coisas não estão no género do Pimenta.
Carlos bebeu um gole de grog. Bailava-lhe nos lábios uma pergunta, mas hesitava. Depois reflectiu na puerilidade de tão rígidos escrúpulos, a respeito duma gente, que ao jantar, diante do escudeiro, quebrava a porcelana, mandava à tábua o título dos antepassados. E perguntou:
- Que diz o Sr. Pimenta da senhora condessa, Baptista? Ela diverte-se?

Os Maias
de Eça de Queiroz
(excerto do V capítulo)

martedì 13 ottobre 2009

Bela Silva - novas esculturas





A nossa querida Amiga Bela Silva, a escultora portuguesa que expôs há alguns meses atrás na Galeria do Instituto Português de Santo António na Via dei Portoghesi ("Gruppo di Famiglia in un Interno" in http://viadeiportoghesi.blogspot.com/2009/05/estao-chegar-os-artistas-portugueses.html e http://viadeiportoghesi.blogspot.com/2009/04/galleria-ipsar-6-maggio-gruppo-di.html) acaba de nos enviar imagens de alguns dos seus últimos, belíssimos trabalhos - que aqui deixamos para delícia dos leitores do nosso blog.

Bela Silva, nata a Lisbona nel 1966, ha effettuato i suoi studi presso l’Accademia di Belle Arti di Lisbona, in Inghilterra, completati con un master in Arte a Chicago. Vissuta per 14 anni tra Chicago e New York, ora lavora e vive a Lisbona. Da sempre attratta dalla ceramica, ha lavorato ed esposto presso gallerie e musei nazionali e internazionali. Ha eseguito diversi lavori pubblici. Molto famosa e apprezzata una fermata della metropolitana di Lisbona. Espone opere in ceramica dal titolo: ‘Fauno’, ‘Consunto’ e ‘Retrato’. “Quando sono a Roma i miei sogni si arricchiscono di colori. Amo passeggiare per le strade senza meta, e sorprendermi all’improvviso dinanzi al rudere di un tempio, e ho l’impressione di entrare in un quadro romantico del XIX secolo o nello scenario di un’opera, è davvero un magnifico incontro. È una città che mi regala ispirazioni, il suono delle acque che scorrono dalla bocca di un animale grottesco in una bella fontana, le verdure e la frutta nei mercatini per strada, i piccoli banchi con cibi deliziosi, gli affreschi dei palazzi...è una città dai molteplici significati nella quale mi identifico”. (http://www.belasilva.com/).

lunedì 12 ottobre 2009

Tour de Saramago por Itália


Venerdì 9 ottobre 2009, ore 21.00 - Torino, Via Bogino 9 - Circolo dei Lettori

José Saramago
Il Quaderno
Presentazione del libro

Intervengono
Luca Rastello e Gabriele Vacis

Sarà presente l'autore

Ingresso libero fino a esaurimento posti
Info: 011-4326827

In collaborazione con Circolo dei Lettori


Sabato 10 ottobre 2009, ore 12.00 - Torino, via Verdi 25 - Facoltà di Scienze Politiche, sala lauree


Incontro con José Saramago nell'ambito di "FestivalStoria"

I libri contro il potere
conversazione con José Saramago

Ingresso libero fino a esaurimento posti

In collaborazione con Facoltà di Scienze Politiche e FestivalStoria


Sabato 10 ottobre 2009, ore 18.30 - Alba (Cn), piazza Vittorio Veneto - Sala Storica del Teatro Sociale G. Busca

José Saramago
Il Quaderno
Presentazione del libro nellambito del festival Collisioni

Interviene
Antonio Scurati

Letture di
Fabrizio Pagella

Ingresso libero fino a esaurimento posti

In collaborazione con festival Collisioni


Lunedì 12 ottobre 2009, ore 21.00 - Milano, via Pier Lombardo 14 - Teatro Franco Parenti

José Saramago
Il Quaderno
Presentazione del libro

Intervengono
Marco Belpoliti e Marco Travaglio

Sarà presente l'autore

Ingresso libero fino a esaurimento posti

In collaborazione con Teatro Franco Parenti


Mercoledì 14 ottobre 2009, ore 21.00 - Roma, via delle Vergini 7 - Teatro Quirino Vittorio Gassman

José Saramago
Il Quaderno
Presentazione del libro

Interviene
Giacomo Marramao

Altre personalità interverranno nel corso della serata

Ingresso libero fino a esaurimento posti

In collaborazione con Teatro Quirino Vittorio Gassman

lunedì 5 ottobre 2009

Homenagem ao Prof. Roberto Barchiesi em Nápoles


Na manhã do proximo dia 30 de Outubro, em Nápoles, terá lugar um encontro de homenagem ao Professor Roberto Barchiesi, eminente lusitanista Italiano. Colegas e amigos compilaram num livro alguns artigos num volume que será apresentado na ocasião.


Agradecemos a assinalação ao Professor Giovanni Ricciardi, e aproveitamos a ocasião para saudar de modo especial a Professora Maria Helena Portugal, viúva do Professor Barchiesi, que ainda hoje coordena os cursos de língua e cultura do Instituto Português de Santo António em Roma, onde leccionou com o marido por cerca de 40 anos.


Excerto de "INSEGNAMENTI DI IBERISTICA NELL'ISTITUTO UNIVERSITARIO ORIENTALE DI NAPOLI" de Giovanni Battista De Cesare e Gerardo Grossi:


«L'insegnamento di Lingua e Letteratura Portoghese compare per la prima volta nello statuto dell'anno accademico 1938-39. Da principio l'insegnamento è affidato a Elena Emmanuele, che lo terrà fino al 1953, anno in cui fu ricoperto da Giuseppe Carlo Rossi, vincitore della prima cattedra
italiana di Lingua e Letteratura Portoghese. Giuseppe Carlo Rossi terrà l'insegnamento fino al 1978. L'insegnamento di portoghese quadriennale viene sdoppiato nell'anno accademico 1973-74: il primo biennio viene affidato a Erilde Melillo Reali, che lo ha tenuto fino al 1983. Lei 1973, l'insegnamento biennale di Lingua Portoghese, che dal 1971 era stato tenuto da Erilde Melillo Reali, venne affidato a Roberto Barchiesi. Dal 1974-75 era stato attivato anche un corso di Lingua e letteratura portoghese biennale che venne curato da Erilde Melillo Reali. Nel 1978-79, dopo il collocamento fuori ruolo di Giuseppe Carlo Rossi, Roberto Barchiesi subentra nel secondo biennio quadriennale, mentre il corso di Lingua Portoghese viene affidato a Maria Luisa Cusati che passerà, per trasferimento, al corso di Lingua e Letteratura Portoghese nell'anno accademico 1991-92.»


IN



Alguma BIBLIOGRAFIA de Roberto Barchiesi:


- Antologia della letteratura portoghese : testi e traduzioni / a cura di Giovanni Ricciardi e Roberto Barchiesi (Napoli : Tullio Pironti, 1998)

- Nota alfieriana : il corriere diplomatico di don Jose da Cunha / Roberto Barchiesi (Napoli : Istituto Universitario Orientale, 1989)

- Oltremare : codice Casanatense 1889 / con il Libro dell'Oriente di Duarte Barbosa ; introduzione di Fernand Braudel de l'Academie francaise ; saggi di G. Guadalupi, C. R. Boxer, R. Barchiesi (Milano : F. M. Ricci, 1984)

- Il corriere diplomatico di dom Jose Da Cunha : nota alfieriana / Roberto Barchiesi (Napoli : Istituto Universitario Orientale, 1989)

- Italia e Portogallo nel Settecento (Wiesbaden : Steiner, 1965)

- I bianchini e la corte di lisbona : Spigolature dall'Archivio Bianchini della Vallicelliana / Roberto Barchiesi (Lisboa : Estudos Italianos em Portugal, 1964)


Flavia Nardoni: ERASMUS em Portugal

A casa de Amália, em Lisboa.

A nossa aluna Flavia Nardoni, que estudou no ano passado Português na Faculdade de Letras da Roma Tre, envia-nos uma mensagem de Portugal, onde acaba de chegar para participar no Programa Erasmus.

Agradecemos à Flavia a sua mensagem e desejamos-lhe o melhor do mundo.

Aqui deixamos o relato da sua experiência...


Como sabe agora estou na terra do fado... por isso não poderei estar aí no dia 6 para as celebrações da Amália, mas aqui tenho muitas outras possibilidades de ouvir a tipologia de música que ela cantava: o fado.

Depois, que dizer?... Em geral tudo corre bem. Tudo aqui é muito lindo, a cidade é bonita, a universidade é organizada e tem um ambiente muito acolhedor.

Acho que estou a aprender muito, dentro da universidade, mas sobretudo fora, conhecendo e falando todos os dias com portugueses e de muitos outros países diferentes.


Até a próxima!

Flavia

6 de Outubro: Amália em Roma no "Portal do Fado"




A homenagem que se está a organizar amanhã à noite no Museo degli Strumenti Musicali em recordação de Amália Rodrigues, foi notícia no "Portal do Fado":



Sobre o evento ver também:



República há 99 anos...


Hoje a República portuguesa comemora os seus 99 anos.
http://pt.wikipedia.org/wiki/Proclama%C3%A7%C3%A3o_da_Rep%C3%BAblica_Portuguesa
Aqui deixamos um interessante artigo publicado hoje no Diário de Notícias, a respeito dos discursos marcantes feitos por ocasião da festa comemorativa da implantação da República portuguesa.

Discursos marcantes do 5 de Outubro

Tradicionalmente o discurso do 5 de Outubro é um dos momentos escolhidos pelos Presidentes da República para fazerem discursos incisivos e marcantes aproveitando o simbolismo da data. Isso fez Mário Soares, Jorge Sampaio e o próprio Cavaco Silva que, em 2006, lançou a bandeira do combate à corrupção

Soares defende Pobres

Mário Soares aproveitou o ano de 1989 para considerar que o progresso e a evolução não podem deixar de se associar a "valores profundos como a justiça e a solidariedade", e condenou explicitamente "a humilhação dos pobres". Foi o início de um segundo mandato mais duro para o Governo.


Soares em Pré-campanha em 1990
O 5 de Outubro foi comemorado em 1990 num ambiente próximo de pré-campanha uma vez que poucos dias antes Mário Soares tinha anunciado a sua disponibilidade para se recandidatar a Belém. O presidente Soares foi recebido pela primeira vez pelo seu filho João, então vereador em Lisboa.


Sampaio faz ultimato a Santana
Em 2004 o discurso de Jorge Sampaio foi o momento escolhido para "exigir reformas estruturais ao executivo de Pedro Santana Lopes", dizendo estar farto de se adoptarem medidas avulsas em vez de se fazerem reformas de fundo para mudar o país.Corrupção, parte um
Jorge Sampaio disse, no discurso de 2005, o seu último 5 de Outubro, que os partidos estão separados da opinião pública "por uma muralha à qual todos os dias são acrescentados tijolos". O Presidente da República defendeu o agravamento de penas para os acusados de corrupção .

Cavaco relança o mesmo tema
Cavaco Silva também abordou o tema da corrupção no discurso de 2006, o seu primeiro 5 de Outubro " A transparência da vida pública deve começar precisamente onde o poder do Estado se encontra mais próximo dos cidadãos" ou seja nas autarquias, alertou então Cavaco.

IN
http://dn.sapo.pt/inicio/portugal/interior.aspx?content_id=1381539

venerdì 2 ottobre 2009

14 Ottobre: Inaugurazione mostra "ROMA SOUVENIR, LA CITTA’ E IL VERDE" nell'IPSAR

ROMA SOUVENIR, LA CITTA’ E IL VERDE
IDEE PER UNA COLLEZIONE
Galleria d’arte Istituto Portoghese di Sant’Antonio
Inaugurazione: 14 ottobre 2009, ore 18:00

Presiederà S.E. l’Ambasciatore del Portogallo presso la Santa Sede, Dott João da Rocha Páris e il Rettore dell’ Istituto Portoghese di Sant’Antonio in Roma Monsignor Agostinho da Costa Borges
Dal 14 al 31 ottobre 2009 – dal mercoledì al sabato : 11:00-19:00: domenica: 10:00-13:00 – Via dei Portoghesi, 6 Roma

Alessandro Alimonti, Bruno Aller, Antonella Ancarani, Fernando Andolcetti, Francesco Angelini, Richard Antohi, Antonella Aversa, Roberta Barbacci, Aldo Bartolini, Toni Bellucci, Mirella Bentivoglio, Tomaso Binga,Cristina Bisà ,Sergio Borrini, Anna Boschi, Virginia Cafiero, Elisabetta Campa - Marina Regni - Caterina Laveder, Carlo Canè, Emma Caprini, Lamberto Caravita, Silvia Carchella, Bruno Cassaglia, Tommaso Castellana, Francesca Cataldi, Isabella Cellini, , Cosimo Cimino, Elettra Cipriani, Mario Commone, Bruno Conte, Carmela Corsitto, Michel e Cossyro, Esmeralda Crea, Laura D’Andrea, Fiorella Devezze, Chiara Diamantini, Monica Di Bartolo, Gabriella Di Trani, Edith Dzieduszycka, Anna Esposito, Marisa Facchinetti, Estel Fashion, Vittorio Fava, Nadia Festuccia, Alessandro Forlenza, Michele Forlenza, Anna Fornari, Anna Paola Franceschi, Ida Gerosa, Valeria Gramiccia, Francesco Guerrieri, Elisabetta Gut, Pino Guzzonato, Kiyoko Hosoda, Alessandro Lapperier, Silvia Logi, Nicoletta Lucchi, Consuelo Macias, Ruggero Maggi, Olga Maggiora, Elena Marelli, Roberto Marino, Paulo Alexandre Martins, Gianni Martinucci, Gisella Meo, Adamo Modesto, Mauro Molinari ,Patrizia Molinari, Daniela Monaci, Susanna Montecolli, Alessandro Natale, Cecilia Natale, Nadia Nava, Riri Negri, Monica Notarbartolo Anne O’Callaghan, Ilaria Occhigrossi, Izumi Oki, Maurizio Osti, Antonio Pandolfelli, Daniele Papuli, Lina Passalacqua, Ruggero Passeri, Cielo Pessione – John O’ Brien, Gloria G. Persiani, Paola Picco - Flavia Tummolo, Rita Pietropaoli, Lamberto Pignotti, Maria Letizia Pili , Enrico Pinto, Renata Prunas, Sergio Pucci, Patrizia Quaranta, Katia Rajschella’, Edith Revai, Maria Luisa Ricciuti, Gian Paolo Roffi, Faustino Roncoroni, Carla Rufini, Vitantonio Russo, Alba Savoi, Angelo Scano, Greta Schödl, Danilo Sergiampietri, Franca Sonnino, Simonetta Starrabba, Giovanni e Renata Strada, Fredj Suarez, Giusto Sucato, Paolo Tesi, Anna Torelli, Numa Valerio, Romana Valerio, Cinzia Verni, Silvia Venuti, Francesca Vivenza, Giancarlo Vona, Franco Ziliotto.

Idea, Progetto e Realizzazione: Patrizia Rufini
Organizzazione: “Chiseminaraccoglie”
in collaborazione con Livia Carchella e Bruna Pietropaoli ”leArtigiane.it”
Ufficio stampa: Michela Gambillara
Introduzuine catalogo: Mirella Bentivoglio e Mons. Agostinho da Costa Borges
Edito e distribuito da: GANGEMI editore


Dal 14 al 31 ottobre, si tiene presso la Galleria d’Arte dell’Istituto Portoghese di Sant’Antonio, nel Centro storico di Roma, la mostra ”Roma Souvenir, la città e il verde – Idee per una collezione,,
ideata e curata da Patrizia Rufini, presidente dell’Associazione Culturale “Chiseminaraccoglie”, che da tempo si distingue per le sue felici iniziative artistiche ed ecologiche. L’esposizione, presentata in catalogo da Mirella Bentivoglio, raccoglie opere di centoventi artisti, e unisce alle partecipazioni italiane, alcune presenze da Stati Uniti, Canada, Giappone e Paesi Europei.

Pur mantenendo un timbro felicemente unitario, dato dall’aderenza di tutti al tema e al piccolo
formato, la mostra include le più diverse tecniche e tendenze, dalla pittura e scultura al mosaico
e al collage, dalla scrittura visuale al libro-oggetto, dal gioiello d’artista alla fotografia creativa e
alla computer art. Una mostra ricca di idee inedite e di prestigiose presenze nei diversi settori della sperimentazione.

Lo spazio che ospita questa manifestazione, fondato nel XV secolo dal Cardinale portoghese
Martins de Chaves, svolge da vari anni un’intensa attività culturale, con conferenze, mostre, concerti. Con lo stesso cognome del fondatore, il noto fotografo portoghese Paulo Alexandre Martins rappresenta in questa esposizione il Paese della sede ospitante; nelle sue foto è sempre evocata l’urbe romana che,"senza ansia, senza fretta, muta l’antico nel nuovo."

"Torno con te a Ulisse" de António Osório


O livro Torno con te a Ulisse do poeta português António Osório e tradução de Guia Boni (Roma, Edizioni Empiria, 2009) foi lançado na passada quarta-feira 23 de Setembro, na Biblioteca Enzo Tortora, integrado no projecto "Autore Cerca Lettore"



”Autore cerca Lettore” è un progetto promosso dalle Biblioteche di
Roma per promuovere le tante novità editoriali offerte dalle
biblioteche, con incontri tra il pubblico e i protagonisti del variegato
mondo del leggere: autori, editori, traduttori.




Torno con te a Ulisse: in questo unico verso è concentrata l’essenza
tematica di Osório. Il ritorno alle origini, siano esse famigliari, culturali
o geografiche; il desiderio di comunione con l’altro e Ulisse, il
personaggio in cui si identifica il poeta. Innanzi tutto l’eroe greco è
intimamente legato al Portogallo. Vuole la leggenda che sia stato
proprio lui a fondare Lisbona/Olissipona, come riporta lo storico Solino
(III-IV sec.), tema ripreso anche da Fernando Pessoa in Mensagem.
All’eroe omerico è anche tradizionalmente assegnato il primo dei sette
castelli dello stemma di Portogallo. Ma Ulisse è l’eroe per antonomasia
del Mediterraneo, in cui Osório ritrova le sue radici, non solo famigliari,
dato che la madre è italiana, ma culturali. E Ulisse è curioso,
viaggiatore, amante del genere umano e della natura, colui che sfida le
divinità, sconfigge i mostri con intelligenza e astuzia, scende nel regno
dei morti. Riattualizzando il mito di Ulisse, António Osório opera una
smitizzazione e una risemantizzazione.


IN



Agradecemos a assinalação à Drª Patrícia Ferreira, Leitora de Português na Facoltà di Scienze Umanistiche dell'Università degli Studi di Roma "La Sapienza".

giovedì 1 ottobre 2009

1º de Outubro - Fernanda de Castro


Poetisa tornada Embaixatriz de Portugal, e nessa condição regressada a Roma (por aqui passara nos anos 30 e fizera amigos, como Pirandello), onde viveu na metade dos anos 50, Fernanda de Castro (1900-1994) sentiu-se sempre exilada fora do seu país.

Do seu livro "Exílio" (1952) uma bela poesia para desejar um óptimo mês de Outubro aos leitores da Via dei Portoghesi...


Eu tenho asas!

Piso o chão como pisa toda a gente

mas tenho asas

de impalpável tecido transparente,

feitas de pó de estrelas e de flores.

Asas que ninguém vê, que ninguém sente,

asas de todas as cores.

Pequenas asas brancas que me afastam

das coisas triviais

e as tornam leves, fluidas, irreais

- pólen, nuvem, luar, constelações,

irisados cristais.

Asa branca minha alma a palpitar,

bater de asas o doce ciciar

de pálpebras e cílios.

Ó minhas asas brancas de cetim!

Revoadas de pássaros meus sonhos,

meus desejos sem fim!