venerdì 25 gennaio 2008

Via dei Portoghesi: ontem e hoje


A pedido de um leitor, que lendo a nota sobre a exposição de Ettore Roesler Franz mostrou curiosidade em ver a "evolução" da via dei Portoghesi, fazemos uma breve viagem no tempo através das imagens... desde a setecentista gravura de Vasi, até às imagens do início do século XX, para terminarmos na actualidade...

Livro italiano sobre o Fado português


O jornalista Carlo Giacobbe acaba de publicar em itála o livro Il Fado de Coimbra, fruto da sua paixão por este género musical, que nasceu durante o período em que viveu em Portugal como correspondente da agência ANSA.


Trata-se de um estudo inédito em Itália, e que vem responder à grande curiosidade que os italianos têm relativamente à cultura portuguesa, e, em particular, ao Fado. O livro é ainda enriquecido por um CD musical, com importantes temas da música coimbrã, gravado propositadamente para esta edição.


Menos conhecido em Itália do que o de Lisboa - tornado mundialmente famoso na voz de Amália Rodrigues - o Fado de Coimbra tem características singulares que o Autor compreende e expressa profundamente - até porque, ele próprio, é um virtuoso fadista; é sua a voz do CD que acompanha o livro.


A publicação deve-se à casa editoria BESA (http://www.besaeditrice.it/), que o apresenta na sua página web, com estas palavras:



Il fado è una musica che prende corpo, meno di due secoli fa, nel sottoproletariato urbano di Lisbona e poi si estende a ogni altro segmento della società portoghese.


Ma il fado si identifica con Lisbona? Si può parlare di fado fuori da Lisbona o più precisamente di un fado di Coimbra?


Il testo individua il percorso e le caratteristiche specifiche di una corrente musicale che reclama il riconoscimento della propria originalità e autonomia dalla più celebre variante di Lisbona. E le ragioni sono messe in evidenza.


Se a Lisbona il fado praticato dalle donne rimane all’interno di locali pubblici, ristoranti tipici, teatri di varietà e tabarins di tipo francese, il fado di Coimbra, espressione esclusivamente maschile, si svolge all’aperto, nelle piazze, sui sagrati delle chiese, nei giardini e nei parchi che abbelliscono la città.



Para além de jornalista e cantor, Carlo Giacobbe é coordenador do grupo italiano “Fado entre Rios”, que divulga a cultura musical portuguesa em Itália. É professor convidado da Università degli Studi di Roma "La Sapienza", onde lecciona a cadeira "Tra storia e cultura: il fado portoghese".




NOTA:

Carlo Giacobbe exibiu-se em 2007, na tradicional "Noite de Fado", que anualmente se realiza no Pátio do Instituto Português de Santo António. A sua actuação foi filmada e colocada no Youtube:


martedì 22 gennaio 2008

Maria de Medeiros em "Riparo" de Puccioni

Manuela Paixão, correspondente do Diário de Notícias em Roma, publicou ontem uma entrevista à mais internacional das actrizes portuguesas: Maria de Medeiros.


Nesta entrevista, Maria de Medeiros recorda especialmente uma das suas participações no cinema italiano:

Cada filme é diferente e um caso particular. Em Itália, fico sempre surpreendida que me escolham, porque o meu italiano está longe de ser perfeito. Não vivo aqui, mas foi aqui que tive oportunidade de fazer alguns dos filmes mais bonitos da minha carreira. O primeiro foi certamente Il Resto di Niente, de Antonietta de Lillo, em 2003, também um filme de temática política sobre a revolução de Nápoles, que se deu dez anos depois da Revolução Francesa, em 1799. Interpretei o papel da portuguesa Leonor Pimentel. O livro em que o filme se baseia saiu recentemente em Portugal. Il Resto di Niente é um filme importante, mas curiosamente não foi comprado para exibição comercial no nosso país.


Como nota justamente a actriz, o papel que ora lhe coube interpretar é em tudo diferente do de Leonor da Fonseca Pimentel. Nas palavras do realizador, Marco Simon Puccioni:

Riparo significa tante cose. L'accezione che gli ho dato io era quella di dignità che vuol dire casa, lavoro, affetto, amore, tutte cose che i tre personaggi stanno cercando nella loro vita. Riparo però può anche riferirsi all'aggiustare, al riparare qualcosa di rotto, che in questo caso è il rapporto che i protagonisti hanno con la società. Ci sono diversi gradi di accettazione e di tolleranza, ma non c'è mai un'accettazione piena per queste tre persone così diverse che sembrano ritrovarsi proprio in questa distanza dalla società. Insomma, per me era un titolo affascinante perché poteva prestarsi a varie interpretazioni e mi piace l'idea che lo spettatore venga chiamato ad offrire qualcosa di proprio per completare un'opera.



Maria de Medeiros veio a Roma na sexta-feira passada para a apresentação do filme, que estreou "grazie all'iniziativa della Movimento film, una società di distribuzione di recente fondazione che ha spinto autori e produttori cinematografici ad impegnarsi attivamente per portare al pubblico film di qualità":

Coproduzione italo-francese, girato a Udine con il fondamentale sostegno della Friuli-Venezia Giulia Film Commission, 'Riparo' è già uscito in Spagna, ha distribuzione in Francia (almeno 25 copie), è stato acquisito per il Nord-America a Berlino, ma in Italia ha faticato assai a trovare distribuzione, confermando, nelle parole del produttore e neo-distributore con Movimento Film Mario Mazzarotto, "la drastica difficoltà del nostro Paese ad assicurare una distribuzione seppur minima a film estranei alle consuete logiche commerciali, come nel caso di 'Riparo'".




O filme é projectado em Roma, no cinema Greenwich:

Via Bodoni, 59 - Testaccio
Tel.: 065 745 825

Orari: 16:15 18:20 20:25 22:30



lunedì 21 gennaio 2008

Via dei Portoghesi por Roesler Franz


Assinalando o centenário da morte de Ettore Roesler Franz, o Museo di Roma in Trastevere inaugurou, em Dezembro último, a exposição "Paesaggi della Memoria", cujo núcleo fundamental consta das suas célebres aguarelas da Roma desaparecida.
Entre elas, uma imagem de uma Roma que, para nossa alegria, não despareceu (apesar de ter corrido sérios riscos, com os planos regularizadores do início do século XX, interrompidos pelas Primeira e Segunda Guerras Mundiais): trata-se da representação da Via dei Portoghesi, tendo ao centro a Torre della Scimmia e entrevendo-se o Convento de Santo Agostinho e a igreja nacional de Santo António dos Portugueses.
Vale a pena visitar esta belíssima exposição de tom nostálgico, patente no museu da Piazza Sant'Egidio até 24 de Março.




NEL CENTENARIO DELLA SUA MORTE ROESLER FRANZ AL MUSEO DI ROMA IN TRASTEVERE
Comunicato stampa
IMMAGINI A COLORI
DI UNA ROMA SCOMPARSA

Dal 19 dicembre 2007 al 24 marzo 2008 una mostra raccoglie una ricca selezione di acquerelli del famoso vedutista dell’Ottocento

Roma, 18 dicembre 2007

Memorie e immagini di un tempo passato, quartieri, vicoli e case attraversati da genti e mestieri
ormai scomparsi. Gli acquerelli di Ettore Roesler Franz (1845-1907) sono la testimonianza a
colori della Roma sparita di fine Ottocento, la città che oggi gli rende omaggio nel Centenario
della sua morte con la mostra "Paesaggi della memoria: gli acquerelli romani di Ettore
Roesler Franz dal 1876 al 1895", ospitata dal 19 dicembre 2007 al 24 marzo 2008 al Museo
di Roma in Trastevere.
(...)

Padrone assoluto della difficile tecnica dell’acquerello, artista poliglotta dalla mentalità cosmopolita
ma, allo stesso tempo, profondamente legato alla sua città, Ettore Roesler Franz con le sue opere
volle dare testimonianza, in Italia e all’estero, dei profondi cambiamenti vissuti da Roma
dopo la sua proclamazione a capitale d’Italia nel 1870 e dopo l’ultima, disastrosa
alluvione del 31 dicembre dello stesso anno. Il rapido processo di modernizzazione della città
lo spinse a dipingere e a fotografare le zone interessate dalle ristrutturazioni urbanistiche e quelle
più esposte al pericolo di demolizione. La sua attenzione si rivolse alle zone maggiormente
coinvolte in questi irreversibili mutamenti: le rive del Tevere – dove furono abbattuti gli edifici
costruiti a ridosso del fiume per poter costruire i muraglioni di contenimento al fiume - ma anche
le zone di Piazza Venezia, del Ghetto e dei rioni storici di Borgo, Trastevere e Monti, dove furono
cancellate importanti testimonianze urbanistiche, architettoniche e artistiche della Roma del
passato.

Nella mostra "Paesaggi della memoria" si possono ammirare 79 dei 120 acquerelli a cui
l’artista lavorò dal 1876 al 1895, in un percorso che abbraccia le due sponde del Tevere, la
riva destra e la riva sinistra, raccontando la vita che scorreva nei vari rioni in una realtà incontaminata.
Presentati anche alcuni ritratti di Ettore Roesler Franz e della sua famiglia e 15
acquerelli in cui l’artista raffigurò gli acquedotti della campagna romana. Questi "giganti
dell’acqua", con i loro grandiosi ponti, furono una delle mete preferite dal vedutista romano che
sembra invitare idealmente l’osservatore a ripercorrere quegli itinerari così suggestivi e poco noti.
Tutte le opere descrivono con sensibilità antropologica le molteplici attività della vita quotidiana di
una città che ancora aveva la dimensione umana e sociale di un paese. Negli acquerelli dedicati a
Roma sparita troviamo raffigurati, con dovizia di particolari, vecchi saperi e abilità popolari e le
attività, ormai scomparse, legate all’economia fluviale. L’edificazione dei muraglioni di
contenimento al Tevere, infatti, se da un lato eliminò il problema delle piene alluvionali, dall’altro
cancellò tutti i mestieri basati sulla vicinanza dell’acqua, come gli acquaioli, i vaccinari, i vascellari, i
tintori, i traghettatori, i mugnai, i pescatori, i legnaioli, i marinai, le lavandaie, i renaioli e i
fiumaroli.

Un mondo che il vedutista romano riuscì a documentare nei suoi 120 acquerelli, suddivisi in tre
serie, ciascuna di 40 opere. La prima serie da lui dedicata a Roma pittoresca/Memoria di un’era
che passa venne ospitata al Palazzo delle Esposizioni nel 1883, anno della sua
inaugurazione. Leopoldo Torlonia, allora sindaco di Roma, si interessò direttamente all’acquisto
delle opere che costò £ 18.000 alle casse comunali. Le ultime due serie, invece, furono
acquistate l’anno successivo alla morte di Roesler Franz, dopo alcune dibattute sedute della giunta
capitolina, per la cifra di £ 35.000. La serie completa fu presentata per la prima volta a Castel
Sant’Angelo nel 1911, in occasione dell’Esposizione Universale di Roma.

Gli acquerelli di Roma sparita, come è meglio conosciuta la raccolta, furono inizialmente sistemati
nel Palazzetto della Farnesina ai Baullari, poi trasferiti a piazza Bocca della Verità nell’appena
inaugurato Museo di Roma che però venne chiuso nel 1939 a causa della guerra. Ebbero la loro
definitiva sistemazione solo nel 1952 nella nuova sede del Museo di Roma a Palazzo Braschi. Nel
1980 ventotto acquerelli della raccolta vennero trasferiti nel Museo del Folklore a Trastevere, da
poco inaugurato, dove sono ancora oggi esposti a rotazione per periodi limitati.

Ettore Roesler Franz, pittore del paesaggio e della memoria, viaggiò a lungo in Italia e in
Europa, come dimostrano le 46 esposizioni realizzate in Italia e le 23 all’estero, legandosi in
particolar modo alla Gran Bretagna (tutti i materiali dei suoi acquerelli – carta, pennelli e colori –
sono di provenienza inglese), il paese dove soggiornò più volte e dove si trovavano i maggiori
acquirenti delle sue opere. In circa 35 anni di attività questo geniale vedutista, ammiratore della
pittura di Turner, di Constable ma soprattutto di Corot, dipinse più di mille acquerelli e fondò (ne
fu più volte presidente) la Società degli acquerellisti di Roma. Invece dipinse appena una
quindicina di olii e poche altre opere a tempera, a testimonianza del suo amore per la tecnica
dell’acquerello che riteneva essere il mezzo migliore per riprodurre le vedute campestri e
specialmente la trasparenza dei cieli e delle acque.

Suoi soggetti preferiti sono i paesaggi della campagna romana, laziale e abruzzese, le vedute di
Tivoli e quelle inglesi, ma la notorietà di Franz resta indissolubilmente legata alle tre serie di
Roma sparita che ancora oggi ci suggestionano facendoci immaginare una Roma che ormai non
vive più.
MAIS sobre a exposição:
MAIS sobre Ettore Roesler Franz

venerdì 18 gennaio 2008

Os Jesuítas e a independência de Portugal

Integrado nas comemorações do quarto centenário do nascimento de Padre António Vieira, teve lugar ontem, quinta-feira, no salão nobre do Instituto Português de Santo António, uma interessante conferência pela Professora Doutora Carlota Lopes de Miranda Urbano, intitulada: “Miti nazionali nella letteratura della Compagnia di Gesù”.


Aqui introduzimos a notícia publicada no site do Instituto:
http://www.ipsar.org/modules.php?name=News&file=article&sid=3



Negli anni in cui il Portogallo visse l’unione delle corone (1580-1640), i membri della Compagnia di Gesù non abbandonarono, soprattutto per mezzo della parola, scritta e proclamata, la lotta contro il disfacimento della sovranità portoghese da una parte e dall’altra contro l’egemonia spagnola, alimentando così i sentimenti di autostima nazionale.


«La Compagnia, nei piccoli avvenimenti e rituali da cui è formata la Storia, in una preghiera o in un elogio funebre, negli Atti di apertura dell´Università o di un Collegio, nell’accogliere un visitatore, in un Sermone solenne, nella celebrazione della memoria dei suoi martiri e dei suoi santi, etc… contribuiva a cristallizare nel mito la Storia e rafforzava la mistica dell’alleanza divina tra il Regno de Portogallo e il Regno di Dio. Per questa ragione nella produzione letteraria dei gesuiti sono relativamente frequenti i miti nazionali, elementi di coesione di un’identità nazionale riformulata e rinforzata dall’opposizione alla disgregazione della sua autonomia politica dovuta all’egemonia spagnola.»


La Docente dell’Istituto di Studi Classici della Facoltà di Lettere dell’Università di Coimbra ha proposto la lettura del Pro Elisabetha Regina Lusitanorum recens consecrata. Poema epicum siue heroicum del gesuita Padre Francisco Macedo, più tardi chiamato a Roma come professore nel Collegio della Propaganda Fide, insegnando Controversia, o Teologia Polemica, su richiesta del Papa Alessandro VII, nel 1656. Nel 1660 fu ancora il primo Professore di Storia Ecclesiastica all’Università di Roma La Sapienza.

«Quando nel 1625 Papa Urbano VIII canonizzava Santa Isabella del Portogallo, c’era più di motivo perchè Coimbra festeggiasse. L’Università e i Collegi avevano una devozione speciale per la ‘Regina Santa’ come si vede dalla larga produzione letteraria di cui costituiva tema ricorrente, dalla prosa narrativa alla celebrazione epica, passando per l’oratoria. (...) La notizia della canonizzazione della Regina Santa era, pertanto, attesa da lungo tempo e fu quindi celebrata con grandiose feste, come del resto era in uso allora. Alle celebrazioni organizzate da D. Giovanni Manuel, vescovo di Coimbra, seguirono sei giorni di festa nella città, con la collaborazione della stessa Università, promuovendo una competizione letteraria a cui parteciparono molti oratori.
(...)
In circa 500 esametri, Padre Francisco Macedo fa un elogio della Regina Santa, attraverso la descrizione di un corteo immaginario composto dai monarchi del Regno partendo dall’inizio della nascita del Portogallo. Il climax del poema è l’ingresso di Santa Isabella nella gloria dei cieli e il poeta termina con l’esortazione alla patria in lutto, perché asciughi le sue lacrime e di nuovo innalzi la testa con l’ausilio della nuova santa che è sugli altari. Riportiamo qui l’inizio del poema, diretto alla Regina Santa:

Veniste, infine, dolce ausilio, ai nostri tanti affanni destinato,
tante volte invocata dalle preghiere e dalle lacrime dei nostri avi
per portare il riposo e la gloria alla patria afflitta;
tu, che farai d’oro questa età di ferro,
poiché per grazia tua Dio Onnipotente lanciò su di noi
dall’alto, il suo sguardo propizio



Alla conferenza della Prof.ssa Carlota Miranda Urbano hanno partecipato membri del mondo universitario romano e vari amici del Portogallo che, a Roma, trovano nell’Istituto Portoghese di Sant'Antonio il polo culturale più significativa.




giovedì 17 gennaio 2008

http://www.ipsar.org/ - Site reactivado


Depois de um período de interrupção no seu funcionamento, devido a problemas de natureza técnica, o sítio internet do Instituto Português de Santo António em Roma está já reactivado.

O Instituto é o único polo de cultura portuguesa em Itália, para além dos centros universitários.

A sua longínqua origem, entre os séculos XIV e XV, fala-nos da piedade de vários benfeitores - Dona Guiomar, nobre de Lisboa; a Sé de Lisboa; D. Antão Martins de Chaves, bispo do Porto e cardeal de S. Crisógono - que fundaram hospitais na cidade papal, para hospedar os peregrinos nacionais que vinham a Roma venerar as relíquias doos Apóstolos.
O seu carácter nacional e unificador foi sempre aumentando, sendo a igreja, que lhe está anexa, o centro da cultura e da representação diplomática portuguesa, mormente durante o período de opulência do século XVIII, no reinado de D. João V.
No século XIX, contemporaneamente à Unificação de Itália sob os Savoias, o estabelecimento seculariza-se, sendo então denominado "Instituto" e começando a desenvolver uma actividade mais especificamente cultural, principalmente no apoio a estudantes de Belas-Artes, Arqueologia e História da Arte, que continuavam a ter Roma como meta e fonte privilegiada na sua formação académica.
O Instituto sofreu os revezes da história durante o século XX, passando por graves dificuldades financeiras, que se reflectiram obviamente na sua actividade, reduzida ao mínimo durante largos anos, e acompanhada de uma notável decadência das próprias estruturas.

Desde o início dos anos '90, porém, a valorização do património imóvel desta instituição tem permitido a reabilitação dos espaços, e a diversificação e intensificação da sua actividade cultural.

Hoje o Instituto é conhecido em Roma pela sua notável actividade concertística - numa média de 4 concertos de música erudita por mês - e, tendo recuperado e inaugurado há alguns anos uma esplêndida galeria de arte, promove também regularmente exposições de carácter histórico e artístico.
Nas suas dependências funciona uma biblioteca e o arquivo histórico, e ainda um curso de língua e cultura portuguesa, que este ano se foi reestruturado em três níveis.
Existem duas amplas salas polivalentes, destinadas ao convívio e às conferências, sem esquecer a regular actividade litúrgica na sua belíssima igreja, em língua portuguesa.


Depois de uma visita virtual através do site reposto em funcionamento, e que em breve estará completamente actualizado no que concerne às actividades mensais, aconselhamos vivamente um salto até à Via dei Portoghesi, para conhecer esta instituição singular.

mercoledì 16 gennaio 2008

Informação: Exames Português - Universidade Roma Tre

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI – ROMA TRE

Lingue e Comunicazione Internazionale – Dott.ssa Taisa Lucchese
Lingue e Culture Straniere – Dott. Francisco de Almeida Dias



EXAME DI LÍNGUA PORTUGUESA

JANEIRO 2008

Comunica-se aos alunos interessados, que o exame de língua Portuguesa, vai realizar-se nas seguintes fases:


COMPREENSÃO ESCRITA E GRAMÁTICA e EXPRESSÃO ESCRITA
Sábado, dia 19.01.2008, das 09h00 às 11h00, Aula 21.


COMPREENSÃO ORAL e EXPRESSÃO ORAL
Quinta-feira, dia 23.01.2008, Laboratorio Linguistico.
1° ano .................................... das 10h00 às 11h00
2° ano .................................... das 11h00 às 12h00
3° ano .................................... das 12h00 às 13h00


As pré-inscrições podem ser efectuados por e.mail:
taisa@libero.it
franciscodias@instituto-camoes.pt